Simonetta Ponzi e Gianni Rinaldini: Dichiarazione sul Congresso della CGIL

| 29 marzo 2018 | Comments (0)

 

 

Nei prossimi giorni la Cgil aprirà di fatto il suo percorso congressuale che prevede la convocazione di 1500 Assemblee generali di Categorie e Camere del lavoro, che hanno il compito di approfondire, discutere e proporre modifiche ad una Bozza di documento, contribuendo così, alla definizione dello stesso documento per il Congresso.

Una novità, perché formalmente, a norma di Statuto della nostra Organizzazione, il Congresso inizia il 7 giugno 2018 con la riunione del Comitato direttivo nazionale che delibera, in via definitiva, il documento congressuale che sta alla base dello svolgimento delle Assemblee congressuali nei luoghi di lavoro e nelle leghe dello SPI.

Si evidenzia anche in questa scelta il tentativo di favorire un maggior coinvolgimento del gruppo dirigente ed in particolare dei delegati e delle delegate, che rappresentano almeno il 50% delle Assemblee generali, nei diversi passaggi della discussione e del confronto.

Siamo già entrati nella dinamica di un nuovo Congresso e sarebbe una sciagura se fosse vissuto come una pura e semplice ripetizione delle diverse posizioni espresse nei congressi precedenti.

Questo la Cgil non può più permetterselo in quanto la sfida che ha di fronte è la sopravvivenza stessa del sindacato confederale, inteso come un soggetto sociale autonomo, indipendente e democratico, espressione di un altro punto di vista, quello del lavoro subordinato, alternativo quindi alla logica liberista, con l’obiettivo di trasformare e cambiare la società.

Non siamo in grado di valutare quanto sia presente questa consapevolezza nei gruppi dirigenti, perché è forte il timore che possa prevalere lo spirito dell’autoconservazione, dove, al posto di un confronto esplicito e trasparente delle idee, in cui ognuno si metta in gioco per quello che pensa, prevalgano invece logiche di cordate, tanto più in previsione degli assetti futuri della segreteria generale nazionale della Cgil.

Il prevalere dunque di queste logiche, porterebbe la nostra Organizzazione ad una deriva di pura degenerazione, con risvolti anche di carattere etico, sia rispetto alla realtà sia rispetto alla condizione delle persone che vogliamo rappresentare.

La situazione sociale e politica, nazionale, europea, internazionale, presenta evidenti aspetti di drammaticità.

La crescita delle disuguaglianze sociali, la cancellazione dei diritti, sono parte di un contesto generale segnato da una guerra commerciale, e non solo, per la ridefinizione degli equilibri internazionali, sul piano economico, militare e politico.

In questo scenario è già in essere una frantumazione, segmentazione e contrapposizione dei lavoratori e delle lavoratrici, su base locale e globale.

Gli uni contro gli altri, e a questo punto, può succedere qualsiasi cosa.

Questa è la sfida che abbiamo di fronte, ed è auspicabile che ognuno di noi partecipi a questa discussione con il proprio contributo personale, e nello stesso tempo, si favorisca il più ampio e libero coinvolgimento possibile dei delegati e delle delegate.

                                                                        Simonetta Ponzi e Gianni Rinaldini

                                                componenti della Assemblea Generale Nazionale della Cgil

Roma 28 marzo 2018

Category: Lavoro e Sindacato, Politica

About Gianni Rinaldini: Gianni Rinaldini (1951) ha iniziato la sua esperienza sindacale come delegato alle Ceramiche Rubiera, divenendo successivamente Segretario della Filcea (il sindacato chimici della Cgil). Entrato poi a far parte della segreteria della Camera del lavoro di Reggio Emilia, viene eletto Segretario generale nel 1989. Successivamente, è stato Segretario generale della Cgil dell'Emilia Romagna e, dal 2002 al 2010, ha ricoperto la carica di Segretario nazionale della Fiom. Attualmente è coordinatore dell’area programmatica «La Cgil che vogliamo» e presidente del Centro studi per l’Alternativa Comune, il cui manifesto politico-culturale è stato presentato a Roma nel settembre del 2011. «Inchiesta» ha pubblicato numerose sue interviste e interventi.

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