Luis Marinho: Il Brasile visto da São Bernardo do Campo di cui sono sindaco

| 17 Gennaio 2016 | Comments (0)

 

L’intervista a Luis Marinho, sindaco di São Bernardo do Campo è stata fatta da Sabina Breveglieri e Sandra Pareschi. La foto mostra Luis Marinho il giorno della sua rielezione il 7 ottobre del 2012

 

São Bernardo do Campo è un comune del Brasile di oltre 800.000 abitanti, fa parte della regione Metropolitana di São Paulo, caratterizzato da due peculiarità. La prima è una forte concentrazione di industrie automobilistiche, come Volkswagen, Ford, Scania, Toyota, Mercedes-Benz, Karmann Ghia e Willys-Overland  – oltre all’indotto di ricambi per auto e importanti industrie di vernici, ma anche il più grande impianto industriale del mondo della Colgate-Palmolive. L’altra è la presenza del più forte sindacato dei metalmeccanici dell’America Latina, il Sindacato dei Metalmeccanici dell’ABC (acronimo delle città Sant’André, São Bernardo, São Caetano), in seno al quale ha iniziato la propria avventura, come sindacalista, il futuro presidente del Brasile Ignazio Lula da Silva. São Bernardo è nota in Emilia Romagna per il Centro di Formazione Professionale intitolato a  Padre Leo Commissari, missionario ucciso tra nelle favelas nel 1998. Il centro è stato costruito con il sostegno di un Comitato coordinato dai Sindaci di Imola, Lugo, Castel Bolognese, Dozza, del quale fa parte anche la CGIL di Imola. Dalla scuola sono già passati oltre 17.000 ragazzi, alcuni dei quali hanno poi dato vita ad oltre cento imprese che operano secondo i principi dell’economia solidale. Dal 2008 è Sindaco della città Luiz Marinho, dal curricolo politico densissimo. Massima carica nel sindacato dei metalmeccanici, prima, nella Centrale Unica Sindacale (CUT) del Brasile, poi, Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale nei governi Lula.

 

A Marinho abbiamo chiesto di parlarci dell’attuale situazione di crisi economica e politica del Brasile.

 

D. Mentre la crisi interessa l’Europa da oltre otto anni, fino al 2014 in Brasile i governi Lula e  Dilma riuscivano ad attutire gli effetti della crisi globale con politiche keynesiane. E ora? Cos’è successo quest’anno per portare il tasso di disoccupazione a due cifre?

E’ vero, in effetti siamo stati risparmiati dagli effetti più deleteri e drammatici della crisi economica mondiale fino al 2014. Questo per diverse ragioni, effetto di politiche keynesiane, anticicliche, implementate da Lula e da Dilma. Allora si trattava di difendere, nella misura del possibile, i posti di lavoro e le imprese nazionali, come principale funzione dello Stato.

Però succede che non siamo un’isola, ma siamo integrati in un sistema economico mondiale. Così la continuità della crisi, che ora interessa anche la Cina, partner commerciale importante del Brasile, ha prodotto un rallentamento dell’economia del Paese, ha finito per diluire gli effetti benefici di quelle politiche. Vi sono ripercussioni sulla situazione fiscale e sul bilancio dello Stato, con effetti preoccupanti sul versante dell’occupazione e della crescita economica. Il Brasile, di fatto, si trova in una situazione piuttosto preoccupante. Le attività produttive soffrono un forte rallentamento, dovuto soprattutto al calo degli investimenti industriali. Allo stesso tempo l’inflazione torna a sottrarre potere d’acquisto ai consumatori e a causare insicurezza degli attori economici.

D. La crisi politica che sta interessando il Brasile ed il basso indice di gradimento della presidenta Dilma sembrano rendere più difficile assumere misure rapide di contrasto alla crisi. Decisioni come la revisione delle aliquote fiscali e delle tassazioni, mercato del lavoro, pensioni, protezioni sociali sono stati temi proposti dal governo ma contrastati dal Congresso, con posizioni differenti anche tra i partiti che sostengono il governo. Quali funzioni e posizioni hanno assunto i movimenti sociali, a partire dai sindacati?

I movimenti sociali hanno un ruolo essenziale in questo momento storico del Paese. Prima di tutto perché sono uno dei settori della società garanti della legalità, ovvero, garanti del fatto che non avvenga una deposizione spropositata e illegale della presidenta Dilma, democraticamente eletta alla carica che occupa.

In secondo luogo, ma non meno importante, i movimenti sociali organizzati, come i sindacati, devono continuare a fare pressione sui politici e i governi affinché non vi siano battute di arresto sul versante sociale e sui diritti dei lavoratori della città e del campo. Oggi vediamo un’ondata conservatrice nella società e molte conquiste sociali, alcune recenti, corrono questo rischio. Occorre lottare perché ciò non accada.

 

D. Quanto pesano nel presente e nel futuro del Paese i casi di corruzione che hanno interessato anche il partito di Lula e di Dilma, il Partito dei lavoratori – PT e perché?

La lotta alla corruzione dev’essere una bandiera di tutti, indipendentemente dalla scelta partitica e dall’orientamento politico e ideologico. Uno dei dovere di un amministratore pubblico è creare e sostenere meccanismi che rendano più difficile questi casi. Nella capitale São Paulo, il sindaco Haddad ha creato, ad esempio, la funzione di “Controllo generale del Municipio”, organo che esercita funzioni di contrasto alla corruzione e ai corrotti. Dilma e Lula, allo stesso modo, hanno rafforzato la Polizia Federale e abbiamo i risultati, ora, in diverse azioni contro questo male. E’ però importante sottolineare che il PT ha oltre 1,5 milioni di iscritti nel Paese e che vi sono in tutto tre o quattro incarcerati per questo reato, mentre altri, come nel caso del tesoriere del partito João Vaccari Neto, sono stati accusati in modo ingiustamente.

E’ chiaro, infatti, che da parte di settori della Polizia Federale, del Potere Giudiziario e il Pubblico Ministero è in atto un grave tentativo di criminalizzare il partito per ostacolare le conquiste sociali ottenute negli ultimi anni e impedire il ritorno del compagno Lula alle prossime elezioni presidenziali del 2018. Ma ho la certezza che la società brasiliana capisca tutto questo e che Lula tornerà per continuare con le riforme che hanno cambiato la faccia del nostro Paese.

 

D. Di fronte alla difficile situazione sociale ed economica dell’ultimo anno, qual è stata la reazione del Comune di São Bernardo e quale consiglio consegnerebbe  al governo del Brasile?

La recessione economica ha generato, anche per i governi locali, un impatto negativo, che può essere misurato nel calo continuo delle entrate da tributi e nella necessità di tagliare spese e costi, i finanziamento degli investimenti sociali e nelle infrastrutture.

São Bernardo è città riconosciuta dal punto di vista industriale che ha sperimentato anche importanti crescite nei settori dei servizi e del commercio. Perciò soffre direttamente gli effetti negativi del cattivo contesto dell’economia nazionale.

Il comune di São Bernardo si è caratterizzato come una delle prime città in termini di entrate di bilancio e di investimenti. Su quest’ultimo punto, ad esempio, si è collocata al sesto posto tra le città che hanno più investito nel corso del 2014, rimanendo appena dietro le principali capitali degli Stati (ndt Il Brasile è una Repubblica federale).

E’ comprensibile che nel 2015 i riflessi della crisi economica siano percepiti nell’ambito delle riscossione delle imposte e nella ricezione dei trasferimenti costituzionali e volontari di altri livelli del governo, in particolare dello Stato.

Nonostante ciò il governo municipale ha mantenuto il proprio protagonismo e esercitato il ruolo che gli compete di induttore dello sviluppo, dando continuità, anche se a ritmo inferiore, agli investimenti programmati nelle diverse aree.

In relazione al Governo Federale, la grande sfida è la conciliazione tra la necessaria responsabilità fiscale e l’esercizio della principale funzione di un governo, che è promuovere la crescita economica e sociale del Paese.

Non si combatte la recessione solamente tagliando le spese: il risultato può essere più recessione. L’equilibrio fiscale che si ricerca, può venire anche da un aumento sostenibile delle imposte, che dipende dal dinamismo dell’economia.

Questo è il punto essenziale. Il Governo deve creare meccanismi per indurre il ritorno più rapido della crescita, con azioni dirette e indirettamente mobilitando la società, in un progetto che abbia credibilità e trasparenza.

Investimenti e consumo dipendono dalla sicurezza e dalle buone prospettive in relazione al futuro prossimo. Questi sono i messaggi che il Governo deve trasmettere.

 

D. L’area metropolitana di São Paulo colloca sul tavolo questioni importanti dal punto di vista ambientale. Avete trovato come Municipio risposte in relazione alla sostenibilità ambientale?

Mancano ancora, nella politica pubblica brasiliana, strumenti adeguati di governance metropolitana. Questa lacuna si riflette sulla politica ambientale, dove non esiste un’istanza adeguata di regolamentazione ambientale metropolitana, ma solo azioni puntuali comunali o regionali, molte volte senza interlocuzione tra di loro.

Specificamente, São Bernardo è stata la prima città dello Stato di São Paulo ad assumere un “protocollo ambientale municipale”, condividendo con il governo della regione la responsabilità nel controllo dell’inquinamento. Inoltre São Bernardo ha un’azione importante di concerto con i forum metropolitani che tracciano politiche ambientali, come il Comitato dei Bacini, con responsabilità di gestione delle risorse idriche e, nell’ultimo anno, nell’affrontare la crisi della gestione delle acque, come sta accadendo attualmente nella città di São Paulo.

E ancora sulla gestione delle risorse idriche, São Bernardo  ha una politica abitativa che rimuove gli abitanti da aree ambientalmente sensibili, le  zone di produzione di acqua, delle sorgenti, e anche un’azione di vigilanza volta a prevenire nuove occupazioni di quelle aree.

São Bernardo ha un’Agenda Municipale della Sostenibilità, che implementa azioni di acquisti pubblici sostenibili e l’adozione di principi di sostenibilità nei progetti di lavori pubblici. Su un altro importante programma ambientale per l’area metropolitana, São Bernardo sta attuando un’azione pionieristica per il trattamento dei rifiuti solidi della città con un alto grado di riciclaggio e la realizzazione di un impianto di cogenerazione. La nostra politica di mobilità urbana ha anche una visione articolata con metropoli sostenibili, mentre lavoriamo fortemente per la realizzazione di corridoi di trasporto di massa per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nell’atmosfera.

 

D. L’economia solidale ha in São Bernardo do Campo una delle sue radici storiche: qual è il significato attuale dell’Economia Solidale e quale politica attuate a livello locale per la sua promozione?

In primo luogo devo dire che ho sempre avuto grande affetto con il tema economia solidale. Mi ricordo che nel 1997 ero a Bologna – su raccomandazione e su richiesta di Lula – come presidente del sindacato dei Metalmeccanici ABC, e ho avuto modo di conoscere il sistema cooperativo italiano. Oltre a  ritenere il modello cooperativo un’alternativa per lo sviluppo economico e sociale,  in quel momento che vivevamo nel paese,  con la chiusura di imprese a causa della crisi finanziaria economica interna ed esterna, avrebbe potuto rappresentare, in alcuni casi, il modo per mantenere posti di lavoro e recuperare queste aziende costituendo cooperative autogestite. Devo sottolineare l’importanza dell’accordo di collaborazione stipulato tra il sindacato dei Metalmeccanici ABC e Cgil, Cisl, Uil, così come con FIOM, FIM e UILM coinvolgendo anche Legacoop.
Questo scambio di esperienze ha portato alla creazione di UNISOL, di cui sono orgoglioso di essere stato il presidente onorario, nonché il consolidamento della Agenzia di Sviluppo di solidarietà nel periodo in cui ho presieduto la Centrale Unica dei Lavoratori (CUT). Nell’assumere il Ministero del Lavoro, nel primo mandato del presidente Lula, ero responsabile della Segreteria Nazionale per l’Economia Solidale, coordinato dal Prof. Cantante, con il quale ho avuto modo di conoscere e incoraggiare le esperienze di economia solidale in Brasile nel suo complesso. Così, quando sono diventato sindaco di São Bernardo do Campo, nel 2009, ho implementato una politica specifica per l’economia solidale come mi ero impegnato a fare nel programma di governo. Ho creato e consolidato meccanismi come la nostra legge comunale per la promozione dell’ economia solidale, costituito l’incubatore di imprese solidali (SBCSol) in collaborazione con l’Università Metodista,  creato lo spazio solidale, luogo di incontro e commercializzazione di prodotti e servizi dell’economia solidale,  incoraggiato costantemente l’inclusione dell’i economia solidale in diverse azioni del mio governo come mezzo per creare occupazione, reddito e sviluppo sociale.

 

 

 

 

 

 

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Category: Economia solidale, cooperativa, terzo settore, Osservatorio America Latina

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About Sabina Breveglieri: Sabina Breveglieri è responsabile per la ong Nexus di Bologna, emanazione della Cgil di Bologna, dei progetti America Latina e Mediterraneo

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