Camusso chiede la scomunica di Landini

| 5 Febbraio 2014 | Comments (0)

 

 

Sulla lotta aperta tra la Fiom e la Cgil pubblichiamo cinque testi che documentano la gravità delle posizioni della Camusso che chiede la scomunica di Landini non volendo che via sia una vera discussione sulle posizioni della Fiom nel Congresso generale della CGIL. I primi tre testi sono di oggi 5 febbraio. Pubblichiamo anche la prima denuncia di quanto stava accadendo da parte di Sara Farolfi (30 gennaio) e l’allora smentita da parte del portavoce della Camusso.

 

1. Salvatore Cannavò: Camusso chiede la scomunica di Landini. “Devono processarlo”

[Il fatto quotidiano, 5 febbraio 2014]

Il segretario del sindacato CGIL, con una lettera scritta di suo pugno, chiede al Collegio statutario del sindacato se sia possibile punire il numero uno della Fiom. Al centro delle polemiche, le critiche del leader dei metalmeccanici per l’accordo firmato con Confindustria sulla rappresentanza

Se la domanda che Maurizio Landini aveva posto a Susanna Camusso nel corso dell’ultimo direttivo nazionale della Cgil era: “Che fai mi cacci?”, la risposta è di marmo: “Sì, ci provo”.

Questo è il senso del documento che pubblichiamo in questa pagina e che dimostra il tentativo del segretario della Cgil di sanzionare sul piano disciplinare quello che ormai è il suo nemico numero uno in Cgil, Maurizio Landini. Camusso, infatti, in qualità di iscritta alla Cgil “con tessera n° 718519” ha inviato una lettera al Collegio Statutario della Cgil (leggi il testo nel documento 2) per sapere se il segretario della Fiom possa ritenersi non vincolato alle decisioni del Comitato direttivo della Cgil e quale rimedio o sanzione possa essergli comminato. La lettera è del 22 gennaio 2014 con la firma in calce del segretario generale della più grande organizzazione sindacale in Italia. La quale, nel vivo della crisi sociale e dello stesso congresso della sua organizzazione, si espone in prima persona nel tentativo di sanzionare uno degli esponenti più in vista del suo stesso sindacato, segretario della categoria più rappresentativa e storica della Cgil: i metalmeccanici.

Landini potrebbe vedersi comminata una sanzione che va dal “biasimo scritto” fino “all’espulsione” passando per la “sospensione della carica” da 3 a 12 mesi o per “la sospensione delle facoltà di iscritto”. Il Collegio statutario nazionale della Cgil, formato da Wilma Casavecchia, Enza Severino e Michele Gentile, ha risposto due giorni fa ai due quesiti della Camusso. Nella Cgil, scrivono, è previsto il diritto al dissenso e “la salvaguardia della pari dignità delle opinioni a confronto prima della decisione”, ma secondo l’articolo 6 lo Statuto prescrive “l’unicità dell’organizzazione”. Quindi, “prima delle decisioni” si può discutere liberamente in nome del diritto al dissenso, ma “dopo le decisioni degli organismi dirigenti competenti” scatta il principio della “unicità dell’Organizzazione” che, a quel punto, è rappresentata dalle decisioni assunte dall’organismo stesso. “Ne consegue – si legge nel testo del Collegio – che comportamenti difformi o assunti in violazione di detti valori rappresentano, una volta accertati, inadempienza statutaria”. Si fa riferimento, quindi, allo Statuto della Cgil, Titolo V, articolo 26 là dove si prescrivono le “sanzioni disciplinari” possibili per l’iscritto. Che, come abbiamo visto, sono di quattro gradi. In quel caso a esprimersi sono i Comitati di garanzia interregionali (quello del centro per Landini) e, nel caso di ricorso avverso, il Comitato di Garanzia nazionale.

Il percorso è lungo e affonda nelle tecniche di funzionamento di un’organizzazione complessa come la Cgil. Ma il passo di Camusso è un segnale fortissimo sul piano dei rapporti interni. Un passo “tipico del personaggio” dice chi la conosce bene e che Camusso fece già quando, da segretaria regionale in Lombardia, mosse una procedura contro la segretaria milanese della Fiom, Maria Sciancati, poi ritirata.

Il caso attuale, invece, nasce dall’accordo sulla Rappresentanza che la Cgil ha firmato insieme a Cisl, Uil e Confindustria. Un accordo che, sostanzialmente, stabilisce dei criteri nuovi per sancire la rappresentatività di un sindacato (il 5 per cento tra consensi e iscritti); la presenza del 51 per cento dei mandati, a livello aziendale o nazionale, perché un accordo sia valido; la sanzionabilità di scioperi da parte di strutture sindacali o di Rsu contro gli accordi siglati e, infine, l’istituzione di commissioni arbitrali formate, pariteticamente, dai sindacati confederali e dagli imprenditori, nel caso di divergenze.

Landini ha tuonato contro questo testo giudicandolo lesivo dell’autonomia della categoria e dei diritti costituzionalmente definiti di quei lavoratori. In quell’occasione terminò il proprio intervento con queste parole: “Se si pensa che qui decidiamo tutto a me e alla Fiom non mi avete vincolato e discuterò con la Fiom e i delegati su quello che c’è da fare. Sappiatelo con precisione”. Nelle sue conclusioni Camusso non si tirò indietro: “Sono state fatte una serie di affermazioni (…) su alcune di queste la parola spetterà ai nostri organismi di garanzia”. Detto, fatto.

 

2. Susanna Camusso: Lettera al Collegio Statutario perché valuti il comportamento del segretario nazionale  della Fiom Maurizio Landini

[Il fatto quotidiano, 5 Febbraio 2014]

Ecco il testo della lettera: “Io sottoscritta Susanna Camusso, tessera numero 718519 del 2013 (non essendomi ancora stata consegnata la tessera 2014), chiedo al Collegio Statutario di appurare se è coerente o consentito che il Segretario Generale di una Categoria, nel caso Fiom-Cgil, affermi che le decisioni del Comitato Direttivo non sono per lui e per la sua categoria un vincolo, e che non essendo vincolato discuterà con la Fiom-Cgil e i delegati quello che c’è da fare. Dichiarazioni (che allega a parte, ndr) rese nell’intervento al Comitato Direttivo e reiterate ripetutamente alla stampa. Chiedo, inoltre, al Collegio Statutario se si è in violazione della norma, come si possa determinare il rimedio o la sanzionabilità del comportamento stesso

 

3. Landini replica alla scomunica della Camusso: Fatto Gravissimo

[Il fatto quotidiano, 5 febbraio]

Se la Cgil” fosse davvero pronta adenunciare la Fiom agli organi di garanzia del sindacato sull’accordo sulla rappresentanza “sarebbe un fatto gravissimo”. Lo dice il segretario della Fiom, Maurizio Landini, in riposta a una lettera della segretaria Susanna Camusso al Collegio Statutario del sindacato, svelata oggi da il Fatto Quotidiano. Nella lettera, il segretario conferederale chiede all’organo di attivarsi contro Landini “per appurare se è coerente o consentito che il segretario generale di una categoria, la Fiom-Cgil, affermi che le decisioni del comitato direttivo non sono per lui e per la sua categoria un vincolo”.

Intervenendo a “L’Economia Prima diTutto” su Radio1 Rai, Landini ha affermato: “Non ne so nulla, per quello che mi riguarda abbiamo chiesto” alla Cgil “di ottenere che i lavoratori possano votare e decidere sugli accordi. Una richiesta di democrazia minima – spiega il leader Fiom – e se ad una richiesta simile ci fosse una risposta della Cgil di questa natura” attraverso gli organi di garanzia del sindacato “sarebbe un fatto gravissimo”. Comunque, ha concluso, “quello che mi interessa è concentrarmi su Electrolux, su Fiat, sui lavoratori in cassa integrazione, su chi è in difficoltà e non ha un lavoro: dobbiamo concentrarci su questi temi, mi concentro su questi temi”.

 

 

4. Sara Farolfi: Lo scontro Fiom/Cgil. Landini verso il processo interno

[www.pagina99.it , 30 gennaio 2014]

 

Lo scontro sulla rappresentanza finisce ai probiviri. Camusso avrebbe aperto il procedimento disciplinare verso il leader della Fiom, per le sue parole contro l’accordo del 10 gennaio. Ma la Cgil smentisce

La segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, avrebbe dato il via libera al deferimento di Maurizio Landini, leader dei metalmeccanici della Fiom, agli organismi competenti della confederazione per valutare se ci sia stata, da parte del segretario Fiom, una violazione delle norme statutarie. L’oggetto dello scontro è l’accordo sulla rappresentanza firmato il 10 gennaio scorso da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Landini, che contesta metodo e merito di quell’accordo, ha dichiarato “illegittima” l’intesa e ha chiesto di sospendere il congresso del sindacato per metterla al voto dei lavoratori. Camusso, nell’ultimo direttivo della confederazione che ha dato il via libera all’accordo, aveva lasciato intendere una verifica in questo senso, con la conseguente richiesta di un parere alla Commissione statuto, circa l’esistenza dei requisiti per l’avvio di un procedimento disciplinare. Parere positivo, a quanto risulta a pagina99, in seguito al quale Landini sarebbe ora “imputato” in un procedimento che può concludersi con un provvedimento disciplinare.

Il presidente della Commissione statuto, l’organismo garante del rispetto dello statuto della confederazione, interpellato sul punto, rifiuta di rispondere. Lo statuto della Cgil dice chiaramente che gli accordi interconfederali (come quello sulla rappresentanza) non possono essere oggetto di discussione, e tantomeno di non applicazione da parte delle categorie. Landini, nel suo intervento al direttivo, pubblicato integralmente in questi giorni dalla rivista della Fiom e accompagnato da un titolo che non sembra affatto casuale – “Dei diritti e delle pene” – lo ha detto chiaramente: “Se qualcuno pensa che decide il direttivo e questo vincola tutti, vi sbagliate, vi è chiaro cosa sto dicendo? Se si pensa che qui decidiamo tutto, a me e alla Fiom non mi avete vincolato e discuterò con la Fiom e con i delegati su quello che c’è da fare”.

L’accordo siglato da sindacati e imprese scrive le regole in base alle quali i sindacati saranno o meno legittimati a trattare la sottoscrizione di contratti. La Fiom ne contesta diversi punti. A partire dal fatto che i diritti sindacali di ogni organizzazione saranno condizionati anche dalla partecipazione o meno alla trattativa. Nel caso della Fiat, per fare un esempio, la Fiom che non ha siglato l’ultimo contratto ed è perciò esclusa dalla trattativa, potrebbe non godere dei diritti sindacali. Fino alle sanzioni, che potrebbero applicarsi ai delegati sindacali che contestino un accordo, e all’arbitrato, che prevede l’intervento delle confederazioni qualora le categorie non riescano a mettersi d’accordo. La Cgil rigetta tutte le accuse e sostiene che il “testo unico” firmato rispecchia il contenuto di altri accordi in precedenza avallati anche dalla Fiom. E il congresso, che si concluderà a Rimini a inizio maggio, non è che alle sue battute di inizio.

 

5. Massimo Ghibelli, portavoce del segretario generale CGIL: E’ falso il deferimento di Landini ai probiviri o altro organismo interno

[www.pagina99.it, 30 gennaio 2014]

Questo articolo contiene molti errori e alcune notizie totalmente prive di fondamento. – E’ falso il deferimento del Segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ai probiviri o ad altro organismo interno. – E’ falso che il segretario generale della Fiom-Cgil sarebbe imputato in qualsivoglia procedimento disciplinare. – La ricostruzione dei fatti che avrebbero portato a un simile provvedimento è fantasiosa e priva di alcun veritiero riscontro. – L’articolista dimostra di non aver chiari i compiti e le funzioni degli organismi interni alla Cgil commettendo nell’esposizione errori banali che portano a informazioni errate (ad esempio la “commissione statuto” non esiste, nello Statuto si parla di Collegio statutario nazionale – art. 29 – che non è luogo disciplinare ma interpretativo). – Sono riportate notizie false in merito alle intese di cui parla questo articolo dimostrando così di non averne conoscenza diretta. Cordiali saluti Massimo Gibelli Portavoce del Segr. Gen. Cgil




Category: Lavoro e Sindacato

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