La Fiom a Cuba, diario di viaggio

| 9 Marzo 2016 | Comments (0)

 

 

Diffondiamo da www.fiom-cgil.it del 9 marzo 2016

Dal 15 al 20 febbraio una delegazione FIOM guidata dal Segretario Generale Maurizio Landini si è recata a CUBA per un programma di incontri con il sindacato cubano con il quale è stato anche firmato un protocollo di cooperazione.

La delegazione FIOM era composta, oltre che dal Segretario Generale, dal responsabile dell’ufficio internazionale Stefano Maruca e dai segretari generali delle Fiom di Bologna Alberto Monti e della Fiom di Milano Marcello Scipioni.

Fra le attività svolte nel corso della visita a Cuba, anche la presentazione della edizione spagnola del libro di M. Landini e U.Romagnoli “i miei primi pimo maggio” tenutasi nell’ambito della fiera internazionale del libro de L’Avana.

Oltre a incontri con le segreterie della CTC (la centrale Sindacale Cubana) e del SNTI (il Sindacato dell’Industria) e con rappresentanti del Ministero dell’Industria, la delegazione FIOM ha avuto l’opportunità di visitare diverse realtà produttive nelle provincie de l’Avana di Artemisia e di Mayabeque, che sono state interessanti occasioni di confronto e discussione con le rappresentanze aziendali e con i lavoratori. Ecco il diario della nostra “missione a L’Avana”.

 

15 febbraio

Arriviamo all’aeroporto Josè Martì di L’Avana alle 22:45 dove siamo attesi dai compagni della CTC che ci aiutano a recuperare il nostro voluminoso bagaglio che include 900 copie del libro di Landini e Romagnoli sul primo maggio, e ci accompagnano al nostro alloggio nel quartiere di Miramar , 10/15 min di auto dal centro città. La sistemazione è in “case particular” la forma molto diffusa di B&B con cui molte famiglie cubane integrano l’offerta alberghiera dell’isola (i nostri ospiti ci dicono che circa il 30% della capacità di accoglienza turistica di Cuba è attualmente coperta da queste gestioni famigliari) e si procurano un reddito in valuta estera che scopriremo essere significativamente più alto del salario medio dei lavoratori statali, di qualunque settore economico.

 

16 febbraio

La mattina del nostro primo giorno a L’Avana è dedicata all’incontro con il sindacato. Un minibus che dimostra tutti i suoi anni ci viene a prendere alle 9:30 per portarci alla sede della CTC la Centrale dei Lavoratori Cubani nel centro de L’Avana. La sede, un edificio di 4 piani, ospita gli uffici della struttura confederale e dei vari sindacati di settore.

Partecipano all’incontro Raymundo Navarro della Segreteria Nazionale, il responsabile del dipartimento relazioni internazionali Ernesto Freire con la responsabile per l’area Europa, Mercedes Lugo. Per il Sindacato dell’industria SNTI è presente Emilio Perez, membro della Segreteria e responsabile per le relazioni internazionali, mentre il Segretario Generale Arturo Rodriguez lo incontreremo nei giorni seguenti e in occasione della sottoscrizione del protocollo di cooperazione fra FIOM e SNTI.

Il sindacato cubano ha circa tre milioni di affiliati, con un tasso di sindacalizzazione del 95% prevalentemente fra i lavoratori delle imprese a gestione statale, ma risultano affiliati al sindacato anche gran parte dei cosiddetti lavoratori indipendenti (tenendo conto che la stessa persona sovente ricopre entrambe le posizioni) e quelli delle cooperative, un nuovo soggetto economico per Cuba che rappresentano la novità nel processo di cambiamento rinnovamento avviato nella struttura produttiva del paese dal nuovo piano economico del governo. Il processo di rinnovamento in atto sarà il tema principale dei colloqui coi nostri interlocutori cubani, ma ci torneremo in seguito.

Dopo i saluti di benvenuto e l’apprezzamento per la nostra visita e la ripresa delle relazioni fra le nostre organizzazioni, ci viene brevemente presentata la storia e la struttura della CTC.

In primo luogo viene sottolineato che la CTC è stata fondata nel 1939, quindi venti anni prima della Rivoluzione, come esito di un processo di unificazione delle organizzazioni sindacali nate dalle lotte operaie dei decenni precedenti.

La struttura della CTC è articolata in sindacati di settore, attualmente 14, fra questi il sindacato dell’Industria CNTI è frutto di una recente unificazione dei sindacati dei settori meccanico/siderurgico, chimica, tessile, trasformazione materie prime.

In ogni fabbrica c’è un ufficio sindacale con una o più sezioni sindacali in relazione alle dimensioni e articolazione delle attività (es. addetti alla produzione e lavoratori dei servizi direzionali amministrativi).

Mensilmente si tiene in ogni fabbrica una assemblea di tutti i lavoratori per discutere dei problemi del momento, in questo periodo ad esempio è in corso la consultazione sul piano economico del governo. Questa assemblea elegge periodicamente anche i rappresentanti sindacali aziendali e quelli che assumeranno incarichi territoriali e nazionali.

La presenza diffusa in tutti i luoghi di lavoro e la capacità di promuovere l’unità e la partecipazione dei lavoratori è una caratteristica determinante del sindacato cubano e della sua forte rappresentatività.

Come accennato in precedenza, i nostri interlocutori ci tengono a sottolineare come Cuba si trovi oggi in una fase di grande trasformazione della sua economia e delle relazioni sociali e sindacali.

 

Il contesto generale è caratterizzato da tre elementi di fondo:

  1. Il permanere di fatto del “bloqueo” economico che continua a strozzare l’economia cubana anche la riapertura delle relazioni con gli USA è un fatto storico che la visita del Presidente Obama a Marzo dovrebbe consolidare e che autorizza a sperare nella normalizzazione futura delle relazioni.
  2. Una grande esposizione del paese all’impatto dei cambiamenti climatici e di ricorrenti disastri naturali. Con un costo altissimo per il bilancio nazionale, oltre che per le vittime fra la popolazione. Si stima che negli ultimi due anni siano andate distrutte oltre 190.000 abitazioni.
  3. La crisi economica globale che investe anche Cuba aggiungendosi agli effetti del Bloqueo. In particolare per l’abbassamento del prezzo del Nickel di cui Cuba è esportatore e la crescita del prezzo dei prodotti alimentari che invece devono in gran parte essere importati. Positivo invece il calo del prezzo del petrolio.

 

Sul piano interno viene considerato un problema serio la bassa produttività del sistema economico (dovuto a fattori di arretratezza tecnologica e di produttività del lavoro) Come indicatore del fenomeno viene segnalato che nel periodo 2000/2010 la crescita della produttività ha superato la crescita media salariale solo in due anni. Questo in un contesto di livelli salariali generalmente molto bassi.

Il forte investimento nelle politiche sociali e nella cultura ha reso Cuba un paese con aspettativa di vita e tasso di istruzione delle popolazione a livelli europei.

Collegato a questi indicatori positivi di qualità sociale sta emergendo negli ultimi anni una tendenza demografica negativa, con tassi di fertilità anch’essi europei nell’ordine dello 0,6% e un invecchiamento della popolazione che ha peggiorato anche il rapporto lavoratori attivi pensionati che oggi sono stimati in circa 1,5 milioni.

Il governo, il gruppo dirigente erede della rivoluzione che ancora guida il paese, ha maturato la consapevolezza della urgenza di riforme economiche, considerate necessarie per difendere il modello socialista e l’autonomia e indipendenza della repubblica cubana.

La valutazione del sindacato è quella di appoggiare questo processo di cambiamento e di condividere la necessità di riforme economiche, ma si propone come presidio di garanzia contro il rischio del determinarsi di ingiustizie sociali e di deterioramento delle condizioni di lavoro.

Fra le considerazioni avanzate a sostegno della riforma economica, il bisogno di aumentare i lavoratori direttamente occupati nella produzione. Oggi abbiamo un 52% di forza lavoro nei servizi e 48 % nella produzione, ma di questi il 18% sono impiegati o addetti ad altri servizi, riducendo al 30% sul totale i lavoratori che si possono considerare direttamente impiegati nella produzione.

Un elemento portante di questo percorso di riforme dovrebbe essere il decentramento nella gestione economica da parte dello stato, con maggiore autonomia decisionale ai direttori di fabbrica, che potranno definire anche accordi locali con lavoratori e sindacato su specifiche forme di organizzazione e di remunerazione per incentivare la produttività e aumentare il reddito medio dei lavoratori, in particolare nei settori dell’industria.

Questo sempre nel rispetto del codice del lavoro che viene anch’esso rinnovato prevedendo, nella stesura del nuovo codice, uno spazio di discussione con il sindacato sino ai livelli di settore e di fabbrica per esaminare le nuove norme.

Si sta predisponendo inoltre una nuova legge sugli investimenti esteri con una impostazione che ci viene riassunta nella formula “apertura con controlli”, e che punta alla creazione di società a capitale misto fra investitore privato e pubblico.

Un altro elemento che caratterizza questo processo definito di rinnovamento e decentramento, che ci pare esprimere una cauta e graduale volontà di parziale destatalizzazione dell’economia, è la creazione di cooperative come forma di gestione d’impresa alternativa alla gestione diretta da parte dello stato, che deve comunque rimanere per i settori considerati strategici e di particolare rilevanza per la struttura economica del paese. La creazione di cooperative è considerata in fase sperimentale e avviene oggi su proposta e con il coordinamento del governo, domani avremo la opportunità di un contatto diretto con una di queste esperienze cooperative nella provincia di Mayabeque.

Da parte Fiom Maurizio introduce brevemente cosa sia e cosa rappresenti la Fiom oggi in Italia, riportando alcuni dati sulla ns organizzazione e sul settore metalmeccanico.

Fondata nel 1901, prima della stessa CGIL di cui fa parte, la Fiom ha oltre 340.000 iscritti su un totale di 1.700.000 lavoratori metalmeccanici e, considerando i consensi ricevuti nelle elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie in azienda (alla Fiom va il 62% circa dei voti espressi fino ad oggi), è l’organizzazione nettamente più rappresentativa del settore metalmeccanico.

Dal punto di vista organizzativo la Fiom è articolata in strutture provinciali e regionali, oltre che a livello nazionale. La nostra organizzazione si finanzia esclusivamente con le quote di iscrizione dei lavoratori, che pagano l’1% del salario contrattuale, quota che viene ripartita fra le strutture della categoria e della confederazione.

A livello europeo e internazionale la Fiom è affiliata alle federazioni europea e internazionale dei sindacati dell’industria IndustriAll Europe e IndustriAll Global Union.

Vengono inoltre forniti alcuni dati generali riguardanti l’industria e il settore metalmeccanico in Italia, a partire dalla sua caratterizzazione per l’alto numero di piccole e medie imprese dove ancora è collocata la maggioranza dei lavoratori. Quello metalmeccanico è il settore che rappresenta quasi la metà (48,5%) delle esportazioni dell’intera economia italiana, e, pur duramente colpito dalla crisi economica rimane il settore trainante per tutta l’industria nazionale con punte di eccellenza mondiale in alcuni comparti per qualità dei prodotti e innovazione. A conferma degli effetti della crisi globale sulla industria italiana, dobbiamo fronteggiare un calo della occupazione particolarmente significativo per le fasce più giovani con tassi di disoccupazione giovanile intorno al 40%. Questo dato si accompagna a modifiche della legislazione del lavoro che rendono più facili i licenziamenti, indeboliscono i diritti dei lavoratori e le libertà sindacati. Queste politiche sono oggi diffuse in tutta Europa e nel mondo e per questo la FIOM pensa che oggi più che mai sia necessaria l’unità dei lavoratori e la cooperazione fra i sindacati a livello mondiale.

Siamo interessati a sviluppare le relazioni e la collaborazione con il sindacato cubano anche per confrontarci su questi problemi e sfide che sindacati e lavoratori si trovano ad affrontare oggi in tutto il mondo.

L’incontro si conclude con un pranzo di benvenuto offerto dalle Segreterie di CTC e di SNTI

 

Presentazione del libro di Landini e Romagnoli “i miei primi primo maggio”

Nel pomeriggio ci spostiamo alla fiera del libro che si svolge nella suggestiva cornice della fortezza spagnola di l’Avana. Dopo una autopromozione con distribuzione di copie del libro nei vialetti della fiera, alle 15 ha inizio la presentazione del libro con Intraduzione di Emilio Perez (Segreteria del SNTI) e alla presenza di una quarantina di persone, che si mostrano molto interessate, alla fine proponendo varie domande a Maurizio e apprezzamenti per l’iniziativa.

Con una variazione sul programma previsto, alle 17 ci rechiamo alla acciaieria “Antillana Acero” dove incontriamo il segretario generale del SNTI Arturo Rodriguez insieme al direttore dello stabilimento.

La Antillana è una delle principali imprese siderurgiche di Cuba, inizialmente di proprietà americana, quindi espropriata nel 1960 dopo la rivoluzione prosegue la produzione con investimento di capitali russi, attualmente opera con un solo forno elettrico per una produzione di 420.000 tonnellate l’anno.

Una nota tecnica: grazie agli investimenti russi le tecnologie utilizzate per la progettazione e gestione della centrale elettrica e sono piuttosto moderne e sono di imprese Italiane (la CRTS per consulenza e progettazione, la Tamini del gruppo Terna per i trasformatori.

Con il Segretario Generale Arturo Rodriguez si sono in parte ripresi i temi generali sulla situazione economica cubana approfondendo i temi relativi al settore industriale. Rodriguez ha inoltre specificato meglio il processo di costruzione del sindacato dell’industria che lui ora dirige, e che rappresenta i settori metalmeccanico tessile, chimico, poligrafico, elettronica-elettrodomestici, energia, pneumatici, gomma vetro…

Il sindacato ha una struttura nazionale (Comitato Centrale e Segretariato), 11 uffici provinciali e 142 uffici comunali, oltre alle sezioni di fabbrica.

Precedentemente Arturo era il segretario generale del sindacato Metalmeccanico.

 

17 febbraio – Visita nella Provincia di Mayabeque

Oggi iniziamo il tour di incontri in fabbrica, alle 9:00 il minibus vene a prenderci per il trasferimento nella provincia di Mayabeque dove abbiamo in programma la visita a tre fabbriche: alla impresa di riciclaggio di materie prime di Mayabeque, alla cooperativa che si occupa della raccolta del materiale da conferire per il riciclaggio, e alla Fabbrica di mattoni refrattari Avana a Guines.

Arriviamo più o meno in orario al primo appuntamento della giornata all’impresa di recupero di materie prime, dove siamo ricevuti dal direttore, dai dirigenti aziendali e dai rappresentanti sindacali provinciali e di fabbrica. La strategia per il recupero e riciclaggio delle materie prime viene avviata fin dal 1960 all’indomani della rivoluzione su iniziativa diretta dell’allora Ministro dell’Industria Che Guevara. Questa Fabbrica è come tutte di proprietà statale, ricade sotto la gestione del Ministero dell’industria, ha assunto l’attuale denominazione nel marzo 2015.

Il recupero e il riciclaggio dei materiali dai rifiuti industriali, commerciali e domestici svolge un ruolo importante nel ridurre l’incidenza delle importazioni per soddisfare il bisogno di materie prime per l’industria cubana, oltre ovviamente a diminuire il volume complessivo dei rifiuti e l’impatto sull’ambiente.

L’impresa di Mayabeque si occupa del recupero, riciclaggio e commercializzazione di materiali metallici (ferrosi e non ferrosi) e di altri materiali (vetro, carta cartone, stoffa ecc)

L’impresa occupa 153 lavoratori, tutti iscritti al sindacato, il salario base è intorno ai 500 pesos nazionali più un premio di produzione fino a 12 CUC (peso convertibile equivalente a 0,9 euro) per una media equivalente a poco più di 30 euro mensili.

La questione dei bassi salari dei lavoratori cubani prende larga parte della discussione. In proposito ci viene detto, e ci verrà ripetuto dai nostri interlocutori in tutti i nostri incontri, che questo è sicuramente un problema per Cuba a cui si cerca di dare risposta e per questo è al centro delle politiche di rinnovamento e riforme economiche, ma per una valutazione del reddito reale dei lavoratori bisogna anche tenere conto del prezzo bassissimo di case, energia, vestiti e alimentazione che sono sussidiati dallo stato e dei servizi gratuiti per la salute e l’istruzione garantiti a tutti i cittadini.

Segue una visita nei reparti dove scambiamo qualche battuta coi lavoratori e possiamo verificare di persona il problema delle tecnologie arretrate e le modalità artigianali con cui vi si cerca di ovviare.

Salutiamo quindi i compagni dell’Impresa Mayabeque e andiamo alla cooperativa che si occupa della raccolta e preparazione del materiale che viene poi conferito all’impresa di riciclaggio (statale).

La presidente e il gruppo dirigente nonché le rappresentanze sindacali della cooperativa sono tutte donne, anche se fra i lavoratori ci sono anche uomini. Cerchiamo di capire come viene considerata dalla gente che ci lavora la condizione di cooperatore, posto che la decisione di stimolare la nascita di cooperative viene per così dire dall’alto, in questo caso da una proposta del ministero dell’industria. Il ministero dell’industria, ci viene qui spiegato e ci verrà poi confermato nell’incontro che avremo al Ministero il giorno seguente, si propone di testare una quindicina di esperienze cooperative nell’ambito di quella che viene definita “industria leggera” come una via per alleggerire la gestione statale e stimolare decentramento e incremento della produttività e dei salari.

Le risposte delle persone che lavorano in cooperativa, non solo la presidente, sono tutte positive valorizzando in particolare la autonomia e la responsabilità che possono esercitare nel lavoro e soprattutto il fatto che si può realizzare un reddito significativamente più alto di quello di un lavoratore di una fabbrica statale.

Anche qui facciamo un giro fra i reparti dove ci vengono mostrate le modalità organizzative del lavoro di selezione e smistamento dei materiali raccolti e abbiamo modo di parlare con i lavoratori e le lavoratrici.

Lasciamo la cooperativa per spostarci alla fabbrica di refrattari Avana.

Questa è una fabbrica importante per la industria siderurgica e metallurgica che utilizza in gran parte i suoi prodotti. In questa fabbrica hanno adottato un sistema di retribuzione differenziati fra gli addetti alla produzione e il personale amministrativo e anche le sezioni sindacali sono due.

Dopo una breve presentazione della storia e dei prodotti dell’impresa ci mettiamo i caschetti protettivi e andiamo a visitare la fabbrica. Girando per i reparti incontriamo alcune presse di una impresa italiana, oggi nel gruppo Sacmi . Ci annotiamo la cosa come un possibile ambito di lavoro e scambio di informazioni fra i nostri sindacati. Molti i giovani che incontriamo nel nostro giro per i reparti e registriamo interesse e curiosità per la nostra visita ( anche il libro sul primo maggio viene molto apprezzato)

Alle 15 riprendiamo la via per l’Avana dove arriviamo dopo un’ora di viaggio. Ci facciamo lasciare sul molo del vecchio porto oggi non più attivo per il traffico commerciale. Una breve visita alla fiera dell’artigianato fra scatole magiche e maracas, sigari e ron, magliette e ritratti del “Che…

Cena in città prima di rientrare nei nostri alloggi nel quartiere di Miramar, non troppo tardi perché domani si parte presto per la provincia di Artemisa.

 

18 Febbraio – Visita alla provincia di Artemisa e incontro al ministero dell’industria

Partenza alle 8:30 per Artemisa. In poco più di un’ora arriviamo alla Imeca, una delle 5 fabbriche della Empresa Industrial de Riego, (sempre facente capo al Ministero dell’Industria) che produce meccanica agricola – incluso molini a vento e pompe; tuberia elettrica e sanitaria; componenti civili per forze armate.

L’Imeca occupa 1300 lavoratori, il suo obiettivo generale è al momento la sostituzione di importazioni e la riparazione di prodotti sul mercato cubano; in prospettiva avere la capacità/possibilità di esportazioni soprattutto nei paesi dell’area Centro e Sud America.

La linea di produzione dei mulini eolici è inoltre parte di una strategia di riconversione energetica verso fonti rinnovabili e si integra con programmi di produzione per pannelli solari.

Anche qui interessante occasione di discussione con dirigenti aziendali e sindacali che ripercorrono i temi principali già evidenziati negli incontri precedenti. Dalla questione del bisogno di aggiornamento tecnologico e aumento della produttività, a quelle di una maggiore autonomia e decentramento nelle decisioni, alla possibilità di avere salari più alti e migliore qualificazione professionale. Anche qui il sistema retributivo ha trovato soluzioni, condivise col sindacato che differenzia le retribuzioni su base professionale e di risultato. Rimane la questione del valore assoluto e del potere d’acquisto del salario dei lavoratori dell’industria, che rimangono molto bassi soprattutto in relazione a quella prte di lavoro indipendente collegato al turismo, che beneficia di ingressi in valuta estera.

La visita successiva è alla fabbrica di autobus “Evelio Prieto Guillama”, sicuramente la fabbrica più moderna che abbiamo visto. Sia per il livello tecnologico delle attrezzature che per la visione organizzativa e gestionale che viene espressa dal gruppo dirigente e sindacale aziendale.

Viene espressa per esempio a consapevolezza che occorre fare un salto tecnologico dalla tecnologia del motore benzina a direttamente quella elettrica, non avendo il tempo di passare per le tecnologie intermedie a gas e ibride, un ragionamento lungimirante che guarda allo sviluppo dell’industria cubana oltre i suoi attuali limiti e arretratezze, e considera il nesso delle compatibilità sociali e ambientali come vicoli per il modello di sviluppo. Mediamente alta è la scolarizzazione dei lavoratori occupati, con oltre il 40% di diplomati e l’8% di laureati. Nel corso della discussione è emerso come proprio la formazione professionale, potrebbe essere un terreno di collaborazione con la Fiom in particolare con il territorio di Bologna prevedendo scambio di esperienze e visita allo stabilimento della Bredamenarinibus.

La distribuzione del salario è piuttosto differenziata fra le diverse aree professionali con incentivi di risultato che concentrano sui reparti produttivi il 70% circa delle risorse disponibili.

Un incontro e una visita molto interessante, ci lasciamo con l’impegno a restare in contatto e verificare possibilità di cooperazione a breve.

Un rapido spostamento e siamo al ministero dell’industria, dove ci aspetta il Direttore Generale per lo Sviluppo Industriale Lazaro Trujillo.

All’incontro ci accompagna il segretario generale del sindacato dell’Industria Arturo Rodriguez

Il direttore ci espone con maggiore dettaglio quanto ci avevano detto i compagni del sindacato sul programma di riforma economica, in particolare sulle due questioni fondamentali dell’apertura agli investimenti stranieri, prevedendo la costituzione di società a capitale misto e della riduzione della gestione statale, incentivando la formazione delle cooperative, in particolare nella industria leggera e nei servizi.

Lazaro esprime una valutazione sulla urgenza delle riforme economiche che devono servire a rendere possibile mantenere il modello socialista. Per tenere questo difficile equilibrio serve una classe dirigente fortemente credibile e rispettata, e quindi occorre procedere fin tanto che ancora è in campo una parte dei protagonisti ed eredi della rivoluzione.

La questione dello sviluppo delle cooperative e del ruolo dei lavoratori e del sindacato in un modello partecipativo di economia e di impresa è un ambito interessante di discussione fra di noi mettendo a confronto l’esperienza del sindacato italiano e l’attuale fase di rinnovamento che coinvolge governo e sindacato cubani.

Nel salutarci il Direttore generale ci lancia l’invito a partecipare a CUBINDUSTRIA una importante fiera della industria cubana alla sua seconda edizione.

Un’ora di pausa, giusto il tempo per passare in camera a cambiarci, e ci ritroviamo per la cena offerta dal Sindacato dell’Industria e dove viene formalizzata la sottoscrizione di un protocollo di cooperazione fra FIOM e SNTI firmato dai due Segretari Generali Maurizio Landini e Arturo Rodriguez

Nel Protocollo si prevede di avviare relazioni specifiche di conoscenza e cooperazione fra il SNTI della Provincia di Mayabeque e la Fiom di Milano, fra il SNTI della Provincia di Artemisa e la Fiom di Bologna. Per i contenuti del protocollo rimando al testo originale allegato.

 

19 febbraio – provincia di l’Avana

Nell’ultimo giorno di permanenza a Cuba, è prevista una visita alla fabbrica metalmeccanica di rubinetteria – ferramenta idraulica e resistenze elettriche Greixa.

Come sempre incontriamo una accoglienza molto cordiale e interesse al confronto da parte dei dirigenti aziendali e sindacali, con i quali torniamo ad approfondire la discussone sulle condizioni di lavoro le prospettive di sviluppo dell’economia e dei salari.

La produzione di questo impianto è interamente assorbita dal mercato nazionale, assolve quindi all’obiettivo di parziale sostituzione delle importazioni ma la sua capacità produttiva è insufficiente per esportare sui mercati esteri. Un obiettivo che comunque si pone nelle strategie per il futuro anche se nell’immediato si punta a sviluppare linee di prodotti a più alta qualità per le industria turistica e la fascia alta del mercato domestico.

Sul piano più direttamente sindacale abbiamo verificato che il sistema retributivo concordato in azienda prevede uno schema di cottimo che porta a differenze salariali anche piuttosto ampie, almeno a leggere le tabelle e a quanto ci dice il direttore generale sulla forchetta retributiva che può variare dai 6-700 ai 1600 pesos più gli incentivi collettivi in valuta convertibile.

Nella visita ai reparti conversando coi lavoratori incontriamo anche qui diverse macchine utensili di produzione italiana, in particolare della zona bresciana e milanese.

La visita si conclude nella mensa aziendale dove incontriamo e parliamo con le lavoratrici e i lavoratori in pausa pranzo, in un clima di cordialità e amicizia che suggella perfettamente una settimana di incontri e contatti di grande spessore umano oltre che di interesse politico-sindacale.

Voglio chiudere con una frase che suoni come un aforisma a commento di questa visita della Fiom a Cuba in un momento di grande trasformazione e di attenzione verso questa straordinaria isola (leggevo che anche i Rolling Stones dovrebbero chiudere il loro tour in america latina aggiungendo una data a L’Avana) lo faccio citando la frase di Bruno Buozzi ripresa da un nostro manifesto e che suona come un augurio e un impegno per la fiom e per i compagni cubani:

 

IL PROGRAMMA È… RIMANERE NOI STESSI IN MEZZO A TUTTE LE TEMPESTE

 

Hasta la victoria….siempre

 

 

 

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Category: Lavoro e Sindacato, Osservatorio America Latina

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