Giangiorgio Pasqualotto: Il Tao della filosofia

 

Pubblichiamo la premessa di Giangiorgio Pasqualotto alla nuova edizione del suo libro Il Tao della filosofia, Luni Editore, Milano. 2015.

 

La prima edizione del Tao della filosofia (1989) raccoglieva i primi esperimenti in precedenza effettuati all’insegna di una filosofia intesa come comparazione tra pensieri d’Oriente e d’Occidente.

A distanza di venticinque anni la situazione è assai mutata, non solo per la quantità dei materiali e dei riferimenti utilizzabili nell’esercizio comparativo, ma soprattutto per alcuni tentativi di qualificare con maggiore precisione e minori ambiguità i presupposti e i metodi di tale esercizio.

Dopo l’uscita del Tao della filosofia la ricerca comparativa continuò, senza particolari cambiamenti metodologici, con Dialogo socratico e dialogo zen (in “Paramita”, 36, 1990, pp. 22-24); I Quadri della ‘Caccia al Toro’ e la Caverna di Platone (in “Paramita”, 40, 1991, pp. 25-29); L’idea di assenza in Oriente ed Occidente, (in “Edizione” – Rivista della S.F.I. del Friuli-Venezia Giulia – 1995, pp. 35 – 41); Esperienze di natura in Oriente, (in R. TRONCON, a cura di, La natura tra Oriente e Occidente, Milano, Luni 1996, pp. 403-414); Vedanta e Buddhismo, (in AA.VV., Testi , Padova, Venetian Academy of Indian Studies, 1996, pp. 24-32); Lacan, il Buddhismo e l’ afanisi del linguaggio, in AA.VV., Jacques Lacan: la psicoanalisi, l’ermeneutica, il reale, Padova, Unipress 1996, pp. 51-157).

Nel 1996 prese avvio un’avventura comparativa ed interculturale con una sorta di samizdat intitolato “Simplègadi. Rivista di filosofia orientale e comparata” che, fino alla sua conclusione, nel 2009, ospitò una serie di contributi di autori di diversa formazione e di diversa provenienza, ma tutti interessati ad ampliare le aree dell’esercizio comparativo, ma soprattutto a riflettere ulteriormente sulle possibilità e sui limiti di una filosofia comparata.[1]

Un primo risultato organico del lavoro comparativo circa possibili corrispondenze tra pensieri d’Oriente e d’Occidente si ebbe con il volume Illuminismo e illuminazione. La ragione occidentale e gli insegnamenti del Buddha (Donzelli, Roma 1997, pp. 128), dove alcuni metodi e nodi teoretici presenti nel Canone buddhista venivano messi a confronto a con alcune riflessioni cruciali della tradizione filosofica occidentale.

Dopo un’altra serie di sperimentazioni comparative, si ebbe una messa a punto del metodo comparativo con l’articolo Oltre la filosofia comparata (in “aut aut” n. 296-297, marzo-giugno 2000, pp. 141-158) dove si consolidò l’idea che “filosofia comparata” non deve intendersi come denominazione di una nuova disciplina derivante da un’ennesima declinazione della filosofia, ma va intesa nel senso che ogni riflessione filosofica opera necessariamente mediante la categoria della comparazione e che, quindi, le riflessioni che si esercitano sulle possibili corrispondenze tra pensieri d’Oriente e d’Occidente non sono altro che casi specifici del filosofare in quanto tale. Tale approccio venne ripreso e ribadito nell’Introduzione alla raccolta dei contributi di diversi autori intitolata Simplègadi. Percorsi del pensiero tra Occidente e Oriente (Padova, Esedra 2002, pp. 7-41).

Un ulteriore sviluppo dell’idea di filosofia come comparazione si ebbe nel momento in cui si ritenne non solo opportuno ma anche necessario declinare tale idea in direzione interculturale, considerando il fatto che non ci si poteva (e non ci si può) più sottrarre all’evidenza e alla forza di almeno due macroscopici fenomeni storici e culturali: in primo luogo, l’emergere e il diffondersi in Occidente dell’enorme importanza di Cina, India e Africa; in secondo luogo, la serie di processi messi in atto da flussi migratori dotati di caratteristiche eccezionali, sia perché, dal punto di vista quantitativo, risultano sempre più massicci, sia perché, dal punto di vista qualitativo, non possono più venire considerati espressioni di un evento congiunturale, ma devono essere assunti, almeno per i prossimi decenni, come un enorme ed inedito dato strutturale. A tale passaggio sono dedicate – oltre che una serie di contributi minori –[2] gran parte del volume East & West. Identità e dialogo interculturale (Venezia, Marsilio 2003, pp. 210) e la cura della raccolta di saggi prodotti da vari autori intitolata Per una filosofia interculturale (Milano, Mimesis, pp. 256). Nell’ambito degli interessi provocati dall’intento interculturale si inseriscono anche la raccolta di interviste intitolata Tra Oriente e Occidente (a cura di D. De Pretto, Milano, Mimesis, 2010) e il volume Filosofia e globalizzazione, (Milano, Mimesis 2011).

Nel frattempo non è stata abbandonata la necessità di confrontarsi direttamente con temi ed autori orientali, oltre che con importanti interpreti del pensiero orientale. A tale scopo è stata avviata nel 2007 la collana specifica “Pensieri d’Oriente” presso le edizioni Mimesis di Milano, nella quale sono comparsi i seguenti volumi:

2007: F. Jullien, Pensare con la Cina, a cura di M. Ghilardi; e Simplegadi. Vol. 27: Sentieri di mezzo. Tra Occidente e Oriente a cura di M. Ghilardi e E. Magno.

2008: Simplegadi. Vol. 28: Filosofie in Africa a cura di G. Leghissa; Shitao, Sulla pittura a cura di M. Ghilardi; e Vie per un’estetica interculturale. Simplègadi. Rivista di filosofia interculturale 2008 (Anno 13). Vol. 29, a cura di M. Ghilardi.

2009: M. Ghilardi, Una logica del vedere. Estetica ed etica nel pensiero di Nishida Kitaro; E. Magno, Introduzione all’estetica indiana. Arte e liberazione del sé; e (a cura di Pasqualotto G.).

2010: S. Giammusso, Il corpo consapevole. Le arti d’Oriente e l’integrazione della vita adulta. Contributo a una fenomenologia interculturale.

2011: Hajime Tanabe, Filosofia come metanoetica, a cura di Tosolini T.; D. De Pretto, Oriente assoluto. India, Cina e «mondo buddhista» nell’interpretazione di Hegel; Kim Hee-Jin, L’essenza del buddhismo zen. Dogen, realista mistico, a cura di M. Ghilardi; e Izutsu Toshihiko, Sufismo e taoismo a cura di A. De Luca.

2012: Patañjali, Yoga sutra. a cura di P. Scarabelli e M. Vinti; D. De Pretto, Empirismo e interculturalità. Locke, Hume e i problemi delle differenze fra i popoli; V. Busacchi, Tra ragione e fede. Interventi buddisti; E. Magno, Nagarjuna. Logica, dialettica e soteriologia; e E. Magno, Pensare l’India. Figure ermeneutiche e soglie critiche nella costruzione filosofica occidentale del «pensiero indiano».

2013: Hajime Tanabe, Il nulla e la croce. Due saggi filosofici su buddhismo e cristianesimo; e O. Frattolillo, Watsuji Tetsuro e l’etica dell’inter-essere. La costruzione di una relazionalità intersoggettiva.

2014: J. W. Heisig, Il nulla e il desiderio. Un’antifonia filosofica tra Oriente e Occidente a cura di C. Saviani; e R. Rigoni, Tra Cina ed Europa. Filosofia dell’«écart» ed etica della traduzione nel pensiero di François Jullien.

 

Alla luce di questi risultati si potrebbe dire che Il Tao della filosofia è stato un seme prolifico oltre ogni aspettativa.

E’ da osservare tuttavia che le tematiche della filosofia comparata, della filosofia come comparazione e della filosofia interculturale non hanno avuto e continuano a non avere risonanze significative all’interno del dibattito filosofico nazionale e internazionale. Le ragioni di questa scarsa ricaduta sono molteplici e di varia natura. Forse vi sono alla base difficoltà intrinseche ai modi in cui tali tematiche sono state formulate e proposte; ma è anche da dire, a tale proposito, che finora non vi è stata alcuna proposta critica che abbia messo in luce tali ipotetiche difficoltà. E’ da ritenere, allora, che le ragioni di questa debolissima risonanza siano, almeno in parte ma in primo luogo, da far risalire alle rigidità delle discipline accademiche che mal sopportano non solo le contaminazioni interdisciplinari ed interculturali, ma anche i semplici ponti che tentano di mettere in comunicazione diverse discipline, culture e civiltà. In secondo luogo – ma, dovremmo dire, ad un secondo, più basso, livello – si dovrebbero tener presenti le ragioni o, meglio, i ‘sentimenti’ che hanno a che fare più da vicino con germi xenofobi mai estinti, con residui di fondamentalismi religiosi e con rigurgiti di tipo razzista che infestano non solo l’Italia e non solo l’Europa.

Ci sembra, anzi, che le tendenze che germinano da tali poltiglie psicologiche e ideologiche si stiano facendo sempre più invadenti ed arroganti. Questa riedizione del Tao della filosofia può forse costituire un frammento ancora utile a tenere aperta qualche piccola fessura di luce in un orizzonte culturale che, nonostante le aperture imposte dalla globalizzazione, si fa sempre più stretto e più cupo.

 

 

 

 


[1]L’elenco dei contributi apparsi nella rivista indica chiaramente gli ambiti scelti e le intenzioni programmatiche incluse in quella riflessione: N. 1, ottobre 1996: G. PASQUALOTTO, “Simplègadi”; R. ANDOLFATO, La det erminazione autocosciente del nulla in Nishida Kitaro; E. BEATO, Natura anceps: Schelling e il Samkhya; M. BOTTAZZO – G. GUARDA – P. VICENTINI, La pazza persuasione. Breve confronto fra Michelstaedter e il Buddhismo; R. BOZZA, Opposti complementari in Empedocle e nel Taoismo; E. MAGNO, Una comparazione possibile; C. MENGOTTI, Buddhismo e psicologia transpersonale; NAPOLITANO, La concezione della morte nel Buddhismo: S. VOLTOLINA, “Ma chi è questa che viene?”. N. 2, febbraio 1997: E. BEATO, Il nome della forma; J. BIES, Empedocle e l’Oriente; P. SCROCCARO, Metafisica e rivelazione: Ta’wil e tanzil; A. TOLLINI, Il “Fukan zazenji” di Dogen. N. 3, giugno 1997: S. VOLTOLINA, Per questo il santo indossa rozze vesti/ e cela nel seno la giada; F. MICHELINI TOCCI, Misticismo cristiano e buddhista; A.NAPOLITANO, Retribuzione o auto-redenzione? Colpa e senso di colpa nel Cristianesimo e nel Buddhismo; F. BRUNNER, Una comparazione tra Proclo e l’Advaita. N. 4, ottobre 1997: E. MAGNO, Questa e non altro che la via di mezzo; M. BOSCARATO, Gehlen e il Buddhismo zen; N. DALLA PORTA, I fondamenti metafisici dell’ecumenismo; R. BOZZA, Il linguaggio dell’essenzialismo confuciano e nell’anti-essenzialismo taoista; J. WETLESEN, La consapevolezza del corpo come apertura all’eternità: una nota sul misticismo di Spinoza e la sua affinità con la meditazione buddhista. N. 5, febbraio 1998: A. TRONTI, Mistica di Dio: i sermoni tedeschi di Meister Eckhart e le Upanishad Vediche; P. FILIPPANI RONCONI, Spazio e tempo nella gnosi iranica; G. BUGAULT, l’antropologia buddhista a confronto con la filosofia moderna e la neurofisiologia contemporanea; C. MENGOTTI, l’ateismo nel pensiero di Nietzsche e nell’insegnamento del Buddha. N. 6, giugno 1998: G. PASQUALOTTO – G: BUGAULT: Dall’intelligenza al Risveglio: Panna e Bodhi; S. VOLTOLINA, Quell’uomo; P. LEONCINI, Conoscenza fenomenologica, consapevolezza e comprensione; A. ZEMPLINER, Riflessioni sulla prima traduzione tedesca del “Saggio sulla filosofia cinese” di Leibniz; N. ANTONELLO, La perla del desiderio. N. 7, ottobre 1998: A. NAPOLITANO, Il mulino sul diluvio d’Oriente; J. MAY, Kant e il Madhyamika; G. PASQUALOTTO, Antidoti d’Oriente e d’Occidente alla malinconia; M. GHILARDI, Il silenzio e la parola. N. 8, febbraio 1999: A. NAESSS, Pensiero della Gestalt e Buddhismo; R. BOZZA, Il wu wei taoista; S. CANDEAGO, La presenza del pensiero orientale in H. D. Thoreau; K. K. INADA, ‘Entità attuale’ di Whithead e ’anatman’ del Buddha. N. 9, giugno 1999: S. Voltolina, Tre biblioteche; M. Lanza, Etica di Spinoza e Canone Buddhista; M. Meli, Il neti neti di Yajnavalka; G. Bugault-G. Pasqualotto, Ancora su intelligenza e risveglio; M. Gazza, Figure del paradosso in Wittgenstein e nel Buddhismo zen; J. Grenier, Sesto e Nagarjuna. N. 10, ottobre 1999: L. V. ARENA, La prospettiva pedagogica del ch’an; A. TRONTI, l’anima e i suoi itinerari: i sermoni tedeschi di Meister Eckhart e le Upanishad vediche; TAMBA AKIRA, La concezione del tempo-esistenza o ‘yuji’ in Dogen; C. MENGOTTI, Kant e il buddhismo antico. N. 11, febbraio 2000: A. BRANDALISE, Sufi d’Occidente; G. GIACOMETTI, Plotino e Shankara: una questione di punti di vista; E. MAGNO, Percorsi dialettici in Platone e Nagarjuna; S. COLLINS, Il buddhismo nella recente filosofia e teologia inglese. N. 12, giugno 2000: G. VIANELLO, Il ruolo dell’immagine artistica in Oriente e Occidente; S. VOLTOLINA, Non è per questa erbetta che è stato fatto tanto lavoro? P. TORRESAN, Il silenzio delle profezie; H. Von GLASENAPP, Schopenhauer e l’India. N. 13, ottobre 2000: G. PASQUALOTTO, Filosofia greca e pensiero cinese; G. PARKES, La trasmutazione delle emozioni nello zen rinzai e in Nietzsche; P. VICENTINI, Lo studio dell’etica buddhista; M. SOSTER, H. Corbin: pellegrino occidentale in terra d’Oriente; N. 14, febbraio 2001: S. VOLTOLINA, Per aria come uno scarabeo con un filo di lino legato a una zampetta; A. MAGRIS, Manicheismo e Buddhismo; P. SCROCCARO, l’apertura al sovraformale nelle Upanishad e nella tradizione platonica; R. PANIKKAR, Religione, filosofia e cultura. N. 15, giugno 2001: M. GHILARDI, Note sulla pittura e l’estetica cinesi; M. VANNINI, Aldilà di Platone e Buddha: la “Theologia Deutsch”; F. F. SCHWARZ, Phaedrus-Phaidros. Buddha e Platone in R. M. Pirsig; CELLI, Una Gota de luz: l’islam nel pensiero di Ortega y Gasset. N. 16, ottobre 2001: NAPOLITANO, Daimon e karma; G. PASQUALOTTO, Il problema della sofferenza; S. TOMASELLA, Funzionalità e insostanzialità della coscienza in Vasubadhu lo Yogacarin; G. BUGAULT, La immunità di Shunyata. N. 17, febbraio 2002: S. VOLTOLINA, Ma è parte di te; R. RAJ SINGH, Meditazione sulla morte e vita meditativa: Socrate e la Katha Up. N. TERRIN, Scienza delle religioni o teologia?; L. CINTO, Filosofia e verità nei Dialoghi di Platone e negli insegnamenti del Buddha. N. 18, giugno 2002: E. BEATO, Gnosi e liberazione in Alan Watts; D. SUSANETTI, Quel che Narciso vide; F: CHAMPAULT, Imparare col corpo; D. RIENZI, Caos e conflitto nel Mahabharata; N. 19, ottobre 2002: R. ANDOLFATO, Il concetto di “azione della coscienza quale autodeterminazione del luogo” nella filosofia di Nishida Kitaro; M. TASINATO, Marco Aurelio: vane speranze per un’estetica; OIDA YOSHI, Il vuoto nel teatro No; F. DONADEL, Per una comparazione come Modus philosophandi. N. 20, febbraio 2003: G. PASQUALOTTO, Filosofia interculturale, perché? E. ALLOA, Pensiero andino come apporto alla filosofia interculturale; B. CRESCENTI, Islam interiore e dottrina di Ibn’Arabi; DESGRACES-FAHD, La lingua delle ‘Upanishad’ in Simone Weil; S. VOLTOLINA, Ma ciò è meravigliosamente strano! N.21, giugno 2003: M. TASINATO, Sulle tracce d’un antico duello; M. GHILARDI, Lo sguardo dell’altro; M. SCHIAVO, Introduzione ai pensieri di Nisargadatta; B. SCHARFTEIN, La cecità occidentale di fronte alle filosofie non occidentali. N. 22 ottobre 2003, G. Pasqualotto, Suiseki; P. Vicentini, Conoscenza e ignoranza come metafore dell’esperienza suprema. Una nota comparativa; G. Vianello, Il tema della morte in Tanabe Hajime, L. Zago, Il concetto di sunya nello Hdaya sutra; R. Panikkar, Sol levante e Sol calante. N.23, febbraio 2004: S. VOLTOLINA, E fu proprio lei che mi fece conoscere le cose di Eros; A. CALABRESE, La scoperta teoretica ed esistenziale del pluralismo in R. Panikkar; D. SUSANETTI, Citazioni e terapie dell’anima: Platone, Plutarco, Marco Aurelio; Th. McEvilley, La filosofia greca antica e i Madhyamika.N. 24, giugno 2004: G. SONO FAZION, Fiorisce una peonia; M. TASINATO, Quel corpo piccolissimo: un enigma di Gorgia da Platone e da Aristotele sepolto; P. SCROCCARO, Oltre il nichilismo tra Oriente e Occidente; G. C. CROCI, La diairesi degli animali nel ‘Politico’ di Platone; M. CHATTERJEE, Filosofia in India oggi; M. TOWA, Attualità della filosofia africana. N.25, ottobre 2004: E. MAGNO, La via mistica del sentiero di mezzo; C. SACCONE, Tipologie di Mir’aj: la ‘Scala del paradiso’ nei poeti e nei mistici dell’islam arabo-persiano; P. TISO, Il pensiero africano fra tradizione e filosofia; P.A. ESTEVES BORGES, Vacuità e autocreazione del soggetto in F. Pessoa. N. 26, novembre 2005: G. PASQUALOTTO, Dalla prospettiva della filosofia comparata all’orizzonte della filosofia interculturale; T. FURLAN, Conversazione con Piero Coda; G. LEGHISSA, Conversazione con Franz Martin Wimmer; G. AREZZO, Conversazione con Raul Fornet Betancourt; E. MAGNO, Conversazione con Giuliano Boccali e Antonio Rigopoulos; M. GHILARDI, Conversazione con François Jullien; E. FONGARO, Conversazione con Ohashi Ryosuke; R. OHASHI, Zen e filosofia. Continuità e discontinuità; M. GHILARDI, Eterotopie culturali in Nishida Kitaro e Mou Zongsan; E. MAGNO, Passare attraverso. Osservazioni sull’intercultura; M. MELI, Filosofia comparata. Considerazioni di un comparatista “altro”; S. VOLTOLINA, Perché si raffredda la minestra. N. 27, 2007: Sentieri di mezzo. Tra Occidente e Oriente, a cura di M. Ghilardi e di E. Magno, (Mimesis edizioni). N. 28, 2008: Filosofie in Africa, a cura di G. Leghissa (Mimesis edizioni). N. 29, 2009: Vie per un’estetica interculturale, a cura di M. Ghilardi, (Mimesis edizioni).

 

[2] Buddha e Schopenhauer: Karunā e Mitleid, in “La società degli individui”, 18, 2003, pp. 91-101; La comparazione fra Oriente e Occidente, in “Filosofia politica”, 1/2004, pp. 65-77; Figure and Role of the Master between East and West, in Guru (A. Rigopoulos ed.), Venezia, Cafoscarina 2005, pp. 539-560; Dalla prospettiva della filosofia comparata all’orizzonte della filosofia interculturale, in “Simplègadi”, 26, 2005, pp. 3-27; Tra Oriente e Occidente, “aut aut”, 350, aprile-giugno 2011, pp. 118-133; Il concetto di identità tra Oriente e Occidente, in AA. VV., La passione del pensare, a cura di B. Giacomini, F. Grigenti, L. Sanò, Milano, Mimesis 2011, pp. 433-458; Il sé nell’Induismo e il sé nel Buddhismo, in Intrecci Filosofici a cura di A. Cislaghi e K. Del Toso, Milano, Mimesis, 2012 pp. 99-106; Prefazione a M. Ghilardi, Filosofia dell’interculturalità, Brescia, Morcelliana 2012.

 

 

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About Giangiorgio Pasqualotto: Giangiorgio Pasqualotto insegna Estetica e Storia della filosofia buddhista presso l’università di Padova. Tra le sue pubblicazioni più importanti: Estetica del vuoto (1992); Illuminismo e illuminazione (1997); Yohaku (2001); East & West (2003); Figure di pensiero (2007); Dieci lezioni sul Buddhismo (2008); Oltre la filosofia (2008); Tra Oriente e Occidente (2010); filosofia e globalizzazione (2010

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