Romano Prodi: Una grande coalizione nella UE? Probabile

| 4 Maggio 2014 | Comments (0)

 


Diffondiamo da Il Manifesto del 4 maggio 2014

 

 

1. Una grande coalizione nella UE? Probabile

Romano Prodi. Il professore alle giornate Cgil di Rimini: “Un’Europa senza giustizia ha deluso i cittadini: e questo alimenta i populismi

“Ho capito che il nostro mondo era vera­mente cam­biato quando ho sen­tito una ragazza cinese fare que­sta con­si­de­ra­zione: ‘meglio essere infe­lici in Bmw, che felici in bici­cletta’. Le disu­gua­glianze cre­scono, ma ormai pare un dato di fatto, una verità neces­sa­ria, che tutti accet­tano”. Romano Prodi inter­viene alle Gior­nate del Lavoro della Cgil, a Rimini, per spie­gare i mec­ca­ni­smi che legano le nuove disu­gua­glianze, l’antieuropeismo e i populismi.

Il pro­fes­sore è chia­mato a fare le sue per­so­nali pre­vi­sioni sull’Europa che verrà: cosa uscirà dalle pros­sime ele­zioni? “Spe­riamo in una Com­mis­sione e un Par­la­mento più forti. L’Unione dovrà riu­scire a ad avere una sua voce in crisi come quella ucraina: lì ci voleva una mag­giore coo­pe­ra­zione tra Rus­sia e Ue. Cosa c’entrano gli Usa?”. Le rispo­ste non sono sem­plici, tra le spe­ranze deluse dei cit­ta­dini euro­pei, che hanno fatto cre­scere il popu­li­smo, e la neces­sità di rimet­tere al cen­tro la parola “uguaglianza”.

“La dot­trina per cui tutto ciò che è wel­fare è nega­tivo è nata con la Tat­cher, nel 1980, e subito dopo è stata mon­dia­liz­zata da Rea­gan – spiega Prodi – Da allora chiun­que abbia par­lato di impo­ste ha perso le ele­zioni, e io stesso ho perso 5 punti in una set­ti­mana per­ché il mio avver­sa­rio pro­met­teva di togliere la tassa sulla casa, anche se poi ho vinto comun­que. Solo negli ultimi anni è tor­nato in voga il pen­siero che cri­tica le disu­gua­glianze, con Sti­glitz e Krug­man. E recen­te­mente ha avuto grande suc­cesso in Fran­cia e Gran Bre­ta­gna un libro di Tho­mas Piketty, ‘Il capi­tale nel XXI secolo’, che afferma l’importanza di rie­qui­li­brare la tas­sa­zione tra capi­tale e lavoro”.

La Ue, però, secondo Prodi, non ha saputo appli­care poli­ti­che di giu­sti­zia, “anche se era nata per que­sto”. “Pen­siamo al modo in cui si vivono le ele­zioni, anche quelle ammi­ni­stra­tive, che ormai diven­tano sem­pre di carat­tere nazio­nale: que­sto restringe l’orizzonte dei poli­tici, li con­cen­tra sul pro­prio ter­ri­to­rio. Ad esem­pio la crisi greca è pre­ci­pi­tata per­ché la Ger­ma­nia non ha voluto rispon­dere subito: c’erano le ele­zioni regio­nali e non si voleva dare il segnale agli elet­tori che si andava a favo­rire un altro Paese”.

L’ascensore sociale bloc­cato, la disoc­cu­pa­zione, un capi­tale che sfugge al governo della poli­tica, il rin­chiu­dersi degli stati nazio­nali – prima di tutte la Ger­ma­nia – nel pro­prio orti­cello. Così si ali­men­tano le divi­sioni nel vec­chio con­ti­nente, e cre­sce la dif­fi­denza verso la casa comune. “La Ger­ma­nia ha un’economia che fun­ziona, non ha defi­cit, ha un sur­plus com­mer­ciale più alto della Cina: potrebbe trai­nare l’Europa ma sce­glie di non farlo – dice Prodi – Mer­kel pre­fe­ri­sce ras­si­cu­rare il suo popolo, facendo capire che l’Europa va gover­nata non favo­rendo gli stati ‘cial­troni’ del Medi­ter­ra­neo, e che solo così non sarà mai un peri­colo. Così ha assor­bito il popu­li­smo, che infatti in Ger­ma­nia non ha attecchito”.

Il pro­fes­sore pre­vede “un ine­vi­ta­bile e certo suc­cesso dei par­titi popu­li­sti alle pros­sime ele­zioni euro­pee”, e “pro­ba­bil­mente si arri­verà a una grande coa­li­zione”: “Ma pro­prio quello sarà il momento di agire: dare final­mente quelle rispo­ste in ter­mini di lotta alla disu­gua­glianza, redi­stri­bu­zione e svi­luppo che i cit­ta­dini si aspettano”.

2. Romano Prodi: Cosa c’entrano gli USA con l’Ucraina?
Sulla crisi ucraina è inter­ve­nuto anche l’ex pre­si­dente del con­si­glio ita­liano Romano Prodi. «Il pro­blema ucraino andava affron­tato, uso l’imperfetto per­ché può darsi che sia tardi, solo con una coo­pe­ra­zione tra Rus­sia ed Europa. Ma l’Europa, come al solito in que­sti anni, ha mostrato inde­ci­sioni, incer­ce­tezza, e alla fine attorno al tavolo abbiamo tro­vato gli Usa e la Rus­sia». Prodi a mar­gine della lec­tio magi­stra­lis che ha tenuto a Rimini in occa­sione delle gior­nate del Lavoro, ha com­men­tato così l’esplosiva situa­zione ucraina.
«Ora, cosa c’entrano gli Usa con la Ucraina? La crisi è data dalla nostra divi­sione e man­canza di deci­sione», ha ripe­tuto. Ieri anche la mini­stra degli esteri Fede­rica Moghe­rini dell’attuale governo ita­liano si è espressa al riguardo: «Insi­sto sull’urgenza che tutte le parti coin­volte diano piena attua­zione agli accordi di Gine­vra, che le ele­zioni si ten­gano come pre­vi­sto il 25 mag­gio e che si avvii una revi­sione costi­tu­zio­nale rispet­tosa dell’integrità ter­ri­to­riale dell’Ucraina e delle diver­sità esi­stenti nel Paese».

Category: Elezioni europee 2014, Osservatorio Europa

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About Romano Prodi: Romano Prodi (Scandiano, 9 agosto 1939) è un politico ed economista italiano, che ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana per due volte (dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008).Docente universitario di Economia e politica industriale all'Università di Bologna, è stato nel 1978 ministro dell'Industria nel Governo Andreotti IV; presidente dell'IRI dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994. È stato presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004 (Commissione Prodi). Dal 17 gennaio al 6 febbraio 2008 ha ricoperto anche la carica di Ministro della Giustizia ad interim. Fondatore e leader de L'Ulivo, dal 23 maggio 2007 è stato presidente del Comitato nazionale per il Partito Democratico, e con la fondazione di quest'ultimo ne è stato Presidente dell'Assemblea Costituente Nazionale dal 14 aprile 2007 al 16 aprile 2008. È stato il primo ed unico candidato Premier del centro-sinistra ad aver vinto le elezioni politiche italiane (quelle del 1996 e quelle del 2006) e ad aver formato un Governo senza ricorrere ad alleanze con coalizioni rivali. Dal 12 settembre 2008 presiede il Gruppo di lavoro ONU-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa. Il 1º settembre 2008 ha creato la Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Nell'ottobre 2012 è stato nominato Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahel.Dal 21 febbraio 2014 è presidente dell'International advisory board (Iab) di Unicredit.

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