Alba: Dopo il voto affrontiamo il nuovo mondo

| 11 Aprile 2013 | Comments (0)

 

 

Dopo il voto, affrontiamo il nuovo mondo.

Democrazia e costruzione dell’alternativa economica

 

INCONTRO NAZIONALE

FIRENZE, Teatro Puccini- Via delle Cascine 41

SABATO 13 APRILE 2013, ore 10.30-17.00

 

contributi di:

Sergio Labate , Giuliana Beltrame, Paul Ginsborg , Carlo Freccero ,

Chiara Sasso , Tiziano Rinaldini , Anna Picciolini , Maurizio Landini, Camilla Barone, Aldo Bonomi ,

Teresa Masciopinto, Guido Viale , Roberto Musacchio , Andrea Baranes , Marco Rovelli,

Andrea Di Stefano, Monica Pasquino, Simona Repole, Giuseppe De Marzo,

Chiara Giunti , Carlo Formenti , Marco Revelli , Gianni Rinaldini , Lorenzo Zamponi,

Emmanuele Curti, Massimo Torelli , Daniela Passeri, Lorenzo Bicchi

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Il programma dei lavori

 

10.30 – prima sessione

COSA È SUCCESSO??

Dallo sconquasso elettorale, l’occasione da cogliere.

Apertura dei lavori Lorenzo Bicchi– ALBA Firenze

Introduce Giuliana Beltrame.

Contributi di:

Sergio Labate

Carlo Freccero

Chiara Sasso

Paul Ginsborg

Anna Picciolini

11.30 – Discussione

Maurizio Landini

 

12.30 – seconda sessione

PRIORITÀ DI UN’AGENDA PER USCIRE DALLA CRISI.

Democrazia – Europa – Debito – Lavoro.

Introduce Simona Repole

Contributi di:

Guido Viale

Roberto Musacchio

Andrea Baranes

Monica Pasquino

Tiziano Rinaldini

 

 

Una nuova Alba per la sinistra: Affrontiamo il terremoto partendo dalla democrazia

 

Il prossimo 13 aprile il meeting di Alba a Firenze. Così la sinistra prova a ripartire e a ripensarsi: in mente c’è una manifestazione contro Giorgio Napolitano e per il sì all’ineleggibilità di Berlusconi. E poi il tentativo di mettere insieme movimenti e comitati di lotta: un nuovo modello di partecipazione politica, fondata su passione, trasparenza e altruismo.

di Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena


Ripartire dalle piazze. Con una mobilitazione nazionale su alcuni specifici temi, per uscire dall’attuale stallo istituzionale. Ma soprattutto far diventare la sconfitta alle urne della sinistra, in tutte le sue declinazioni (dal Pd a Rivoluzione Civile passando per Sel), un’occasione per costruire qualcosa di nuovo. “Affrontiamo il terremoto, partendo dalla democrazia” è lo slogan lanciato da Alba, quel soggetto della società civile che aveva dato vita al percorso di “Cambiare si può” prima che naufragasse poco dopo l’arrivo di Antonio Ingroia dal Guatemala e il suo accordo con Idv, Prc, Pdci, movimento arancione e Verdi.

Ora si riparte. O almeno ci si prova. Il 13 aprile un meeting nazionale a Firenze con la partecipazione di intellettuali, dirigenti sindacali, giornalisti, comitati e realtà sociali. L’invito è quello di “rimboccarsi le maniche” e dal basso lavorare per un’agenda politica alternativa alla crisi. Partendo da essa avviare un percorso – aperto e inclusivo ma ben organizzato – di autoformazione e di iniziativa politica. Ecco allora indire le piazze per provvedimenti urgenti che già questo Parlamento potrebbe intraprendere: conflitto di interessi e rispetto della legge del 1957 sull’ineleggibilità di Berlusconi, annullamento del Tav Torino Lione, nuova legge di stabilità fuori dai parametri del fiscal compact e introduzione del reddito di cittadinanza. «Sarebbe – si legge in un duro comunicato di Alba contro Giorgio Napolitano, la scelta dei 10 saggi e la prefigurazione delle larghe intese – un efficace scongelamento della democrazia e un modo per svuotare le manovre in atto, e per avviare un processo di ritorno alla Costituzione. In questo senso occorre anche puntare all’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica garante dell’innovazione democratica fondata sul carattere progressivo della democrazia costituzionale».

Ripartire. Per non restare schiacchiati tra la morsa di Beppe Grillo e quella di Matteo Renzi, probabile vincitore in caso di nuove primarie del Pd. Troppo tardivi, infatti, gli sforzi verso il cambiamento e la discontinuità di Pier Luigi Bersani, il quale ancora oggi si sta giocando la partita fino in fondo. Ma perché proporre gli 8 punti e innovarsi (la scelta di Laura Boldrini a presidente della Camera, ad esempio) dopo il voto quando per tutta la campagna elettorale si è giocato ad inseguire Monti?

Le ripetute apertura ai tecnici («anche nel caso raggiungessimo il 51 per cento al Senato dialogheremo con loro») hanno fatto sì che Grillo – spazzando via la sinistra radicale – rappresentasse l’unica alternativa all’inciucio e alla “Casta”: il fiume in piena dei senza-rappresentanza, disgustati dai partiti che nel 2012 hanno retto la maggioranza del governo Monti, ha trovato nel voto al M5S lo strumento migliore per spezzare il sequestro della realtà da parte del teatrino della politica di palazzo. Ma, secondo Alba, il grillismo non può rappresentare la vera alternativa per «i linguaggi, la neutralizzazione delle differenze tra destra e sinistra, l’idea di democrazia, la sottovalutazione della radicalità dei diritti civili e sociali, il ruolo del lavoro e del sindacato, le risposte alla crisi sociale ed economica». Uno spazio politico, ed elettorale, al momento molto esiguo ma che con una proposta vera e nuova – non più legata ai vecchi partiti – possa riaprire uno spiraglio. Anche e soprattutto alla luce delle prime settimane (deludenti sotto molto punti di vista) in Parlamento della folta pattuglia grillina, incapace di emanciparsi dai dettami della diarchia Grillo-Casaleggio, incapace di trasformare la richiesta di cambiamento in azione politica diretta, qui e ora.

Prima del voto Marco Revelli, Paul Ginsborg e altri reclamavano un discorso che oggi, più di prima, torna prepotentemente e su cui probabilmente bisogna ragionare: «La volontà di partecipazione, di “far da sé”, di riprendere in mano il bandolo del discorso pubblico, richiede invece un modello di pratica e di organizzazione politica radicalmente altro rispetto a quello formatosi nel lungo ciclo novecentesco… Noi vogliamo invece affermare l’interpretazione autentica dell’espressione “metodo democratico”, vogliamo un soggetto politico che, oltre i partiti, sappia muovere dai fondamenti costituzionali per creare nuovi modelli di partecipazione politica, fondati sulla passione, la trasparenza e l’altruismo».

Category: Movimenti, Politica

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