Aulo Crisma: Parenzo, una lapide per Aldo Adriani

| 6 Dicembre 2015 | Comments (0)

 

 

Pino Bazzara era partito da Parenzo nel 1942 e vi ha fatto ritorno, per la prima volta dopo l’esodo degli Istriani dalla loro terra, nel 1967. Ed è andato sull’isola San Nicolò davanti  a Parenzo a vedere se c’era ancora la lapide posta a ricordo del giovane pilota sfracellatosi con il suo idrovolante sulla zona priva di alberi, tra il palazzo dei marchesi Polesini (vedi foto sotto) e la diga nuova il primo aprile del 1936. Era lì, nel punto d’impatto, seminascosta dall’erba. E l’ha rivista l’estate scorsa sollevata da terra. A fianco una scritta in inglese racconta il tragico incidente.

 

 

Pino Bazzara ed il suo coetaneo e amico Guido Griparich soprannominato Checa, allora avevano undici anni ed erano sulla riva davanti al Caffè Parentino. Hanno visto l’aereo compiere un giro sopra il porto e poi scendere in picchiata sull’isola. Con la batana del Checa hanno raggiunto il posto. Non hanno potuto avvicinarsi all’aereo perché autorità e carabinieri erano già sul luogo.

Anche il mio compagno di scuola Silvio Gregori aveva visto precipitare l’idrovolante e ancora oggi, dopo quasi ottant’anni, ricorda che la gente raccoglieva qualche frammento del rottame da conservare come reliquia.

Ma chi era  il giovane pilota ce lo racconta la nipote Elisabetta Bertolotti che vive a Genova, ha compiuto   delle ricerche e  ci ha inviato le sue foto. Aldo Adriani era nato a Recco il 22 settembre 1917, secondogenito ed unico maschio di nove figli. Si arruolò volontario rispondendo al bando di concorso dell’anno 1935 della Regia Aeronautica. Prestò giuramento a Cameri e fu mandato prima alla scuola di Grottaglie e poi, nel novembre 1935 a Portorose. La relazione della scuola dice che la causa dell’incidente occorso all’allievo Sergente Pilota fu un presumibile mancato riattacco del motore. L’aereo era un idrocaccia M 7 ter MM 2519.

A Recco la famiglia l’aspettava per una breve licenza. Invece arrivò la notizia della morte. Ed arrivarono le spoglie. Al solenne funerale partecipò commosso l’intero paese.

La marchesa Eta Polesini ebbe una lunga corrispondenza con la madre del pilota. La invitò sull’isola per vedere il luogo dell’incidente. Ma non erano tempi facili per i viaggi. Per le numerose piccole figlie e poi per la guerra e l’esodo degli Istriani il pellegrinaggio rimase un sogno.

Nei primi anni 80  le tre sorelle dell’aviatore rimaste in vita  si recarono sull’isola a deporre un fiore sulla sua lapide. Elisabetta Bertolotti vi andò nell’estate dell’anno scorso senza trovare la pietra.

Ora la lapide è in bella vista. Un parenzan della nuova generazione, Milivoj Debelich, l’ha fotografata per inviarla alla nipote di Aldo Adriani. La sua memoria resterà viva per lungo tempo.

 

 

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Category: Aulo Crisma e la rivista "inchiesta", Osservatorio sulle città

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About Aulo Crisma: Aulo Crisma è nato a Parenzo nel 1927. Nel 1945 ha conseguito il diploma magistrale.Nel 1946 ha lasciato l'Istria come esule. Ha fatto il maestro elementare prima a Giazza, dove si è sposato con la collega Maria Dal Bosco, e poi a Selva di Progno. E' stato un attivo animatore culturale dirigendo il locale Centro di lettura, divenuto poi Centro sociale di educazione permanente. E' stato per molti anni corrispondente del quotidiano L'Arena di Verona. Ha condotto numerosi lavori di ricerca e documentazione sulla storia dei Cimbri, una popolazione di origine tedesca che si era insediata sui Monti Lessini verso la fine del XIII secolo, che ancora manteneva vivo nell'enclave di Giazza ,l'antico idioma alto tedesco.Ha fatto parte del Direttivo provinciale del Sinascel, sindacato nazionale della scuola elementare. Ha pubblicato "Guardie e contrabbandieri sui Monti Lessini" (con Remo Pozzerle), Ed. Taucias Gareida, Giazza-Verona, 1990; "Lessinia, una montagna espropriata" (con Remo Pozzerle), HIT Edizioni, San Martino Buonalbergo, 1999; "Bar lirnan tauc': Noi impariamo il cimbro, Ed. Curatorium Cimbricum Veronense,, Verona, 2001; "Parenzo, gente, luoghi, memoria" Ed. Itinerari educativi, Comune di Venezia, 2012. Attualmente vive con la moglie a Tencarola, in provincia di Padova, e collabora alla rivista Inchiesta.

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