L’irresistibile allegria di Leda Gys in “Napoli è una canzone” (1927) di Eugenio Perego

| 13 Aprile 2015 | Comments (0)

 

Roberto Alvisi ha invitato Amina e il sottoscritto a vedere con lui alla Cineteca di Bologna il film muto del 1927 prodotto dalla Titanus (che allora si chiamava Lombardo Film)  “Napoli è una canzone” con la regia di Eugenio Perego e protagonista la straordinaria e vivacissima Leda Gys  moglie di Gustavo Lombardo fondatore della Titanus . Come è stato possibile per  un film muto superare la sfida di fare un film di canzoni? Questa sfida è stata vinta per il concorrere di più circostanze:

Innanzi tutto il film “muto” è stato accompagnato dal vivo da due musicisti interpreti di valore come Guido Sodo e François Laurent che hanno saputo interpretare le canzoni del film inserendone anche di nuove in modo  creativo (ad esempio per accompagnare l’entrata in scena del charleston i due musicisti hanno utilizzato l’allegra musica di Carosone di “Tu vuo’ fa’ l’americano”).

E’ stata poi importante l’introduzione del direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli che ha ricordato come il restauro della pellicola di “Napoli è una canzone” fosse stato voluto da Goffredo Lombardo (figlio di Gustavo e di Leda) che si commosse nel vedere la pellicola restaurata con protagonista sua madre. Un modo di vedere il film è quello di collocare negli anni ’30 la propria madre (o nonna) a seconda delle generazioni e immaginare le canzoni e i volti di quel loro mondo (la madre di chi scrive aveva quattordici anni nel 1927 e le canzoni del suo mondo erano quelle di Edoardo Spadaro che nel 1927 faceva il “fantasista” al Moulin Rouge a Parigi insieme a Mistinguett scrivendo poi, tornato in Toscana, canzoni come “Il valzer della povera gente” e “La porti un bacione a Firenze”).

Il film è  un film delizioso in sé per la protagonista e per le location.  Leda Gys è straordinaria perché trasmette una irresistibile  allegria che parte dagli occhi e arriva al riso e al sorriso. Questa allegria la porta a interpretare la “pazzeriella” quando sostituisce il nonno nel fare l’imbonitrice danzante e cantante per attrarre nuovi clienti all’inaugurazione di un negozio (vedi le scene in alto).

Questa sua allegria, che trasmette alle canzoni che interpreta,  toglie dalla depressione la figlia di un ricco miliardario italo americano e farà innamorare suo fratello Max che all’inizio si avvicina a lei per vincere una scommessa ma poi, colpito dalla sua vivacità e voglia di vivere, la chiederà in sposa. Una trama scandita “in cinque strofe” con location che vanno dai vicoli di Napoli alla Grotta azzurra di Capri e che, dopo un passaggio a New York, tornano ancora a Napoli con pizzaioli,  canzoni e vicoli. Un film da non perdere.

 



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Category: Musica, cinema, teatro, Osservatorio Sud Italia

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About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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