Francesco Sylos Labini: L’università e i garage della California

| 2 Novembre 2014 | Comments (0)

 

 

Diffondiamo da www.il fattoquotidiano.it del 2 novembre 2014

A un mese del lancio della lettera aperta “Hanno scelto l’ignoranza” (diffusa anche su www.inchiestaonline.it del 9 ottobre 2014, rubrica “Ricerca e innovazione”) che ho scritto con un gruppo di scienziati di diversi paesi, è tempo di fare un primo bilancio. La lettera è stata ripresa da tutta la stampa europea ed è stata firmata da più di 15,000 persone al momento (la raccolta firme è ancora aperta). Il titolo che abbiamo scelto è ispirato a una famosa riflessione di Derek Bok, ex- presidente dell’università di Harvard: “se pensi che l’istruzione sia costosa, prova l’ignoranza”. Il progressivo taglio di finanziamenti all’istruzione e alla ricerca sta rapidamente portando a una situazione di non ritorno molti paesi in cui l’ignoranza, cioè il deficit di preparazione avanzata, riguarderà, purtroppo, le fondamenta strutturali.

L’Italia, ad esempio, ha circa la metà (21%) di laureati nella fascia di popolazione tra 25 e 34 anni della media OCSE (38%) (vedi i dati riprodotti in www.slideshere.net “Per la scienza e per la cultura” a cura della redazione roars) ). Inoltre nel decennio 2003-2013 il numero d’immatricolati è diminuito del 20%: il capro espiatorio della crisi sembra essere l’università incapace di preparare al mondo del lavoro. In realtà c’è una bassissima richiesta di personale con formazione avanzata: la quota di occupati nelle professioni ad alta specializzazione è tra le più basse in Europa, come anche la spesa in ricerca e sviluppo delle imprese italiane (la metà rispetto alla media europea) mentre i ricercatori delle imprese rispetto agli occupati sono un terzo della Francia e della Germania. Continuando tagliare sul finanziamento di università e ricerca si continuerà ad aggravare una situazione che già ora sembra essere irrecuperabile: un folle gioco al ribasso che rende necessario, per supplire alla mancanza d’innovazione, abbassare i costi del lavoro e i diritti dei lavoratori.

Il Presidente Renzi spiega che, come soluzione, vorrebbe che le università italiane siano come i garage della Silicon Valley, dove, nell’immaginario collettivo, nascerebbero l’innovazione e il business grazie a giovani scamiciati e geniali aiutati dalle forze del libero mercato.

In questa fantasiosa rappresentazione della realtà ci si dimentica del fatto che, nel paese per altri versi paladino del libero mercato, la ricerca di base è finanziata dal governo federale per 40 miliardi di dollari all’anno. Se si possono impunemente raccontare queste favole, significa che li stiamo toccando con mano i danni dell’ignoranza: se n’è sicuramente reso conto il milione di persone che ha manifestato la settimana scorsa, e che si ritrovato orfano di un qualsiasi riferimento non solo politico ma anche culturale.

 

 

Category: Osservatorio internazionale, Ricerca e Innovazione

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About Francesco Sylos Labini: Francesco Sylos Labini astrofisica. Viene ripreso il suo auto profilo scritto per Il fatto quotidiano: "Sono un fisico e, dopo aver lavorato 8 anni tra Svizzera e Francia, sono ora ricercatore presso il Centro Enrico Fermi di Roma e svolgo le mie attività presso l’Istituto dei Sistemi Complessi del Cnr. Mi occupo di problemi di astrofisica, cosmologia e fisica teorica in cui il filo conduttore e' rappresentato dai sistemi complessi. Da quando sono tornato in Italia mi sono occupato di politica relativa ai problemi della ricerca e della situazione dell'università. Sono coautore del saggio I ricercatori non crescono sugli alberi (Laterza, 2010) poi diventanto un blog e co-fondatore dell'Associazione Paolo Sylos Labini, costituita in memoria di mio padre per promuovere l'impegno civile e la ricerca in campo economico. Sono tra i redattori del sito Return on Academic Research dedicato alla discussione di temi della politica dell'università e della ricerca. Altre informazioni nella mia pagina web."

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