Zerocalcare: Ferro e piume. Nasrin racconta la storia della sofferenza del popolo curdo.

| 9 Novembre 2015 | Comments (0)
Diffondiamo da  Q code magazione del 9 novembre 2015 l’articolo di Luca Rasponi: Nona arte la Siria di Zerocalcare

Con “Ferro e piume” Zerocalcare dà un seguito ideale a “Kobane calling”, tornando a raccontare su Internazionale la drammatica situazione siriana senza mai rinunciare al suo stile.

 

Mentre gira l’Italia per presentare il suo ultimo lavoro, “L’elenco telefonico degli accolli” (Bao Publishing), Zerocalcare continua a stupire. E lo fa con una storia breve pubblicata su Internazionale: una storia intitolata “Ferro e piume”, che racconta un episodio della guerra in Siria dall’insolito punto di vista del fumettista di Rebibbia.

Insolito per chi lo segue regolarmente, abituato a tematiche ben più leggere e al contesto familiare della periferia romana, ma ancora di più per chi non conosce o conosce poco Zerocalcare, che si avvicina a un argomento difficile come la resistenza curda in Siria senza rinunciare al suo carico di umorismo e ironia.

Proprio così: in “Ferro e piume” Michele Rech riprende il suo racconto di viaggio cominciato con “Kobane calling” (pubblicato a gennaio 2015 sempre su Internazionale), scegliendo questa volta di soffermarsi su una singola tappa del tragitto tra Qamishlo e la capitale del Kurdistan siriano.

 

 

 

In un luogo imprecisato lungo il percorso i compagni di viaggio del fumettista – attivisti dell’associazione Rojava Calling – decidono di fermarsi per conoscere una persona alla quale la i combattenti curdi sembrano tenere particolarmente. Si tratta di Nasrin, comandante dell’Unità di protezione delle donne del Rojava (YPG), che si presenta con l’aspetto mite di una giovane donna con gli occhiali.

CON IL PROCEDERE DELLA NARRAZIONE PERÒ EMERGE TUTTA LA SUE FERMEZZA, LA DETERMINAZIONE A DIFENDERE UNA TERRA E UN POPOLO CHE LA RENDONO COSÌ STIMATA TRA LA SUA GENTE. NASRIN RACCONTA LA SUA STORIA, MOSTRA A ZEROCALCARE E AI SUOI COMPAGNI I LUOGHI DELL’ORRORE E DELLA SOFFERENZA DEL POPOLO CURDO, CHE IN SIRIA SI RITROVA SCHIACCIATO TRA L’OSTILITÀ TURCA A NORD E L’AVANZATA DELLO STATO ISLAMICO A SUD.

La particolarità di questo racconto sta proprio nel modo in cui la figura di Nasrin emerge dal contesto che la circonda: per la sua calma apparente in uno scenario di lotta disperata per la vita, e soprattutto per la forza dei suoi principi e della sua umanità sullo sfondo dello stile dissacrante e disilluso con cui Zerocalcare è solito narrare il mondo che lo circonda.

 

 

La stessa presa di contatto tra il “personaggio” Zerocalcare e la “persona” Nasrin, con la sua carica drammatica di realtà, produce un effetto straniante ma profondamente efficace, perché permette ai lettori di immedesimarsi nello sguardo di Michele Rech, che proprio sulla sua “normalità” e comunanza di atteggiamenti e interessi con tanti ragazzi della sua generazione ha creato l’alter ego Zerocalcare, a partire da una solida base autobiografica. Quei ragazzi che sono i suoi lettori più affezionati, e che grazie a questa storia hanno l’opportunità di fare un passo avanti nella conoscenza di una vicenda che magari finora li aveva interessati solo marginalmente.

TRA UNA BATTUTA E L’ALTRA, CON UNO STILE FORSE LONTANO DAI CANONI DEL GRAPHIC JOURNALISM MA SENZA TROPPI GIRI DI PAROLE, IL FUMETTISTA RACCONTA UNA SITUAZIONE GEOPOLITICA COMPLESSA, OFFRE UNA TESTIMONIANZA UMANA SINCERA E IMMEDIATA, RACCONTA L’INASPETTATA PARITÀ DI GENERE TRA I COMBATTENTI DELLA RESISTENZA, TESTIMONIA LA SOFFERENZA CHE ACCOMUNA ARABI E CURDI NEL CIMITERO DEI MARTIRI DELLA CITTÀ DI DERIK.

Il racconto di Zerocalcare si conclude con un breve momento di allegria: una foto di gruppo accanto a un antico ponte romano, che rappresenta al contempo un sorprendente legame tra i presenti e il simbolo dell’amore per la propria terra che anima la resistenza curda. Il senso di una battaglia e le sue implicazioni: nel giorno di elezioni mai così drammatiche nella vicina Turchia, un messaggio da tenere ben chiaro in mente.

 

 

Category: Fumetti, racconti ecc..

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About Michele Rech: Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, è nato ad arezzo nel 1983. Il nome d'arte "Zerocalcare" nasce quando, dovendo scegliersi un nickname per partecipare ad una discussione su internet, si ispirò al refrain dello spot televisivo di un prodotto anti-calcare che stava andando in onda in quel momento. Aderisce allo stile di vita dello straight edge (derivante dall'hardcore punk), che prevede l'astinenza dall'uso di tabacco, alcool e droghe.Nato ad Arezzo cresce prima in Francia, paese d'origine della madre e poi a Roma. Inizia la sua attività di fumettista alla fine delle scuole superiori, realizzando un racconto a fumetti delle giornate del G8 di Genova del luglio del 2001. Partecipa alle edizioni di Crack Fumetti Dirompenti al Forte Prenestino e numerose manifestazioni organizzate in centri sociali italiani, per i quali ha illustrato innumerevoli locandine per concerti e manifestazioni, oltre che copertine di dischi e di fanzine di artisti di genere punk rock, hardcore e Oi!. A partire dal 2003 lavora come illustratore presso il quotidiano Liberazione, e collabora con il settimanale Carta e con il mensile la Repubblica XL (spazio italian underground), con la rivista Canemucco e con la divisione online della DC comics, Zuda.com. Nel 2006 pubblica due storie sul volume a fumetti GeVsG8. Nel 2007 realizza in collaborazione con Push/R, il fumetto La politica non c’entra niente, che trae spunto dall'omicidio di Renato Biagetti. Nel 2011 pubblica in occasione del decennale del G8 di Genova una storia autobiografica dal titolo A.F.A.B. Nell'ottobre 2011 pubblica il suo primo albo a fumetti, dal titolo La profezia dell'armadillo, prodotto dal disegnatore Makkox, che in breve tempo riscuote grande successo e viene ristampato per cinque volte. Successivamente ne viene realizzata una edizione a colori dalla Bao Publishing. Il titolo dell'albo è dovuto al personaggio dell'Armadillo, quasi sempre presente nelle storie di Zerocalcare, che rappresenta una proiezione della personalità dello stesso autore. A partire dal 2011 avvia un blog a fumetti, zerocalcare.it in cui pubblica brevi racconti a sfondo autobiografico. Il blog è visitato ogni giorno da migliaia di lettori. Il suo blog rappresenta uno dei pochi esempi in italia di "blog dei fumetti", genere fiorente in Francia, ma quasi sconosciuto in Italia. Nel 2012 pubblica il suo secondo albo a fumetti, dal titolo Un polpo alla gola. Le prime due tirature – dodicimila copie – sono andate esaurite in prevendita e in totale i lavori di Zerocalcare hanno superato le 40.000 copie vendute. . Nel 2013 BAO Publishing ha pubblicato Ogni maledetto lunedì su due, libro dove sono raccolte le strip del blog di Zerocalcare. Nel 2013 Zerocalcare scrive insieme a Valerio Mastandrea la sceneggiatura per un film live action tratto da La profezia dell'armadillo. Nel 2014 Zerocalcare realizza un murale di 40 metri quadrati nei pressi dell’uscita della metropolitana di Rebibbia, quartiere di Roma dove risiede. Nel 2015 la rivista Internazionale pubblica un reportage a fumetti "Kobane Calling" scritto e disegnato da Zerocalcare che è incentrato sul conflitto tra curdi e Stato Islamico. Sempre nel 2015 è secondo nel Premio Strega Giovani con Dimentica il mio nome e nello stesso anno pubblica L'elenco telefonico degli accolli, che raccoglie vignette del blog e inediti. Pubblica poi nel 2015 su Internazionale un reportage sull'incontro con Nasrin Abdallah, leader della YPJ, l'organizzazione militare curda femminile che combatte contro lo Stato Islamico lungo il confine turco-siriano.

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