Bruno Giorgini: Il cardinale e il commendatore. Esperimenti di carità sociale a Bologna

| 7 Ottobre 2019 | Comments (0)

 

 

 

 

 

Dovendo dire i nomi di qualcuno che caratterizza la Bologna sociale oggi, sarebbero certamente Roberto Morgantini e Matteo Zuppi. Accomunati da una pratica di carità sociale che sembra essere la dimensione odierna dell’antica vocazione riformista propria alla città emiliana.Il valore sociale della loro opera è stato riconosciuto per un verso dallo stato, nella figura del Presidente della Repubblica che ha insignito Roberto Morgantini commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica, e del Papa che ha elevato Matteo Zuppi alla porpora cardinalizia.Ma cosa c’è di eccezionale in queste nomine e riconoscimenti: dopo tutto di commendatori e cavalieri, così come di cardinali, l’Italia è prodiga. Per l’intanto la personalità e il percorso di ciascuno di loro. Roberto Morgantini già militante del movimento studentesco nel ’68, quindi sindacalista fortemente impegnato su versante dei diritti umani e civili dei migranti, infine fondatore delle Cucine Popolari. Matteo Zuppi, prete di strada a Roma, nelle famose periferie degradate, che diventa arcivescovo di Bologna, fino al suo arrivo diocesi sempre in mano alla parte più reazionaria del clero, e che organizza un pranzo per i poveri dentro la basilica di San Petronio con la presenza del Papa, con grande scandalo dei benpensanti qualcuno arrivando a parlare di “profanazione”.

Nasce così con le Cucine Popolari di Morgantini alla cui organizzazione e gestione partecipano decine di volontari, e con le iniziative della chiesa di Zuppi anch’esse molto partecipate, quella che ho chiamato “ carità sociale”, un vero e proprio movimento urbano per contrastare la povertà, a cominciare dal problema di mettere assieme il pranzo e la cena, fin dalla colazione del mattino, per centinaia di persone indigenti. Con un’attenzione a coinvolgerle, quando sia possibile, nelle attività, dal servire in tavola alle pulizie fino alla cucina vera e propria. Anche le parole sono scelte con cura: non “mensa popolare” ma “cucina popolare” col senso di sentirsi quasi nella cucina di casa propria, un luogo dove si può anche restare a fare quattro chiacchere, a scambiarsi opinioni e barzellette, storie di vita e dolori di famiglia.

Le Cucine Popolari nascono finanziate da una colletta di massa, quando Roberto sposandosi con la sua compagna di tanti anni Elvira, chiede non doni per sè ma fondi per il suo progetto contro la povertà, e la solitudine specifica subito, perchè essere povero nella nostra società diventa ben presto una stimmate che ti tiene da parte, in una cantone dove non ti si vede, non ti si sente, e al massimo ti vengono offerti alcune monete quando tendi la mano vergognoso. L’incontro con Zuppi, che apre la chiesa al mondo, innanzi tutto il mondo dei poveri non solo sul terreno della contrasto alla fame, ma anche su questioni come il diritto all’abitare che l’arcivescovo, oggi cardinale, ribadisce più volte non temendo le occupazioni di case ma in qualche modo riconoscendole, moltiplica la forza dell’iniziativa delle Cucine Popolari e viceversa.

Zuppi e Morgantini camminano la mano nella mano, pur nella distinzione delle rispettive storie e collocazioni anche istituzionali, Zuppi non dimenticando mai di essere pure pastore di anime, e disegnano insieme una nuova città della carità sociale. D’altra parte come dice Zuppi “Non esiste un bene cattolico, perchè il bene comune è di tutti, e dobbiamo cercarlo insieme agli altri…” . Credo che, in altri termini, Zuppi e Morgantini abbiano introdotto un concetto e una pratica della carità sociale innovativo per l’intera società e convivenza civile. Qualcosa che va oltre la stessa accoglienza per arrivare a modellare nuovi rapporti tra i cittadini.

Ma in questa storia che stiamo raccontando dove è finita la politica. Se si aprono le pagine dei social si scopre che un intellettuale un tempo organico per dirla con Gramsci, però oggi senza partito come si fa, Fausto Anderlini, cerca di salvare in qualche modo l’homo politicus, con molta ironia e un filo di disperazione. Epperò il sindaco, nella vita della città tradizionalmente molto significativo, si trova ridotto alla sua funzione amministrativa in senso stretto ( la “buona amministrazione”), e nonostante i suoi tentativi di comparire al fianco dei due mattatori, si intende essere piuttosto a latere, spaesato.

Mentre il PD, con un occhio alle elezioni sia locali che nazionali, sembra camminare sulle uova, senza uno spunto di fantasia e coraggio nemmeno a pagarlo a peso d’oro. Insomma i poveri non sembrano, al di là delle parole anch’esse striminzite, rientrare nel suo orizzonte politico. La destra invece strepita assai soprattutto contro il cardinal Zuppi, anche sopra le righe e con cadute di stile catastrofiche, ma non è abituata a aver contro la chiesa, e c’è da capirla. Infine, in questa rapida e molto molto schematica carrellata, le persone alla sinistra del PD plaudono e partecipano, i più giovani con entusiasmo, e pure alcuni vecchi militanti storici dell’estrema sinistra. Perchè la città della carità sociale – una città dove nessuno è straniero, nessuno è escluso, apre spazi indubbi a una prassi che lavori sull’estremo della società, cercando di costruire una rappresentanza della cittadinanza che includa i poveri e gli sfruttati, coloro che da troppo tempo non hanno potere di parola e d’azione.

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Category: Cibi e tradizioni, Culture e Religioni, Economia solidale, cooperativa, terzo settore, Lavoro e Sindacato, Politica, Precariato, Welfare e Salute

About Bruno Giorgini: Bruno Giorgini è attualmente ricercatore senior associato all'INFN (Iatitutp Nazionale di Fisica Nucleare) e direttore resposnsabile di Radio Popolare di Milano in precedenza ha studiato i buchi neri,le onde gravitazionali e il cosmo, scendendo poi dal cielo sulla terra con la teoria delle fratture, i sistemi complessi e la fisica della città. Da giovane ha praticato molti stravizi rivoluzionari, ha scritto per Lotta Continua quotidiano e parlato dai microfoni di Radio Alice e Radio Città. I due arcobaleni - viaggio di un fisico teorico nella costellazione del cancro - Aracne è il suo ultimo libro.

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