Claudia Zironi: Eros e polis, poesie illustrate da Alberto Cini

Alberto Cini | 11 settembre 2014 | Comments (3)

 

Segnaliamo il libro di Claudia Zironi, “Eros e Polis, di quella volta che sono stata Dio nella mia pancia”, Terra d’ulivi edizioni, 2014 con illustrazioni di Alberto Cini. Il libro verrà presentato a Bologna il 26 settembre 2014 alle ore 21 al Teatro Navile Via Marescalchi 2/b Bologna con la presenza di Claudia Zironi e Alberto Cini, l’editore Elio Scarciglia, il critico Daniele Barbieri, i poeti Alessandro Dall’Olio, Rita Galbucci, Silvia Secco, Enea Roversi, Chiara Baldini. Conduce Emanuela Rambaldi, musiche di Stefano Severi. Riportiamo un brano dalla prefazione di Daniele Barbieri e due poesie di Claudia Zironi illustrate da Alberto Cini.

 

Daniele Barbieri: Di pulsione e intelletto di morte e gioco

Da un lato abbiamo infatti in queste pagine quasi una serie di frammenti da un discorso amoroso, con tutte le variazioni prevedibili del genere, dal sentimentale al nostalgico, sino all’erotico, ovviamente, con l’inevitabile contraltare dell’angoscia e del dolore. Un arcobaleno di sentimenti e sensazioni espressi con una certa semplicità e crudezza, a volte quasi spiazzanti nella loro elementarità animale. Dall’altro abbiamo illustrazioni elaborate e composite, nessi simbolici di non semplice ricostruzione, elementi naturalistici combinati con raffinate volute decorative, come ad alludere a un eros che non si accontenta mai, che non si risolve mai in nulla di specifico, ma che deve sempre rilanciare, riproporre, aggiungere, de-risolvere quello che già sembrava risolto. Qualche riferimento alla cabala, all’occultismo, all’esoterico, giustifica nei testi verbali questa deriva, e suggerisce che, attraverso la chiave delle figure, le parole non possano essere davvero così dirette, nemmeno quando l’eros vi si espone proprio crudo crudo, nudamente vittorioso. Ma se dobbiamo leggere il tutto a questo modo, ecco che una qualche dimensione ludica fa inevitabile capolino anche nell’interpretazione dei testi verbali. E allora sì, il dolore della solitudine o dell’essere abbandonati o del semplice esaurimento di una passione rimane comunque dolore, su questo non c’è dubbio; non è che si soffra di meno. E tuttavia rivedere questo dolore in una dimensione composita di gioco lo rende, più universalmente, un semplice momento”.

 

 

 

 

Claudia Zironi: grande

Grande grande grande, tre volte grande il suo seno

di promesse, di abbondanza, di latte. Larghi i fianchi

come se sette volte avessero figliato,

non uno non otto ma sette figlie femmine,

ampia l’accoglienza del grembo, maschie

la lingua e le mani di cucina odorose, maschio il gatto.

Bianco il suo culo e morbido, come un cuscino. Come

ritrarsi dalla sua magnificenza? Uno scatto,

un saluto, l’accettazione di un rimpianto.

 

 

Claudia Zironi: senza gelosia

Quale fiume sei per lei, la bagnerai

con le stesse acque? Vorrei essere

il suo dito indice e quel lembo di pelle

dietro l’orecchio che inumidirai

con la rugiada, e quella bocca

che accoglierà lo scroscio di cascata

del tuo piacere.

Le regalerai il fiore, quello che a me

è mancato? Vorrei essere il suo sorriso

quando glielo porgerai, inebriata

del profumo e delle tue carezze. Vorrei

essere colei che lo riceverà

senza gelosia

sopra la sua tomba.

 

Category: Arte e Poesia, Libri e librerie

Alberto Cini

About Alberto Cini: Alberto Cini nasce a Bologna nel 1960, lavora come Educatore Professionale e Formatore, presso la cooperativa C.S.A.P.S.A in servizi rivolti all’handicap e all’adolescenza. Specializzato in Psicodramma con i terapeuti argentini Prof. Roberto Losso e Prof.ssa Ana Packciarz de Losso, è conduttore di laboratori espressivo teatrali, di scrittura creativa e grafico pittorici. Diplomato in massaggio tradizionale, shiatzu e massaggio aiurvedico, si specializza sull’approccio solistico alla persona. Ha pubblicato due raccolte di poesie, “Il fiore d’acqua” e “Le tre sfere”, stralci delle sue opere inedite si trovano sulla rivista di poesia “Versante Ripido”, per la quale disegna vignette satiriche e opere di contatto tra poesia e disegno grafico. Artisticamente viene educato all’arte dalla pittrice Bianca Arcangeli, sua insegnante e con la quale ha mantenuto un costante rapporto di condivisione e di confronto. Questo primo approccio lo influenza particolarmente sul rapporto tra parola e segno, tra la poesia e la pittura. Sensibile agli aspetti formativi e pedagogici dell’espressione artistica approfondisce il simbolismo della forma e del colore, l’arte terapia, terapie non convenzionali e tecniche di sviluppo della persona con il filosofo indiano Baba Bedi che frequenta per vari anni nella sua casa milanese. Non percorrendo formazioni accademiche approda alla scuola dello scultore Alcide Fontanesi, col quale comincia un lungo apprendistato formativo sull’espressionismo astratto. Le sue opere sono presso la galleria d'arte Terre Rare di Bologna

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