Vittorio Capecchi: Lettera di commiato a Pietro Bellasi

| 24 agosto 2018 | Comments (0)

 

Caro Pietro, questa è una lettera di commiato che prima o poi leggerai. Pina Lalli mi ha da poco informato della tua dipartita e ci sono almeno tre ricordi che sono tre discorsi interrotti che vorrei riprendere.

Il primo è legato alla rivista “Inchiesta” sulla  quale  insieme a Pina Lalli  hai curato il numero 61 del 1983 dal titolo “Immaginario e quotidianità”.  Avevi ideato per la casa editrice Cappelli di Bologna una nuova collana di libri di sociologia “Indiscipline” pubblicando autori come Jean Baudrillard, Daniel Singer e Jean Ziegler che compaiono, come Baudrillard anche nel numero sull’immaginario curato per “Inchiesta”.

Il secondo è legato al 1977 a Bologna dopo l’uccisione di Francesco Lorusso. La morte di Lorusso portò alla nascita e diffusione di una nuova rivista “Il cerchio di gesso” (la copertina è la foto delle pallottole sparate contro Francesco  evidenziate da un “cerchio di gesso”) e hai  scritto sul primo numero un intervento dal titolo “Ossessi, esorcisti, inquisitori” che precede le analisi, su quella fase politica così drammatica, di Robrto Roversi pubblicate su “Inchiesta”.

Il terzo è più privato. Abbiamo passato entrambi l’infanzia e prima adolescenza a Pistoia e solo con te potevo ricordare i suoni e le immagini dei cinema pistoiesi: Il Globo, l’Eden, il Modernissimo. Con chi potrò adesso far riaffiorare  quegli anni lontani?

Un abbraccio forte a tua moglie Katerina.

 

Category: Editoriali, Politica, Storia della scienza e filosofia

About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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