Cronache francesi: il passaggio dei poteri

| 14 Maggio 2012 | Comments (0)

  1. L’otto di maggio il Presidente uscente ma ancora in carica, e il Presidente eletto hanno presenziato insieme alla cerimonia per la fine della seconda guerra mondiale e per la vittoria contro il nazifascismo e l’invasore tedesco. Per dire che la patria si presenta unita in una memoria comune.

  2. Il 15 Sarkozy esce dall’Eliseo e entra Hollande, secondo Presidente socialista della V Repubblica. E’ ancora questione di Germania. Infatti Hollande vola subito a Berlino e comincia la madre di tutte le battaglie. Quella contro il modello tedesco di rigore e austerità che la cancelliera Merkel vuole imporre all’intera Europa, in nome delle magnifiche sorti e progressive del capitalismo e della finanza germanica.

  3. Scrive Zaki Laidi: “Che lo si voglia o no, l’Europa è ormai entrata in una insurrezione contro il patto fiscale che la condanna a una austerità senza crescita.” E Zaki Laidi non è un sovversivo estremista di sinistra, ma un severo autorevole direttore di ricerca a Science Po, uno dei templi mondiali delle scienze politiche.

  4. Molti convergono su un punto. O Hollande sarà in grado di innescare un new deal europeo, oppure il tempo delle rivolte è venuto. O nasce una politica economica neokeynesiana, cominciando anche un processo di riconversione ecologica, la regola verde al posto della regola aurea del pareggio di bilancio, col necessario concorso delle lotte dei lavoratori, dei cittadini, dei popoli, oppure la stessa UE si avvia al disastro. Un disastro che corre tra il rischio di un nero fascismo della miseria, propiziato da un impasto di xenofobia e razzismo, e la strada della ribellione di ampi strati della popolazione, con un confronto che può sfociare in guerra civile. In passato la guerra civile europea diventò a sua volta guerra mondiale.

  5. Intanto sabato 12 maggio c’è il primo atto di intimidazione verso Hollande, e il possibile nuovo corso socialista, da parte della commissione europea, la quale annuncia con grancassa previsioni di un aumento del deficiti pubblico francese al 4.2%, cioè oltre il 3% definito dagli accordi che, per ora, sono solo pronunciamenti dei governi, e un tasso di crescita non dell’1.7%, ma abbassato all’1.3%. Previsioni fondate non si sa bene su cosa, ma destinate a pesare.

  6. In Francia però molti, alcuni vicini al nuovo Presidente, sottolineano come la BCE abbia elargito in pochi mesi alle banche private circa 1000 (mille) mld (miliardi) di euro a un tasso dell’!%, invece di fare il suo mestiere, cioè di acquistare i titoli pubblici e di aiutare i paesi in difficoltà acquistandone il debito, o sue parti, appunto con un basso interesse. Insomma c’è un ampio consenso in Francia per estendere la parola d’ordine della campagna elettorale di Hollande “le changement c’est maintenant, il cambiamento è adesso” all’intera Europa.

  7. Nel contempo finita un’elezione ne comincia un’altra. Quella per il Parlamento, dove la sinistra vuole conquistare la maggioranza assoluta. La destra classica, erede del gaullismo, in chiaro l’ UMP, è nelle peste, stretta tra l’incudine della sinistra, e il martello della vague bleu Marine, il nuovo fronte nazional popolare guidato da Marine Le Pen. O venderà l’anima magari sottobanco con accordi per una reciproca desistenza, col rischio di spaccarsi in modo clamoroso, oppure, mantenendo il patto repubblicano, cioè l’impegno a non votare comunque un rappresentante del FN, sarà destinata a perdere un cospicuo numero di deputati.

  8. E contro il FN torna in campo Melénchon, il leader del Front de Gauche, candidandosi nel Pas-de-Calais, a Hénin- Beaumont finora feudo incontrastato di Marine Le Pen. Una campagna che promette scintille. Mentre si stanno discutendo gli accordi elettorali tra PS e FG, talché non un voto vada perduto.

  9. Se dalla politica volgiamo l’occhio alla società, vediamo fermento ovunque ma forse il fatto più indicativo è stata l’occupazione di Fralib (Marsiglia) nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 maggio. Si tratta di una fabbrica alimentare di proprietà della multinazionale Unilever, che vorrebbe chiuderla in vista di una delocalizzazione. Gli operai hanno invece deciso per l’autogestione e preso possesso pacificamente degli impianti con la parola d’ordine: nemmeno un bullone deve uscire dalla fabbrica, dichiarando inoltre “all’alba la nostra fabbrica è diventata uno spazio di libertà, di fraternità, di lotta collettiva”. La direzione, prendendo a pretesto invece una supposta invasione attuata a suo dire da operai con sbarre di ferro e bombe lacrimogene che avrebbero messo in fuga i guardioni, così si chiamavano un tempo le guardie dei padroni, da cui “ guardioni”, ha fatto istanza alla magistratura per un intervento poliziesco di sgombero. Per ora senza risultati. In Francia molte sono le aziende dove sono previsti licenziamenti massivi, e forse gli operai di Fralib, in lotta da 592 (cinquecentonovantadue) giorni sono l’avanguardi di un movimento destinato a ingrossarsi.

  10. Un paio di fatti di società anche dicono il clima di scontro: per un verso Hollande ribadisce la sua intenzione di fare votare una legge che riconosca il matrimonio tra individui dello stesso sesso, e già la chiesa si prepara a dare battaglia. Per l’altro il Consiglio Costituzionale ha sic e simpliciter abolito il reato di molestie sessuali, perchè considerato troppo vago nella sua definizione. Così i processi in corso sono evaporati da un giorno all’altro, lasciando le vittime, soprattutto ovviamente donne, completamente allo scoperto, e in balia molte volte dei “molestatori” sui luoghi di lavoro, trattandosi spesso di datori di lavoro e/o superiori gerarchici che chiedevano favori sessuali di vario genere, utilizzando le loro posizioni di potere. Consiglio Costituzionale che, va detto, già mise molti bastoni tra le ruote a Mitterand, e se il cattivo giorno si vede dal mattino, altrettanto promette verso Hollande.

  11. Un fronte caldo per il nuovo Presidente sarà anche il contrasto dell’evasione fiscale. I “patrioti” che applaudivano il tricolore alle manifestazioni dell’UMP, appena tornati a casa non si sono peritati di trasferire montagne di soldi nei paradisi fiscali esteri. Dal 1981, la prima vittoria socialista, a oggi circa 600 (seicento) mld di euro. E un’altro esodo di capitali sta avvenendo in questi giorni, per ora difficile da quantificare, ma annunciato e rivendicato pubblicamente da molti ricchi e famosi “scandalizzati” dalla nuova fiscalità attinenete i grandi patrimoni e i redditi superiori a un milione di euro l’anno..

  12. Due parole di demografia elettorale. Hollande vince alla grande (> 60%) tra i giovani dai 18 ai 24 anni, vince bene tra i cittadini fino ai 59 anni, perde oltre. Insomma i giovani hanno votato in massa a sinistra come da anni non avveniva. Inoltre ha votato a sinistra la grande maggioranza dei lavoratori dipendenti, e la maggioranza dei “cittadini”, nelle campagne invece la destra e l’estrema destra la fanno da padroni.

  13. Dopo la cerimonia all’Eliseo, dove per la prima volta erano invitati i segretari dei sindacati, Hollande ha reso omaggio nei giardini delle Tuileiries a Jules Ferry che durante la III Repubblica fece approvare l’istituzione dell’obbligo scolastico gratuito e la laicità della scuola, con un (piccolo?) problema: Ferry era anche un fervente colonialista. Poi all’ Istituto Curie per ricordare Marie Sklodowska, immigrata polacca maritata Curie, due volte Premio Nobel, per la fisica e la chimica, che però fino al 1922 l’Academie des Sciences rifiutò di accogliere nei suoi ranghi, e dopo si limitò a una “associazione”, perchè era di sesso femminile, nonchè immigrata. Insomma scuola e ricerca al primo posto, con contorno di immigrazione e valorizzazione della donna. E il governo dovrebbe essere paritario tra donne e uomini. Infine al Comune di Parigi, dove ha ricordato le tappe storiche, quella dell’89 da cui nacque la Repubblica, poi del 1848, la Comune di Parigi del 1870, l’insurrezione della Resistenza che liberò la capitale dai nazisti e infine il maggio ’68, le rivoluzioni che hanno fatto la Francia. E fuori migliaia di persone a applaudirlo e abbracciarlo.

  14. Ecco infine il Primo Ministro designato da Hollande prima di partire per la corvè berlinese: Jean Marc Ayrault, finora sindaco socialista di Nantes nonché presidente del gruppo socialista alla Camera, fedele tra i fedeli di Hollande.

da Marsiglia, pubblicato il 14 maggio su E il mensile

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Category: Politica

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About Bruno Giorgini: Bruno Giorgini è attualmente ricercatore senior associato all'INFN (Iatitutp Nazionale di Fisica Nucleare) e direttore resposnsabile di Radio Popolare di Milano in precedenza ha studiato i buchi neri,le onde gravitazionali e il cosmo, scendendo poi dal cielo sulla terra con la teoria delle fratture, i sistemi complessi e la fisica della città. Da giovane ha praticato molti stravizi rivoluzionari, ha scritto per Lotta Continua quotidiano e parlato dai microfoni di Radio Alice e Radio Città. I due arcobaleni - viaggio di un fisico teorico nella costellazione del cancro - Aracne è il suo ultimo libro.

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