Lorena Lusetti: Grigio come il sangue

| 2 Dicembre 2014 | Comments (0)

 


In questo romanzo  di Lorena Lusetti Grigio come il sangue Damster 2014 ritroviamo l’investigatrice privata Stella Spada, già protagonista dei precedenti “L’Ombra della Stella” e “Terra alla Terra”. Stella viene ingaggiata da una signora anziana, immobilizzata su una sedia a rotelle, che abita in un grande palazzo popolare in una periferia degradata. In questo enorme condominio negli ultimi cinque anni diverse persone sono morte, ed ogni decesso è sempre stato archiviato dalla polizia come incidente o suicidio. La signora Adelina è convinta che ci sia un filo conduttore dietro queste morti, che secondo lei hanno una causa diversa da quella stabilita, si tratterebbe quindi secondo lei di omicidi seriali. Attorno a Stella ruotano alcuni dei personaggi già incontrati nei romanzi precedenti, e altri nuovi.

Il personaggio di Stella è ambiguo, sempre oscillante tra l’essere madre affettuosa e convenzionale e investigatrice con un suo personale codice di giustizia da fare rispettare. Continua il suo rapporto con il commissario Marconi. Lui la ritiene responsabile della morte di Silvia (ex proprietaria della agenzia investigativa rilevata da Stella dopo la sua morte), però è anche attratto da lei. Stella ha bisogno di lui per le informazioni che le può dare, utili al suo lavoro.

La sua vita è complicata dagli incontri con la precedente proprietaria dell’agenzia, che le appare ogni tanto per darle consigli, oppure rimproverarla, o soltanto per farle sentire la sua presenza. Stella sembra senza scrupoli, in realtà, nel suo modo folle, agisce con l’intento di riportare la giustizia dove sembra non esserci speranza di ottenerla in altro modo.

 

 

Elsa Galluzzo: Una recensione a Grigio come il sangue di Lorena Lusetti

 

Già leggendo il titolo, ritroviamo un sunto di tutto quello che è Stella e la sua storia. Ritorna la dualità o l’opposizione che ritrovavamo già nel nome: Stella Spada.Il grigio, infatti, nasce dall’unione del bianco e del nero, che comunemente rappresentano il bene e il male, la vita e la morte. Correlando il grigio con il rosso, Lorena sembra quasi evocare la triade cromatica arcaica che in occidente, fino al medioevo, era costituita proprio dal bianco, dal nero e dal rosso e che simbolicamente rappresentava appunto le tenebre, la luce e il sangue.

Il grigio è il colore della nebbia e del cemento e, come sosteneva Kandinsky, rappresenta “una immobilità desolata”.

Ed è proprio in un luogo indefinito, grigio e nebbioso, apparentemente quieto ed ovattato, che veniamo immediatamente catapultati insieme a Stella. E’ un ambiente un po’ claustrofobico nel quale assistiamo incantati a come il colore rosso, in modo del tutto inaspettato prende vita. Una bellissima immagine, attraverso la quale Lorena, lasciandoci incantati, riesce ad animare questo mondo assolutamente privo di movimento e di suono.

Il colore grigio, comunque, ritorna in tutto il romanzo.

In qualche modo, è il colore delle indagini di Stella. Infatti, lei si ritrova nella più “estrema periferia nord, nella parte più bassa e piatta della città” di Bologna piena di cemento, anonima, apparentemente senza vitalità, dove vivono vecchine indigenti, con case, a modo loro, pulite e accoglienti. Si ritrova in un mondo ai margini della legalità, dove si ramifica una malavita suburbana piuttosto colorita.

Il grigio è il colore che ricopre l’anima e il cuore di Stella. La totale assenza di affetti, il senso di vuoto e una forte sensazione di solitudine, sono i suoi compagni abituali. La sua ricerca di solitudine, che appaga rifugiandosi nel proprio ufficio è controbilanciata da un profondo senso di vuoto e dalla nostalgia per una vita normale, che anche se a portata di mano, si nega.

Stella vive tre vite parallele (sogno – realtà – paranormale) caratterizzate tutte dalla tonalità del grigio.

Ed è proprio in questo assomigliarsi, accomunati dal colore grigio, che i suoi tre mondi si incontrano e si fondono, in un modo crescente e decisamente inquietante.

Stella, vedremo, che, grazie ad alcuni dettagli, riuscirà un pò per volta a colorare questo grigio, riconoscendo i luoghi e i personaggi che popolano i suoi sogni, anche grazie all’aiuto che riceverà dal mondo paranormale.

E tutto questo avviene in un susseguirsi di situazioni che Stella vive tra sogni e visioni, che appaiono come ricordi o piuttosto anticipazione del futuro, passando dal mondo visibile a quello invisibile e talvolta distinguendo con difficoltà ciò che è reale da quello che non lo è.

Nel romanzo è come se si svolgessero due indagini parallele.

Da una parte, c’è il caso irrilevante per la polizia, che si dipana sotto l’investigazione di Stella, alla ricerca del colpevole non ancora svelato.

Dall’altro, invece, si svolge, in modo più sfumato, l’indagine che Marconi svolge nei confronti di Stella, ritenendola colpevole di più omicidi, ma che rimane solo nei suoi propositi, perché, nonostante tutto, l’integerrimo commissario subisce impotente il fascino di Stella.

Stella, per nulla scontata, è piuttosto scaltra e intelligente. Il suo umorismo spesso macabro e sfrontato è l’aspetto che la rende umana e forse addirittura simpatica al lettore. Nella sua professione, benché appaia decisamente sgangherata, è piuttosto intuitiva ed efficace. Non ha paura di niente e di nessuno. Da un lato si muove in modo freddo e spietato e dall’altro agisce sull’onda del sentimento. Le conseguenze dei suoi atti non la sfiorano minimamente. Le sue azioni estemporanee la rendono imprevedibile e piuttosto pericolosa.

Il suo amore e senso di protezione nei confronti dei bambini, la porta a proteggerli fino a diventare uno spietato angelo vendicatore. In lei forza e debolezza, si alternano confondendo l’interlocutore. L’immagine che offre di sé, fa si che venga spesso sottovalutata. Forse, l’unico che conosce o meglio intuisce la sua vera natura è il commissario Marconi.

Il sentimento di giustizia personale è quello che da il ritmo alla sua indagine. Nel contempo, il senso di colpa la spinge a reinventare il passato, per renderlo meno inaccettabile ed ecco che le sue vittime improvvisamente muoiono “incidentalmente per mano sua”. Ha difficoltà a stringere rapporti amichevoli e i suoi goffi tentativi di sorridere, si trasformano spesso in smorfie spaventose. Ma, in questo romanzo succede qualcosa, il cuore di Stella si scalda fino ad arrivare a dichiarare: “Voglio bene a Filippo, voglio bene anche ad Alda”. Finalmente trova un’amica.

Ha uno stranissimo rapporto con l’amore. Non ritenendosi capace di amare, preferisce essere solo spettatrice, rubando occasionalmente calore e affetto dall’ex marito e dal figlio. Lei stessa si definirà “una ladra d’amore”. La sua unica felicità è quella di potere stare con il figlio, dal quale però si tiene lontana, perchè “è come se fossi radioattiva, vicino a me si può stare solo per un tempo minimo, poi si rischia l’intossicazione.”

Il modo di scrivere di Lorena è diretto e immediato e riesce facilmente ad incuriosire il lettore. Gestendo tutti questi ingredienti e con una certa ironia, ci svela come la nascita di un libro è accompagnata da qualcosa di quasi magico. Leggendo il suo romanzo, è come se diventassimo protagonisti della storia, anche se forse solo come spettatori. La magia, fa si che, anche se la storia è certamente di fantasia, i sentimenti che ci stimola e provoca sono più che mai reali. Ed ecco che passiamo dal provare affetto e simpatia, ad avere una sensazione di tristezza, ansia ed inquietudine. Sentiamo la fatica dell’arrancare di Stella convalescente. Spesso rimaniamo stupiti o perplessi di fronte allo svolgersi degli eventi.

Ma la cosa più sorprendente sono i personaggi, descritti con grande maestria. Ed ecco che Alda e Adelina diventano le nostre vicine di casa. Ci sembra di stare facendo colazione da Benito, il barista, nel tavolo vicino a quello di Stella. Ci viene l’acquolina in bocca di fronte alla ruola di lasagne fumanti e ci prende una voglia improvvisa di bere un bel bicchiere di Lambrusco e fare due chiacchiere con Stella.

Io, che ho avuto il piacere di potere leggere il romanzo anticipatamente, voglio proprio sottolineare la capacità che Lorena ha di rendere reale la fantasia. Di farci sentire parte della storia, anche se, magari, solo tramite lo spioncino della nostra porta.

 

Le foto riportate sono relative alla presentazione del libro il 1 dicembre 2014  alla Sala Falcone e Borsellino del Centro Civico Quartiere Reno in Via Battindarno 121 in Bologna Ha dialogato con la scrittrice Elsa Galluzzo, letture e musica a cura di Debora Pometti, Romano Romani e Carlo Alberto Garani dell’Associazione “Libri e Dintorni”.

 




 

 


 

 

Category: Gialli e noir

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About Lorena Lusetti: Lorena Lusetti: Sono nata e vivo a Bologna, lavoro come segretaria, ed è proprio dall’ambiente lavorativo e dalla vita d’ufficio che traggo gli spunti per tratteggiare i personaggi dei miei romanzi. Scrivo storie e racconti di ogni genere, prediligo però il giallo e il noir, le vicende criminose sono in gran parte ispirate a fatti di cronaca. Nel 2006 ho pubblicato “Una Serata Tranquilla”, www.ilmiolibro.it, romanzo giallo/noir ironico e grottesco che ha per protagonista Rosa Moretti, una improbabile commercialista investigatrice.nNel 2008 ho pubblicato “FerieFobia”, Giraldi Editore. Una nuova avventura per Rosa Moretti, viaggiatrice per caso, alla ricerca di uno spietato assassino. Nel 2010 2 racconti nell'antologia stampata a conclusione del concorso “Scrivi con lo scrittore 2010”, organizzato dal Comune di Bologna; un racconto nell'antologia “E' solo poesia” GDS Edizioni. Nel 2011: in seguito alla partecipazione a concorsi letterari ho pubblicato diversi racconti in alcune antologie. Nel 2012: ho pubblicato “L’Ombra della Stella”, Damster editore. Romanzo noir. La protagonista è Stella Spada, una segretaria dalla vita tranquilla, che cambia lavoro e diventa, suo malgrado, un’investigatrice di professione con un senso della giustizia molto personale.

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