Sandro Gherro: Il libro “Parenzo. Gente, luoghi, memoria” di Aulo Crisma

| 27 Dicembre 2016 | Comments (0)

 

Diffondiamo dalla Rivista Opinioni Nuove Notizie (dicembre 2016) la recensione fatta da Sandro Gherro al libro di Aulo Crisma, Parenzo Gente, luoghi, memoria, Itinerari Educativi, Assessorato Politiche educative del Comune di Venezia, CPM – Ed. Com. 2012. La foto in alto dei fratelli Crisma a Parenzo è di ottantacinque anni fa.

 

Opinioni Nuove Notizie segnala e raccomanda alla lettura, questo bel libro, nel quale Aulo Crisma racconta – prima per sé, forse, che per i lettori – la sua struggente nostalgia per il tempo dell’infanzia, dell’adolescenza e della prima giovinezza. Non quella della persona anziana che ripensa alle persone e ai luoghi di un tempo lontano, ma non perduto, perché ha avuto continuità e trova traccia nel presente e potrà essere radice del futuro. Tutto quel suo mondo, infatti, è finito, inghiottito dagli eventi crudeli dell’esodo istriano, dalla morte senza eredi della sua – della nostra – Parenzo alla quale hanno strappato per sempre il Tricolore. L’A. lo annota con cruda consapevolezza quasi alla fine dell’opera, laddove, pensando ai resti «del papà, della sorella e della nonna» che l’amministrazione croata trasferirà nell’«ossario comune», annota come «anche i morti diventeranno profughi, senza patria e senza nome. E un po’ alla volta con i vivi che hanno abbandonato le loro case e i morti che esuleranno dalla loro estreme dimore, la primigenia gente italica sparirà dalla terra istriana, ingoiata da un’immane foiba».

Se, tuttavia, scorriamo le 150 pagine del libro, non veniamo presi dalla tristezza che ci danno i films in bianco e nero quando illustrano, nell’originale delle immagini, fisonomie di volti o scorci di strade e piazze che si sono fatti sbiaditi; perché troviamo, in tali pagine, persone vive, spazi da visitare, un ambiente da conoscere, una cultura da condividere.

La città ci viene presentata, all’inizio del libro, tramite un’altra annotazione che non fa piacere, in due rapidi capitoletti. Il primo descrive la partenza da Parenzo, del ventenne Aulo Crisma verso il mare aperto, con rotta Trieste, accompagnato «da una leggera bava di garbin» che sa di libertà e di speranza. Il secondo segna il suo ritorno a Porec, vent’anni dopo, da ospite-turista, dopo aver traversato «campagne incolte e casolari abbandonati» che sanno di «frustrazione». E vi trova la signoria delle stelle rosse (anche in cimitero «sui pali delle tombe» «dove i comunisti restano comunisti anche dopo morti»); e rivede la casa dove visse con i suoi dodici fratelli occupata da sconosciuti; e dove non ce quasi più nessuno dei parenti, degli amici, dei conoscenti e gli slavi sono padroni e possono proclamare che «Poreć je nass».

Ma appena si volta pagina, e si continuiamo nella lettura, tornano l’Italia e gli Italiani, e Parenzo, con le sue rive, le sue piazze, il suo mare; e tanti parenzani, d’ogni età e condizione: dai pescatori, quelli abili e quelli che trovavano solo pesci piccoli; al vescovo Trifone, dignitoso e panzuto che a volte lascia il pastorale per una rapida immersione; al Parroco che fu eroico nel non cedere all’OZNA; ai fratelli Visentini che meritarono, l’uno da aviatore l’altro marinaio la M.O. al V.M.; al dentista che estirpava i denti sani perché aveva la testa alla barca e alla pesca e a tanti altri. Compreso quel «mona» di Pasqualin Totalina che, mentre «vestito da soldato austriaco, con il suo lungo fucile in spalla, faceva il suo turno di guardia» obbedì all’ordine di Nazario Sauro di agguantare «la sima» e la annodò diligentemente alla bitta.

(Sandro Gherro)

 

 

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Category: Libri e librerie

About Aulo Crisma: Aulo Crisma è nato a Parenzo nel 1927. Nel 1945 ha conseguito il diploma magistrale.Nel 1946 ha lasciato l'Istria come esule. Ha fatto il maestro elementare prima a Giazza, dove si è sposato con la collega Maria Dal Bosco, e poi a Selva di Progno. E' stato un attivo animatore culturale dirigendo il locale Centro di lettura, divenuto poi Centro sociale di educazione permanente. E' stato per molti anni corrispondente del quotidiano L'Arena di Verona. Ha condotto numerosi lavori di ricerca e documentazione sulla storia dei Cimbri, una popolazione di origine tedesca che si era insediata sui Monti Lessini verso la fine del XIII secolo, che ancora manteneva vivo nell'enclave di Giazza ,l'antico idioma alto tedesco.Ha fatto parte del Direttivo provinciale del Sinascel, sindacato nazionale della scuola elementare. Ha pubblicato "Guardie e contrabbandieri sui Monti Lessini" (con Remo Pozzerle), Ed. Taucias Gareida, Giazza-Verona, 1990; "Lessinia, una montagna espropriata" (con Remo Pozzerle), HIT Edizioni, San Martino Buonalbergo, 1999; "Bar lirnan tauc': Noi impariamo il cimbro, Ed. Curatorium Cimbricum Veronense,, Verona, 2001; "Parenzo, gente, luoghi, memoria" Ed. Itinerari educativi, Comune di Venezia, 2012. Attualmente vive con la moglie a Tencarola, in provincia di Padova, e collabora alla rivista Inchiesta.

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