Vittorio Capecchi: Jung e Proust. Sincronicità e occhi diversi

| 2 Novembre 2020 | Comments (0)

 

 

La ragazzina, Willy, l’orso.

Il testo di Emilio Rebecchi è importante non solo per le sue riflessioni e conclusioni ma anche per due indicazioni di metodo oggi essenziali per capire i mutamenti. La prima indicazione di metodo è di considerare insieme più eventi e cercare, come suggerisce Jung, di individuare la logica comune sottostante. Jung parla di sincronicità ed è la ricerca di una spiegazione comune sottostante che porta Rebecchi a mettere insieme tre storie (la ragazzina, Willy e l’orso) che hanno in comune di essere accadute nello stesso periodo. Per identificare questa logica comune occorre però, come scrive Marcel Proust, tener presente che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”. Per capire quali possono essere questi  “nuovi occhi” si può ricordare l’ultimo libro di Carlo Rovelli che ha come titolo Helgoland, (Adelphi 2020). Helgoland è il nome di un piccolissima isola rocciosa e ventosa dei mari del Nord dove arriva a 23 anni  il giovane fisico Werner Heisenberg per superare una violenta allergia  da polline (nell’isola non ci sono alberi). Su questa isola lunga meno di due chilometri Heisenberg  traccia la prima versione della teoria dei quanti così che, come scrive Rovelli “l’interconnessione delle cose, il riflettersi l’una sull’altra, splende di una luce chiara”. La teoria dei quanti cambia il mondo della fisica e cambia più in generale il modo di vedere le cose perché “la realtà non è come appare” [titolo di un precedente libro di Rovelli]. Rebecchi guarda la realtà che lo circonda con “nuovi occhi” e nelle tre storie  che mette insieme individua il consumismo della nostra epoca; un consumismo “senza un fine, uno scopo, un obiettivo”. Per capire i mutamenti si è capaci di comprendere le loro  interconnessioni e di valutarle con “occhi nuovi”?

 

Il testo di apertura.

Questo numero di “Inchiesta” ha come testo di apertura l’intervista sul futuro del sindacato fatta da Tommaso Cerusici a Maurizio Landini. Questa intervista passa in rassegna tutte le interconnessioni che il sindacato deve affrontare: dall’emergenza sanità alla contrattazione, dalle politiche europee alla riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, dalle disuguaglianze nei tanti mezzogiorni d’Italia alle riforme da intraprendere.  Landini è consapevole che il sindacato deve avere “occhi nuovi” e si interroga  quali “occhi nuovi” deve avere la Cgil :” Come Cgil, cosa siamo disponibili a cambiare? Su cosa siamo disponibili a metterci in discussione per affrontare questo processo? Penso alle due questioni che abbiamo lanciato al Congresso: da un lato il sindacato di strada e dall’altro la contrattazione inclusiva, partivano proprio da questa intuizione rispetto a quello che stava avvenendo. Io credo che la pandemia abbia confermato e accelerato tutto ciò”. E’ anche una questione di tempo. “ Se prima avevi del tempo davanti per provare a decidere, ora non è più così. Se nella pandemia abbiamo ridato un significato e una credibilità alle organizzazioni sindacali è perché siamo stati capaci di rispondere alle paure che le persone avevano. Dire che la salute e la sicurezza vengono prima di ogni altra cosa, anche del profitto, ha avuto la forza di rispondere alla giusta paura di ammalarsi da parte dei lavoratori. Esserci battuti per il blocco dei licenziamenti e per l’estensione degli ammortizzatori sociali ha risposto alla paura delle persone di perdere il lavoro e di non sapere come sopravvivere. In questo senso dico che la pandemia ha fatto riemergere una ragione molto profonda rispetto all’esistenza del sindacato, anche di fronte alle nuove tecnologie, un sindacato che deve però saper cambiare, superando le paure, le logiche burocratiche e autoreferenziali. Dobbiamo aprirci ed essere pronti al cambiamento”. Interconnessioni, “occhi diversi” e “essere pronti al cambiamento”.

 

Scenari trasversali.

Oltre al saggio di Emilio Rebecchi del quale è stata sottolineata l’importanza vi sono in questa sezione saggi che approfondiscono tematiche che sono interconnesse tra di loro. Marco Marrone considera l’infrastrutturazione delle piattaforme analizzando l’impatto del Covid 19, la digitalizzazione e le prospettive del lavoro. Matteo Gaddi e Nadia Garbellini analizzano le  conclusioni del Consiglio Europeo del 20 luglio 2020. Umberto Romagnoli scrive  ricordando il collega giurista Massimo D’Antona (1948-1999) assassinato a Roma dalle Nuove Brigate Rosse. Niccolò Durazzi riflette sul Reddito di ultima istanza comparandolo con quanto realizzato nel Regno Unito, Germania, Danimarca (paesi con caratteristiche socio-economiche diverse dall’Italia) e Spagna (un paese con caratteristiche simili). Romeo Guarnieri ricorda poi la grande vertenza agraria del 1920 e l’occupazione delle Reggiane mostrando l’importanza e l’utilità di queste riflessioni storiche.

Scenari internazionali. L’importanza di capire i mutamenti attraverso le interconnessioni valutate con “occhi diversi” è presente quando si tracciano gli scenari internazionali. Bruno Cartosio analizza gli Stati Uniti prima delle elezioni con un saggio che ha nel titolo tre parole “ la sofferenza, la rivolta, l’incertezza”. Massimo Serafini puntualizza invece le tensioni politiche e sociali spagnole, il ruolo del governo, la necessità di una mobilitazione di massa e di una progettualità di trasformazione sociale ed ecologica. Simone Pieranni, autore del libro Red Mirror. Il nostro futuro si scrive in Cina (Laterza 2020), punta l’attenzione  sulla Cina e l’espandersi del sovranismo digitale. 

Amina Crisma ha scritto invece un saggio “Laudato si e Laozi. Ripensare clima, terra, giustizia fra Cina e Occidente” che continua il dibattito, iniziato nel numero precedente di “Inchiesta”, sul libro Niente di questo mondo ci risulta indifferente: riflessioni e proposte per un programma di ecologia integrale” (Edizioni interno 4, 2020).

 

Dossier

A cura di Tiziano Rinaldini viene pubblicato il Dossier “Fiat 1980, prima, durante e dopo”. Come scrive nella sua introduzione Tiziano Rinaldini “La sconfitta alla Fiat nel 1980 è stata a lungo negata nella sua straordinaria importanza per i lavoratori e le lavoratrici tutte, per il movimento operaio nel suo complesso. A 40 anni di distanza a fronte di ricostruzioni non veritiere abbiamo ritenuto utile mettere a disposizione materiali che favoriscano la conoscenza dei fatti sulle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici prima, durante e dopo il 1980”. I testi di questo Dossier sono di Claudio Sabattini, Gabriele Polo, Gianni Rinaldini, Silvio Canapé e Michele De Palma.

Category: Editoriali

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About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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