Vittorio Capecchi: Max Weber. Il capitalismo dei “gaudenti senza cuore e specialisti senza anima”

| 15 gennaio 2018 | Comments (0)

 

 

Diffondiamo da “Inchiesta” a stampa 198 ottobre-dicembre 2017 l’editoriale di Vittorio Capecchi

 

Rileggendo Max Weber.

Max Weber è profetico. Sente l’avvicinarsi del nazismo ma è come se vedesse oltre. Alla fine dell’Etica protestante e la nascita del capitalismo dal mondo degli artigiani che avevano costruito le cattedrali vede arrivare un capitalismo senza etica affollato da “gaudenti senza cuore e specialisti senza anima”. Il mondo che egli intravede è quello di oggi in cui le sue tre componenti (saccheggio della natura, disuguaglianze sempre più elevate, nuovi-vecchi fondamentalismi) indicano la presenza di una guerra mondiale in atto alla ricerca di nuovi confini. Weber vede lucidamente i conflitti della sua-nostra epoca in tre sfere distinte che si sovrappongono parzialmente. Ci sono i conflitti nella politica, nell’economia e lavoro, nella cultura e valori, e ognuno di questi tre tipi di conflitti ha una sua zona autoreferenziale che non tiene conto dei conflitti che avvengono nelle altre due sfere rendendo sempre più difficile arrivare a soluzioni non violente.

 

Conflitti nella politica.

Per capire gli attuali conflitti nella politica italiana questo numero inizia con tre testi della rubrica “Guardare indietro per guardare avanti”. I testi di Gianni Rinaldini e Umberto Romagnoli, insieme alle poesie di Roberto Dall’Olio, disegnano l’area dei conflitti nella politica (autoreferenziali e non) che ci troviamo davanti. Gianni Rinaldini scrive il suo testo pensando ai prossimi appuntamenti della Cgil e vede nel ’77 operaio un protagonismo contrattuale e politico fondato sulla centralità del lavoro e della democrazia. I Diari (1988- 1984) di Bruno Trentin sono ugualmente attuali dal nome “Partito del lavoro” che Trentin suggerisce (senza essere ascoltato) a Ochetto alla denuncia del gioco della politica partitica e sindacale fatto tutto di “rimessa, un rilancio immagine contro immagine” senza l’etica dei valori e della responsabilità di cui parlava Weber. Anche le poesie di Roberto Dall’Olio ci ricordano i conflitti nella politica che ci attraversano: dall’attacco alla natura alla violenza sulle persone. In questa direzione sono anche gli interventi di Mario Agostinelli, Rainer Greca e Massimo Serafini: uno scenario di guerra nucleare e due studi di caso (la Catalogna e la SPD) che hanno una attualità trasversale.

 

Conflitti nella economia e nel lavoro.

Olin Wright , che ha come punti di riferimento sia Weber che Marx, apre questa sezione con un saggio importante e in questo scenario sono collocabili gli interventi di Alessandro Somma sul capitalismo di Stato e normalità capitalistica ai tempi della crisi e di Matteo Gaddi e Nadia Garbellini che proseguono l’analisi, iniziata nel numero precedente, su come viene vista la produttività nello scontro tra capitale e lavoro. Ci sono poi due scenari di produzione in un mondo globalizzato: la ricerca di Matteo Rinaldini sulla Foxconn e le “smart factories” e due analisi sul mondo dell’auto fatte da Francesco Garibaldo e Vincenzo Comito che analizzano il punto di vista statunitense, europeo e cinese.

 

Conflitti nella cultura e nei valori.

Questi conflitti dovrebbero essere tenuti presenti nei due tipi di conflitti precedenti ma non è così perché c’è una relativa autoreferenzialità, come direbbe Max Weber. Si può perciò discutere di Humanitas, Dis-humanitas, Post-humanitas come nella relazione di Marco Revelli, parlare di Papa Francesco come fa Bruno Giorgini, precisare la relazione tra femminismi e fondamentalismi nelle analisi di Alessandra Mecozzi e leggere le riflessioni di Emilio Rebecchi sulle relazioni tra vita e morte. Anche il progetto europeo DomEqual precisato da Sabrina Marchetti intervistata da Eloisa Betti e il miracoloso mondo del reddito universale descritto da Michel Husson fanno parte dei conflitti che agitano il mondo dei valori e della cultura.

 

 

L’analisi di questi conflitti mi ha fatto venire nostalgia di Corto Maltese

 

 

 

 

 

 

 

 

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Category: Editoriali

About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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