Vittorio Capecchi: No pasdaran

| 5 Febbraio 2017 | Comments (0)

 

 

Diffondiamo l’editoriale di Vittorio Capecchi pubblicato in “Inchiesta” n. 194 ottobre-dicembre 20i6

 

Le tante storie di chi ha votato No ricordando Andrea Pazienza e Fabrizia Ramondino.

La vittoria del No  è il risultato di tante storie che, al livello macro, hanno indicato che hanno votato in prevalenza No i più giovani, chi abita nei luoghi con disoccupazione più elevata, nelle periferie ecc..  Il 2016  ci ricorda due persone vicine ad Inchiesta: sono passati 60 anni dalla nascita di Andrea Pazienza (nato nel 1956 a San Benedetto del Tronto) e 80 anni dalla nascita di Fabrizia Ramondino (nata nel 1936 a Napoli). Andrea Pazienza è morto a 26 anni e  Fabrizia Ramondino a 72 ed entrambi sono stati vicino alla rivista “Inchiesta” negli anni ’70: Andrea con i suoi disegni utilizzati per le copertine della rivista; Fabrizia con la pubblicazione di storie  come “L’irresistibile ascesa di Agostino o’pazzo” (Inchiesta aprile-giugno 1976). Quali messaggi ci inviano questi due personaggi (un grande disegnatore e una grande scrittrice) oggi, alla fine del 2016? Andrea Pazienza, la cui produzione di disegni e di storie a fumetti è stata recentemente raccolta in venti volumi nella Biblioteca di Repubblica – l’Espresso di fronte alla palude della prima repubblica che ricorda, come palude, la situazione attuale ci invita a seguire l’unico personaggio politico che per lui contava: Sandro Pertini (a cui è dedicato il quarto volume della sua opera omnia). Ed è il Pertini con basco e pipa, incorruttibile, deciso, bizzarro, difensore della Resistenza e della Costituzione, che grida No Pasdaran cha dà il titolo a questo editoriale. Fabrizia Ramondino ci  invita invece nel suo libro del 1998 L’isola riflessa,  forse il più bello sicuramente il più drammatico, a  fare l’esperienza di una solitudine attraversata dal mondo, per entrare in sintonia con le memoria di un passato collettivo (l’isola in cui passa un lungo periodo invernale è Ventotene con  ricordi di pirati e  confinati come Pertini) e con le tante storie che attraversano le generazioni che si possono trovare in quell’isola come in qualunque altra parte del  mondo. Se non si ascoltano le tante storie sarà impossibile prendere corrette decisioni  politiche.

 

No pasdaran. Osservatorio nazionale.

L’Osservatorio nazionale registra due tappe importanti: la vittoria del No e il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici con l’impegno di votare Si ai referendum abrogativi promossi dalla Cgil. Sulla vittoria del No sono significativi, in questo numero di Inchiesta, gli interventi di Rodotà e di Romagnoli. Stefano Rodotà innanzi tutto sottolinea che la vittoria del No “ha bloccato il tentativo di impadronirsi della dimensione costituzionale facendola diventare affare di parte” rilanciando l’arma importante della sovranità popolare che potrà esprimersi  (se le verrà concesso) votando Si ai referendum promossi dalla Cgil. Romagnoli sottolinea che la vittoria del No apre molti problemi avendo misurato  “l’enormità dalla distanza tra cittadini e sistemi politici” in uno scenario politico dai contorni preoccupanti. In quanto al rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici l’intervista fatta a Maurizio Landini da Fuori Pagina e quella, più lunga e dettagliata, fatta da Tommaso Cerusici a Francesca Re David mostrano tutte le novità del rinnovo contrattuale a partire dalla ritrovata unità sindacale (dall’inserimento nel contratto del welfare e della sanità integrativa al diritto alla formazione, dagli aumenti salariali alla salvaguardia dei due livelli di contrattazione) e come sottolinea Landini occorre impegnarsi per il si per i referendum della Cgil “per riprenderci i diritti cancellati dal governo e attuare la Costituzione”. Lo scenario nazionale è quindi, dal punto di vista del lavoro, scuola, ricerca e sviluppo, uno scenario contrassegnato ancora da una legislazione da cambiare come quella del pubblico impiego, problema sottolineato nell’intervento di Matteo Gaddi. D’altra parte ogni epoca ha le sue contraddizioni e difficoltà di azione come ci ricorda Sergio Bologna nel suo pezzo  sulle lotte nei luoghi di lavoro in Italia negli anni ‘70

 

No pasdaran. Osservatorio internazionale.

Il voto inglese a favore della Brexit e quello statunitense a favore di Trump (due voti non previsti come quello in Italia di un’ampia vittoria del No)  si collocano in uno scenario internazionale fatto da disuguaglianze crescenti, guerre e attentati, migrazioni drammatiche di popolazioni. Su questo scenario incidono i cambiamenti nel capitalismo internazionale. L’intervento di Antonio Baylos, come scrive Romagnoli che commenta questo  testo, esprime “disincanto” di fronte a un capitalismo in cui, come afferma Marchionne, chi lavora non ha diritti dovendo obbedire come un soldato in guerra agli ordini del capitalista. Seguono gli interventi di Alessandro Somma e Francesco Garibaldo che discutono le controverse tesi di Paul Mason sul post capitalismo. Somma considera percorribile la via indicata da Mason  verso l’economia collaborativa o sharing economy come “strada che porta oltre il sistema di mercato” vedendo come prospettiva  l’emergere di un  “essere umano istruito e connesso” con conseguente attenzione a movimenti come Podemos, Occupy Wall Street e anche  Movimento cinque stelle.  Garibaldo analizza più criticamente le tesi di Mason e vede la contraddizione principale del nuovo capitalismo tra la crescente atomizzazione /individualizzazione di chi lavora e la crescente interconnessione delle attività lavorative secondo le logiche di Industria 4.0. Per organizzare l’uscita da questa contraddizione, scrive Garibaldo, “ci sarebbe un candidato naturale, il sindacato” che però in Europa “è risucchiato in una logica corporativa e difensiva con una doppia regressione nazionalista e aziendalista”. La sfida si gioca quindi tra movimenti e sindacato. Questo scenario è oggi movimentato dall’entrata in scena di Trump. Luigi Vinci, Mario Agostinelli, Gavino Macciocco e  Erik Scaltriti analizzano la vittoria di Trump che, oggi circondato da generali e miliardari, ha vinto non solo per le sue proposte contro le persone immigrate e a favore dei lavoratori bianchi impoveriti ma anche per aver utilizzata in campagna elettorale la tecnica della post verità che potrebbe diventare strategia diffusa anche in Europa. Tra un’Europa incerta e divisa e l’alleanza forte Trump-Putin occorre seguire con attenzione quello che accade in Cina che ha lontane radici filosofiche solidaristiche e in sintonia con la natura, come mostra l’intervento di Amina Crisma. La Cina, come sottolinea Crisma, ha  anche una storia ugualmente antica, di violenze e repressioni e nel 2016 è uscito, edito dall’Istituto Onorato Damen, un libro di poesie di Xu Lizhi, operaio della Foxconn di  Shenzen morto suicida. Ne ricordo una scritta nel 2013. Conflitto: Tutti dicono/ che sono un ragazzo di poche parole/ e non lo nego/ Ma in verità/ che io parli o meno/ sarò sempre in conflitto con questa società.

 

Il futuro incerto delle nuove generazioni

Le nuove generazioni    sono strette tra un Osservatorio nazionale e un Osservatorio internazionale che hanno i contorni inquietanti prima ricordati. In questo numero di Inchiesta, vengono presentati tre contributi. Il più articolato è il Dossier “Passaggio a Milano” a cura di Laura Balbo e Giuliana Chiaretti che si basa su conversazioni con maschi e femmine tra i venti e i trentacinque anni che descrivono la loro situazione e il loro incerto futuro. L’intervento di Bruno Giorgini e Sofia Nardacchione  presenta  una realtà bolognese inattesa: quella delle nuove generazioni che incontrano una droga che si specializza, costa sempre meno e circola senza barriere. L’intervento che conclude questo editoriale è di Emilio Rebecchi che mette in relazione bambine e bambini di una scuola elementare bolognese con i temi della democrazia e referendum. Una rivoluzione culturale è sempre più necessaria  e sperimentazioni come quella raccontata da Rebecchi, sono un messaggio di speranza verso i valori di solidarietà e partecipazione, cari al Pertini del No pasdaran.

 

 

 

 

Category: Editoriali

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About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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