Amina Crisma: L’imprenditoria cinese nei distretti italiani

| 25 Settembre 2014 | Comments (0)

 




Lunedì 22 settembre alle 18,30 alla Festa dell’Unità di Bologna, in sala Forum, si è svolto il dibattito promosso da ValoreLavoro L’imprenditoria cinese nei distretti industriali italiani, due esempi: Bologna e Prato.

Il dibattito è stato coordinato e introdotto da Amina Crisma, dell’Università di Bologna, responsabile dell’Osservatorio Cina di ValoreLavoro, con la partecipazione di Antonella Ceccagno, docente dell’Università di Bologna, esperta della diaspora cinese e autrice di studi importanti come il recente dossier Migranti cinesi a Prato: roghi e successo imprenditoriale, pubblicato lo scorso giugno sulla rivista Inchiesta (n. 184/2014,www.inchiestaonline.it), Wen-long Sun, responsabile bolognese di AssoCina, Associazione delle seconde generazioni cinesi in Italia, Daniele Ara, Presidente del Quartiere Navile, Maurizio Lunghi, Segretario Generale della Camera del Lavoro di Bologna.

Sullo sfondo, si sono proiettate immagini delle Chinatown di Prato, Bologna, Carpi realizzate da Juan Chin e da Franco e Angiolo Tavanti, presidente di ValoreLavoro.

Nel folto pubblico, molto vario per appartenenza generazionale, interessi e background, c’erano bolognesi e immigrati, giovani e meno giovani cinesi, studenti, insegnanti, esponenti di realtà istituzionali, culturali, sindacali e associative del territorio, come Rossella Lama, responsabile della Commissione consiliare del Comune di Bologna per le attività produttive, Giacomo Stagni della segreteria Tessili Cgil, Maurizio Pulici (il manifesto in rete), Roberto Alvisi (UILDM e Centro Rosa Marchi), Vittorio Capecchi, direttore di Inchiesta.

Nel suo intervento Antonella Ceccagno ha svolto un’analisi strutturale del caso di Prato, inserendolo in una più ampia riflessione sul sistema produttivo di Fast Fashion in cui è incluso e a cui sono direttamente funzionali i vantaggi competitivi offerti dai cinesi in termini di flessibilità. Non è a una presunta essenza culturale cinese che va ricondotto il “regime dei dormitori”, ha affermato, quanto piuttosto a precise dinamiche della globalizzazione: una valutazione condivisa da Maurizio Lunghi, che ha sottolineato l’esigenza pressante di contrastare le nuove forme di sfruttamento in un panorama indubbiamente difficile per l’iniziativa sindacale. Daniele Ara ha rilevato la molteplicità e la pluralità di Cine presenti nell’area bolognese, notando fra l’altro la capacità di molti cinesi di offrire servizi al territorio atti a ricostituire positive occasioni di socialità. Dal canto suo Wen-long Sun ha mostrato come i giovani cinesi di seconda generazione possano svolgere un ruolo attivo ed efficace di mediatori fra i variegati mondi della comunità cinese e la città e ha illustrato le attività di Associna, il cui programma si può sintetizzare nello slogan “oltre gli stereotipi, oltre Chinatown”.

Uno slogan che ValoreLavoro ha fatto proprio, e che intende continuare a concretizzare nelle prossime iniziative su questi temi, come la mostra fotografica sulle Chinatown di Prato, Bologna, Carpi realizzata da Juan Chin e dai fratelli Tavanti che si potrà vedere a Bologna il 4 e il 5 ottobre, nella Notte Rossa, sotto i portici di via Belle Arti.

 

 

 

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Category: Migrazioni, Osservatorio Cina, Osservatorio internazionale

About Amina Crisma: Amina Crisma ha studiato all’Università di Venezia conseguendovi le lauree in Filosofia, in Lingua e Letteratura Cinese, e il PhD in Studi sull’Asia Orientale. Insegna Filosofie dell’Asia Orientale all’Università di Bologna; ha insegnato Sinologia e Storia delle religioni della Cina alle Università di Padova e di Urbino. Fa parte dell’Associazione Italiana Studi Cinesi (AISC) e, come socia aggregata, del Coordinamento Teologhe Italiane (CTI). Ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale a professore di seconda fascia per l’insegnamento di Culture dell’Asia. Tra le sue pubblicazioni: Il Cielo, gli uomini (Venezia 2000); Conflitto e armonia nel pensiero cinese (Padova 2004); Neiye, Il Tao dell'armonia interiore (Garzanti, Milano 2015). Ha contribuito a varie opere collettanee quali La Cina (Torino 2009), Per una filosofia interculturale (Milano 2008), Réformes (Berlin 2007), In the Image of God (Berlin 2010), Dizionario del sapere storico-religioso del Novecento (Bologna 2010), Confucio re senza corona (Milano 2011), Le graphie della cicogna: la scrittura delle donne come ri-velazione (Padova 2012), Pensare il Sé a Oriente e a Occidente (Milano 2012). Fra le riviste a cui collabora, oltre a Inchiesta, vi sono Asiatica Venetiana, Cosmopolis, Giornale Critico di Storia delle Idee, Ėtudes interculturelles, Mediterranean Journal of Human Rights, Prometeo. Fra le sue traduzioni e curatele, la Storia del pensiero cinese di A. Cheng (Torino 2000), La via della bellezza di Li Zehou (Torino 2004), Grecia e Cina di G.E.R. Lloyd (Milano 2008). Tra i suoi saggi più recenti: Il confucianesimo: essenza della sinità o costruzione interculturale?(Prometeo 119, 2012), Attualità di Mencio (Inchiesta online 2013), Passato e presente nella Cina d’oggi (Inchiesta 181, 2013), Taoismo, confucianesimo e questione di genere nelle ricerche e nei dibattiti contemporanei (in stampa). I suoi ambiti di ricerca sono: il confucianesimo classico e contemporaneo, le fonti taoiste, il dialogo interculturale Cina/Occidente, il rapporto passato/presente, tradizione/modernità nella Cina d’oggi, i diritti umani e le minoranze in Cina, le culture della diaspora cinese, le questioni di genere nelle tradizioni del pensiero cinese. Ha partecipato a vari convegni internazionali sul dialogo interculturale e interreligioso promossi dalle Chaires UNESCO for Religious Pluralism and Peace di Bologna, di Tunisi, di Lione, dalla Konrad Adenauer Stiftung di Amman, da Religions for Peace, dalla Fondazione Scienze Religiose di Bologna. Coordina l’Osservatorio Cina di valorelavoro ( www.valorelavoro.com ). Cv dettagliato con elenco completo delle pubblicazioni: al sito web docente www.unibo.it

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