Ricken Patel: Il gigante addormentato Brasile si sta svegliando e le altre campagne

| 19 Luglio 2013 | Comments (0)

 

 

Cara comunità di Avaaz,

In tutto il pianeta, milioni di persone, giovani e vecchi, si stanno riversando nelle piazze e mobilitandosi online per combattere la corruzione e l’ingiustizia e discutere di un mondo migliore. Un nuovo hashtag su Twitter in Brasile rappresenta bene il concetto: O Gigante acordou. Che si traduce: “Il gigante addormentato si è svegliato”.

E Avaaz, arrivata ormai quasi a 25 milioni di membri, è parte di tutto questo quasi ovunque. Un esempio? Il Senato brasiliano ha citato più e più volte la nostra comunità la scorsa settimana quando ha votato per dare a qualsiasi petizione sostenuta da 500mila cittadini la possibilità di arrivare direttamente, con una proposta concreta, fino al governo.

Stiamo crescendo di ben oltre 1 milione di membri al mese, e stiamo accellerando. Man mano che i cittadini si svegliano dall’intorpidimento, capiscono che il mondo è davvero nostro, e nonostante ci troviamo ad affrontare delle sfide enormi, che quello che accadrà da ora in avanti dipenderà da tutti noi.

Perché quando ci uniamo, e lavoriamo assieme, vinciamo. Scorrendo questo testo, troverai le vittorie e gli aggiornamenti delle ultime settimane

 

1. Il Brasile dice NO alla corruzione, Sì alla democrazia del 21esimo secolo!

Consegna di 1,6 milioni di nostre firme al Senato brasiliano I Brasiliani hanno deciso di dire basta a una corruzione fuori controllo. Inizialmente è successo con la campagna di grande successo per le Fedine Penali Pulite, che impediva ai politici condannati per crimini gravi di candidarsi: studi hanno in seguito mostrato come Avaaz abbia giocato un ruolo chiave nella vittoria. Più di recente un membro di Avaaz ha creato la più grande petizione online della storia del Brasile: con oltre 1,6 milioni di sostenitori che chiedono che i senatori caccino il Presidente del Senato, un politico impresentabile sommerso dalle accuse di corruzione. Per il momento è ancora lì, ma siamo vicini a mettere fine al sistema di voto segreto che gli ha permesso di essere eletto alla più alta carica del Senato.

Ancora meglio, il Senato ha appena votato per dare ai cittadini un modo semplice e veloce per forzare i politici ad agire. Avaaz è stata ripetutamente citata durante il dibattito in Senato, durante il quale hanno accettato di ridurre della metà il numero di persone necessarie alle petizioni di iniziativa popolare, e hanno deciso che le firme online saranno valide! Ora faremo di tutto per spingere anche la Camera ad approvare la norma.

 

2. Bangladesh: speranza dalle macerie

Un giornale svedese mostra la nostra pagina a pagamento censurata su H&MDopo che in Bangladesh è crollata una fabbrica di tessuti, uccidendo oltre mille persone, Avaaz ha iniziato a collaborare con organizzazioni sindacali prendendo di mira due enormi marchi di abbigliamento. Lo scopo: costringerli a firmare un piano per la sicurezza dei lavoratori che potesse diventare un modello per il mondo.

I membri di Avaaz hanno sommerso le pagine Facebook di H&M e GAP. E quando la nostra pagina a pagamento che attaccava il capo di H&M è stata censurata da un grande giornale svedese, è iniziato un enorme dibattito nel paese, nei media e online. Alti dirigenti di H&M si sono precipitati a telefonare ad Avaaz, e dopo 3 giorni hanno firmato l’accordo, spingendo altre 75 marchi a seguire i loro passi! GAP e WalMart non sono ancora nella lista, ma su di loro stiamo lavora


3. Una vittoria per le api in Europa!

Vento, pioggia o neve, abbiamo continuato a lottare per le nostre api. Con una serie di campagne lanciate per più di due anni senza mai fermarci , abbiamo giocato un ruolo chiave nel convincere l’Europa a mettere al bando, almeno fino al 2015, i pesticidi ammazza api. Questa vittoria è nata da due anni in cui abbiamo sommerso i ministri di messaggi, lanciando una enorme petizione che ha raggiunto le oltre 2,6 milioni di firme, organizzando proteste che hanno attirato l’attenzione dei media con l’aiuto degli apicultori e di una auto gonfiabile alta 5 metri, finanziando sondaggi di opinione, e molto, molto altro.

E’ stata una vittoria enorme battere multinazionali come la Bayer, e non sarebbe stata possibile senza la collaborazione di molti scienziati, specialisti del settore, uomini di governo vicini a noi, apicoltori e gruppi ambientalisti. Secondo Amici della Terra: “L’enorme petizione di Avaaz e le sue campagne creative hanno contribuito a far fare il passo decisivo per giungere alla vittoria.”

 

4. Stop alla deportazione dei Masai

1,7 milioni di avaaziani sostengono il diritto dei Masai di vivere nelle loro terre d’origineIl governo della Tanzania voleva cacciare migliaia di famiglie dalla loro terra, per permettere a ricchi turisti di sparare a leoni e leopardi! Ma in 1,7 milioni ci siamo uniti per dire “no”, allertando la CNN e Al Jazeera affinché raccontassero questa vicenda, pubblicando pagine a pagamento durissime sui giornali locali in cui chiedevamo conto al governo delle sue azioni e incoraggiando i paesi da cui provenivano gli aiuti umanitari al paese a fare delle richieste in merito. Il Presidente Kikwete avrebbe voluto che tutto passasse sotto silenzio, ma i Masai hanno insistito. Alla fine, quando i Masai sono andati fino a sotto il Parlamento pretendendo il diritto a vivere nelle loro terre d’origine, il primo ministro ha firmato una lettera in cui si impegnava a cercare una soluzione definitiva a questo braccio di ferro, con un processo partecipativo. Fino a ora siamo riusciti a impedire che i Masai fossero cacciati, ma continueremo a lottare finché il Presidente desisterà del tutto, mettendo la parola fine a questa triste vicenda.

 

5. Il superamento della fallimentare guerra alle droghe

Il presidente del Guatemale ha detto Sì alla fine della guerra alle droghe. Centinaia di migliaia di avaaziani in tutte le americhe hanno chiesto ai loro leader di attuare delle politiche sulle droghe più umane. Il risultato è stato una storica dichiarazione da parte dell’Organizzazione degli stati Americani affinché si superi il proibizionismo e si affrontino le droghe come una questione urgente di sanità pubblica e non come una missione militare.

La nostra petizione è stata fondamentale. L’abbiamo consegnata direttamente, di fronte ai media, al presidente del Guatemala Otto Pérez Molina. E il presidente con le sue parole ha spiegato esattamente la nostra strategia: “Ringraziamo Avaaz per questa petizione perché, in quanto leader di questo continente, ci consegna la forza di dibattere questo tema evitando che venga visto come un taboo.”

 

6. La fine della guerra contro le donne

L’autobus rosa di Avaaz gira a Nuova Delhi con il primo ministro Singh a bordo per chiedere una campagna pubblica di educazione contro la violenza sessualeIn India, una studentessa 23enne è stata violentata brutalmente su un autobus e poi è morta a causa delle ferite. Nelle Maldive una ragazza 15enne è stata condannata a essere frustata per aver fatto sesso fuori dal matrimonio. In Somalia, una giovane donna ha subito una brutale violenza di gruppo da parte delle forze di sicurezza che avrebbero dovuto proteggerla.

In ognuno di questi episodi, i membri di Avaaz hanno contribuito a far diventare l’orrore una speranza, amplificandoli tramite milioni di voci nei media e facendo pressione sui governi affinché approvassero leggi più forti per proteggere le donne. Nelle Maldive, la nostra campagna che minacciava il turismo ci ha aperto le porta dei più influenti politici, che ci hanno detto che per ora la donna non sarà flagellata, e un sondaggio commissionato da Avaaz è andato sulle prime pagine e ha mostrato che i cittadini vogliono una riforma della legge. In India, un enorme autobus rosa con un gigante finto primo ministro Singh che ribadiva il nostro messaggio e stato fatto girare per le strade di Delhi, e ora c’è un’attenzione crescente per la nostra richiesta di un’enorme campagna di educazione pubblica che sfidi i vecchi comportamenti contro le donne. Queste sono solo le punte degli iceberg nella lotta per mettere fine alla misoginia.

 

7. Balenottere salvate dal macello

La consegna della nostra richiesta per salvare le balenottereQuando un ricco imprenditore islandese ha annunciato una brutale battuta di caccia estiva che avrebbe tramutato balenottere in pericolo di estinzione in cibo per cani, Avaaz ha lanciato una campagna per impedirgli di portare le loro carcasse insanguinate in Giappone. Oltre 1,1 milioni di noi hanno convinto i politici olandesi a impegnarsi a chiudere i loro porti. Poi ci siamo fatti sentire dalla Germania quando l’imprenditore ha tentato di dirottare i suoi carichi ad Amburgo. Il Ministro dell’ambiente tedesco ha risposto subito ai messaggi degli avaaziani su Twitter e lavorando da vicino con Greenpeace, assieme abbiamo generato la pressione necessaria a far rimettere la carne di balena su una nave per tornare in Islanda! Il governo tedesco ora ha chiesto al porto di rifiutare tutti i futuri carichi di carne di balena, 200mila membri di Avaaz in Germania stanno chiedendo al più grande supermercato del paese di smettere di vendere i prodotti collegati alla compagnia che promuove la caccia alla balena e stiamo tracciando tutte le altre strade che il baleniere usa per ottenere profitti finché capirà che dovrà smettere del tutto di cacciarle.

 

 

8. Stop all’evasione globale

Avaaziani in azione chiedono al primo ministro Harper di prendere un’iniziativa contro l’evasioneOgni anno, voraci aziende e ricchi industriali usano tecniche collaudate per evadere circa mille miliardi di dollari, togliendo ai governi il denaro pubblico di cui hanno bisogno per far funzionare i nostri servizi e i nostri paesi. Quest’anno abbiamo trovato l’opportunità per recuperare il denaro mancante, creando un’enorme petizione con la collaborazione del famoso cantante Baaba Maal e lavorando da vicino con Save the Children, ActionAid e altri gruppi di campagne al fine di consegnare la nostra richiesta a David Cameron, l’organizzatore del vertice del G8. La nostra lettera firmata da 21mila rappresentanti di aziende ha contribuito a far diventare questo un tema a favore delle aziende e a favore dei cittadini, facendo cambiare posizione a Germania e Canada, e facendo ottenere uno storico accordo che permetterà ai governi di lavorare assieme per fermare l’evasione fiscale. La ‘Dichiarazione di Lough Erne’ mancava di dettagli, ma ci dà un enorme strumento per stanare i governi in modo che blocchino questi oscuri sistemi di evasione fiscale.

 

E’ una cosa meravigliosa essere parte di una comunità di cittadini da ogni parte del mondo, uniti in un’azione comune ed efficace. Vi invitiamo ad andare nel sito di Avaaz per vedere una mappa dei nostri membri paese per paese, o per leggere le storie personali e addirittura scambiarti qualche messaggio con altri avaaziani.

Il Brasile, il nostro gigante addormentato si sta svegliando, creando enormi possibilità di cambiamento. Non vedo l’ora di sapere cosa farà ora la nostra comunità


Con amore, speranza e folle gratitudine per questa comunità che sta cambiando il mondo, Ricken, Jamie, Oli, Alex, Dalia, Joseph, Laura, Mais, Michelle e il resto del team di Avaaz

 

Category: Osservatorio America Latina

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