Ytali: Venezia si liberi del sindaco che non c’è

| 6 Maggio 2020 | Comments (0)

 

 

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Su segnalazione di Francesco Indovina diffondiamo l’appello di ytali  scritto il 26 aprile contro il sindaxo Brugnaro

L’ultima diretta Facebook di Luigi Brugnaro, ci ricorda ancora una volta quanto il suo comportamento sia scomposto, anti-istituzionale e offensivo. Nei giorni in cui si ricorda che Venezia fu liberata 75 anni fa, c’è urgente bisogno che Venezia si liberi democraticamente e al più presto di un modo così scomposto, antistituzionale e in ogni caso per davvero offensivo per l’intera nostra città e per la sua lunga storia di civile convivenza, nel pieno rispetto dei valori repubblicani.

Alla vigilia del 25 aprile, giorno di festa per la Liberazione e per San Marco, il sindaco più inadeguato, più inopportuno, più non a norma rispetto alla storia dei Sindaci che Venezia ha conosciuto in epoca repubblicana e democratica, ancora una volta ha voluto certificare la sua inaffidabilità. Nei modi propri suoi personali di un esprimersi tra sciatteria e improntitudine, Luigi Brugnaro, il sindaco-che-non-c’è, così come si mostrò pericolosamente inaffidabile ponendo il “suo” Carnevale al di sopra della minaccia mortale di un’epidemia già in atto, ha interpretato, nel corso di un suo irrispettoso rivolgersi ai cittadini, una sceneggiata avvilente.

Avvilente e imbarazzante per chiunque vi abbia assistito, e recitata al solo scopo di confondere la popolazione di Venezia e di Mestre, della Terraferma e della Laguna, col voler far credere che niente si capisce nell’altalena dei sì e dei no: “mascherine sì, mascherine no, qui non puoi andare, ti mando il drone”. E subito quel passare dal gergale e pesante “versi i cimiteri” ai ripetuti inviti a grottesche illegalità del genere “è arrivato il momento di essere liberi”, oppure “ho il diritto e il dovere di dire che devono smetterla con questi provvedimenti”. Ma chi deve smetterla? Il Governo in carica che sta portando con il sacrificio di moltissimi l’Italia al di fuori della fase più aggressiva dell’epidemia? A smetterla forse dev’essere il presidente Luca Zaia con le sue più che liberatorie ordinanze? E chi sarebbero coloro che stanno imbrogliando i conti sul numero dei morti, se si deve tener conto delle illazioni diffuse dal sindaco-che-non- c’è? Sono forse le autorità sanitarie regionali, gli scienziati di Padova, la Protezione Civile, i soggetti che hanno manomesso quei tragici elenchi? Ed è un sindaco-che-non-c’è perché non sa qual è il suo ruolo, non sa quali siano le responsabilità di un sindaco.

Nei giorni in cui si ricorda che Venezia fu liberata 75 anni fa, c’è urgente bisogno che Venezia si liberi democraticamente e al più presto di un modo così scomposto, antistituzionale e in ogni caso per davvero offensivo per l’intera nostra città e per la sua lunga storia di civile convivenza, nel pieno rispetto dei valori repubblicani.

 

LE ADESIONI DEI COLLABORATORI DI YTALI.

Esterino Albanese, Paolo Andruccioli, Franco Avicolli, Fabrizia Bagozzi, Marita Bartolazzi, Nino Bertoloni Meli, Roberto Bertoni, Emanuele Bobbio, Susanna Böhme-Kuby, Enzo Bon, Annalisa Bottani, Tommaso Brait, Martino Branca, Francesca Brandes, Franco Bux, Roberto Calabretto, Martina Campese, Loris Campetti, Franco Cardini, Caterina Carpinato, Alessandro Carrera, Fabio Castriota, Raffaella Cascioli, Manuela Cattaneo della Volta, Luciana Castellina, Marco Cinque, Griselda Clerici, Paolo Corallo, Luigi Covatta, Riccardo Cristiano, Erica De Rosa, Pio D’Emilia, Armando Danella, Francisco De Alemeida Dias, Umberto De Giovannangeli, Massimiliano De Villa, Dimitri Deliolanes, Elsa Dezuanni, Roberto Di Giovan Paolo, Roberto Ellero, Ersilia Francesca, Niccolò Fantini, Lucio Favaretto, Davide Federici, Idalberto Fei, Angelo Ferrari, Alberto Ferrigolo, Vittorio Filippi, Pietro Folena, Carmine Fotia, Giorgio Frasca Polara, Aldo Garzia, Mario Gazzeri, Tiziano Gomiero, Giampiero Gramaglia, Francesco Guidi Bruscoli, Patrick Guinand, Joseph Halevi, Alberto Leiss, Giovanni Leone, JoAnn Locktov, Stefano Lusa, Maurizio Alfonso Iacono, Nuccio Iovene, Alberto Madricardo, Claudio Madricardo, Elena Maggioni, Enrico Maini, Maurizio Matteuzzi, Andrea Merola, Michele Mezza, Franco Migliorini, Franco Miracco, Francesco Morosini, Gianfranco Nappi, Beniamino Natale, Milena Nebbia, Alberto Negri, Paolo Nerozzi, Achille Occhetto, Luigi Pandolfi, Alessandro Pastore, Piergiorgio Paterlini, Francesco Peloso, John Francis Phillimore, Tiziana Plebani, André-Yves Portnoff, Dan Rabà, Patrizia Rettori, Stefano Rizzo, Paul Rosenberg, Giuseppe Saccà, Mario Santi, Michele Savorgnano, Antonio Alberto Semi, Maria Luisa Semi, Gilberto Seravalli, Ettore Siniscalchi, Marta Soligo, Judith Stiles, Massimo Storchi, Silvio Testa, Elisabetta Tiveron, Giovanni Tonella, Massimo Trimarchi, Pasquale Valente, Francesco Vespignani, Adriana Vigneri, Pieralvise Zorzi, Guido Zucconi.

per aderire all’appello scrivere a redazione@ytali.com

 

Category: Epidemia coronavirus, Osservatorio sulle città

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About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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