Raimondo Bultrini: Il primo ministro indiano Modi ha falsificato la sua foto sulle alluvioni. E’ stato scoperto

| 5 Dicembre 2015 | Comments (0)

 

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Diffondiamo da Asiaticom di Raimondo Bultrini del 5 dicembre 2015. Le tre foto in alto sono: 1. La foto originale con il primo ministro Modi che non vede nulla dall’oblò dell’aereo; 2. La seconda foto ritoccata diffusa alla stampa in cui si vede dall’oblò la tragedia della inondazione; 3. La terza foto ritoccata da un burlone che mostra dall’oblò una mucca sacra che irride al ministro.

La notizia è che una foto del primo ministro Narendra Modi in visita alle aree alluvionate del Tamil Nadu diffusa dall’Ufficio stampa del governo indiano è stata manipolata con Photoshop dal Press Information Bureau, twittata e postata sul sito web ufficiale. Si vede Modi, amante dei selfie, che osserva attentamente l’oblo’ del suo elicottero, presumibilmente durante il volo del 3 dicembre che lo ha effettivamente portato vicino alle aree disastrate. Ma la qualità dell’immagine delle case e dell’acqua che le circonda è così nitida che nessun esperto di photoshop ha avuto alcun dubbio sulla grossolana manipolazione operata da qualche ingenuo addetto alla celebre “special cyber cell”, la cellula cibernetica del premier, alla quale è stata accreditata in passato una buona fetta della popolarità di Modi durante la vittoriosa campagna elettorale che lo ha portato al governo dell’India anche a colpi di twitter e sms.

La foto è stata rimossa dopo le prime sarcastiche e divertenti caricature circolate a ritmo scatenato dopo la scoperta dell’”incidente”. In un’immagine si vede il volto di Obama oscurare l’oblo’, in un’altra Indira Gandhi e poi il suo avversario elettorale Kejiriwal che vola a cavallo di una scopa simbolo del partito, in un crescendo di battute e invenzioni grafiche. Alla fine l’Ufficio stampa ha ammesso un po’ vergognoso il ritocco. “Delle sette foto rilasciate – ha scritto – in una è stata utilizzata la tecnica della fusione di due immagini. Questo viene indicato come “Photoshopping” dai media…” C’è stato – dice la motivazione ufficiale – “un errore di giudizio”.

Di certo il Primo ministro, anche se non è sceso a terra prendendo l’esempio dalla coalizione anti-Isis in Siria, ha volato davvero sui cieli che sovrastano la tragica alluvione di questo popoloso Stato del sud est. Oltre alle quasi 300 vittime e alle centinaia di migliaia di sfollati, alle famiglie costrette a vivere su tetti e ripari di fortuna nelle campagne e gli animali annegati, una grande metropoli come Chennai è rimasta completamente paralizzata, con i voli dell’aeroporto limitati solo ai soccorsi e gran parte delle strade invase da acqua e melma. Da Delhi Modi ha volato alla base navale di Arakkonam, 60 km da Chennai e ha subito disposto uno stanziamento di 10 miliardi di rupie per l’emergenza. Molti si domandano che bisogno c’era di inventare una immagine irrealistica come quella in una situazione del genere, sullo sfondo di una crisi umanitaria che non accenna a diminuire con le piogge torrenziali che continuano a colpire regioni dei tamil atavicamente povere.

Perfino la Xinhua, l’agenzia ufficiale di stampa cinese (che nel 2012 falsifico’ una immagine del premier Li Keqiang) ha riportato la notizia della bufala dopo aver visionato con occhio esperto la foto, definita “un’immagine presa da lontano e grossolanamente appiccicata sul finestrino dell’aereo”.

Se una morale emerge da questa vicenda, spicca l’aspetto grottesco di un apparato-sistema di comunicazione che non ha remore a falsificare la realtà, forse nella convinzione un po’ arrogante che il pubblico sia formato da idioti. Non succede solo in India, ma ora come ora al governo di Delhi serve rafforzare l’immagine del premier decisionista, in un momento duro per lui e il partito, sconfitto nettamente nelle elezioni politiche del Bihar e sottoposto a ripetute critiche anche da parte di celebri scrittori, artisti e popolari attori di Bollywood per il clima di intolleranza religiosa ed etnica aggravato sotto il Bjp.

Ma talvolta vale la pena anche riderci sopra, nella speranza che questo incidente serva da lezione a quanti commettono errori molto più gravi, come manipolare le informazioni per scatenare una guerra. Purtroppo, in quel caso non basta cancellare con un colpo di gomma elettronica le foto delle bombe esplose.

 

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Category: Nuovi media, Osservatorio internazionale

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About Raimondo Bultrini: Raimondo Bultrini, giornalista de La Repubblica, ha lavorato all’«Unità» e a «Paese Sera», occupandosi di temi politici, giornalismo investigativo e di denuncia sociale. Successivamente il suo interesse si è spostato alle filosofie orientali, alle politiche asiatiche e al buddhismo, diventando direttore delle riviste «Oriente» e «Merigar Letter». Dopo un anno trascorso in Cina e in Tibet seguendo il professore e maestro Choegyal Namkhai Norbu, ha scritto il libro In Tibet. Ha prodotto documentari per Samarcanda, Mixer, Format e La7 tra i quali La caduta del Muro di Pechino. Dal 2000 è collaboratore dal Sud-est asiatico del gruppo editoriale la Repubblica /L’espresso e ha pubblicato oltre 500 articoli sull’Asia, seguendo gli eventi più importanti per «la Repubblica», «L’espresso», «il Venerdì», «Limes» e «D donna». Dopo l’11 Settembre 2001 è stato inviato in Pakistan e Afghanistan. Nel 2002 ha diretto il film documentario Madre Teresa, una santa indiana. Fra le sue più importanti interviste, ci sono quelle effettuate nei numerosi incontri con il Dalai lama. Vive in Thailandia. Ha pubblicato: I prefetti e la zarina (1995); Il demone e il Dalai Lama: Tra Tibet e Cina. Mistica di un triplice omicidio (Baldini e Castoldi, 2008); Il diario di un viaggio in Tibet con Chögyal Namkhai Norbu (Edizioni Shang-shung)

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