Quattro interviste a Margherita Hack

| 30 giugno 2013 | Comments (1)

 

 

Per ricordare Margherita Hack morta a 91 anni a Trieste il 29 giugno 2013 ripubblichiamo l’intervista fatta da Gian Luca Valentini della redazione di “Inchiesta” pubblicata in “Inchiesta” 171 gennaio-marzo 2011 insieme a l’ultima intervista concessa nel 2013 e a due interviste del 2003.

 

 

1. Margherita Hack: Libera scienza in libero stato [2011]

Margherita Hack è stata  intervistata da Gian Luca Valentini della redazione di “Inchiesta” nei primi mesi del 2011 in relazione all’episodio del presidente dell’Azienda di Servizi Sanitari di Trieste che ha  fatto bruciare i manifesti già stampati con il suo volto perché “colpevole di ateismo”. Questa intervista è stata pubblicata in “Inchiesta” gennaio-marzo 2011 e la ripubblichiamo con la nota scritta allora da Gin Luca Valentini.

Margherita Hack è una delle scienziate più importanti del mondo. Una persona eccezionale che sa essere una grande artista e una seria professionista nella sua materia. Ma è anche una persona con la quale si può parlare di tutto. La sua cultura è impressionante. Con lei ho avuto la fortuna di girare una scena dell’episodio pilota di “Senza perdere mai un giorno”, la fiction che sto girando in Italia con Lorenzo Giordano e Michele Vindimian. L’abbiamo raggiunta a Trieste, le abbiamo dato il copione (una pagina e mezzo), lo ha guardato per un minuto e lo ha recitato a memoria senza sbagliare una parola, anzi, arricchendolo e rendendolo più particolare. Grazie quindi a Margherita per queste “botta e risposta” sull’Italietta di oggi. Il suo libro Libera scienza in libero stato (Rizzoli 2010) è un libro imperdibile: fuga di cervelli, crisi economica, progresso e tecnologia…un libro che ci spiega la situazione attuale in modo pragmatico, senza fronzoli. Un vero capolavoro!

Per invitare alla lettura di questo libro riportiamo le sue conclusioni:

Ma l’ingerenza della Chiesa sulla scienza non è finita (…) Esempi recenti sono le pressioni su deputati e senatori che per la loro ignoranza scientifica hanno partorito la vergognosa legge 40 sulla fecondazione assistita, gli ostacoli posti al testamento biologico, cioè la dichiarazione consapevole di non volersi sottoporre all’accanimento terapeutico, l’impossibilità per un malato terminale di ottenere l’eutanasia, per non parlare poi degli ostacoli posti alla stesura di una legge per i diritti delle coppie di fatto , sia etero sia omosessuali. Insomma la scienza è umiliata dalla politica che a sua volta è succube del Vaticano .(…) Il governo è più papista del papa perché finanzia solo progetti in cui usano cellule staminali adulte, sebbene gli studi sulle cellule staminali embrionali siano legali purché la distruzione degli embrioni non avvenga in Italia e le cellule siano importate dall’estero.Un bell’esempio di ipocrisia ! Sarebbe come dire che se debbo usare gli organi interni di una persona, posso tranquillamente chiedere a un killer di uccidere la cavia umana che mi sono scelta purché la ammazzi all’estero, poi mi porto con comodo il cadavere in Italia .(…) A conclusione di quanto detto finora, perché spariscano l paure irrazionali contro la scienza, occorre maggiore cultura scientifica ma anche in generale maggiore cultura in tutti i sensi perché solo così si sviluppano le capacità razionali di giudizio indipendente. Quindi migliori scuole e migliori università. Per realizzare ottime università occorre prima di tutto selezionare ottimi docenti e ottimi ricercatori. Da notare ancora che conseguenza dell’ignoranza scientifica nel nostro Paese è la poca fiducia nella ricerca.

Mentre nella maggioranza dei Paesi industrializzati gli investimenti privati per ricerca e sviluppo sono circa il doppio di quelli pubblici, con l’eccezione del Giappone in cui il rapporto è di 4 a 1, in Italia il 60 per cento degli investimenti sono pubblici e solo il 40 per cento privati. Altro comportamento in controtendenza dell’Italia: al generale aumento di investimenti per ricerca e sviluppo di questi ultimi anni, fa riscontro addirittura la diminuzione nel nostro Pese, dove tale investimento è sceso sotto l’un per cento del Pil. (…) La percentuale del Pil dedicata alla ricerca è inferiore a quella di tutti i maggiori Paesi europei e il numero di ricercatori su 1000 abitanti è meno della metà di Francia, Gran Bretagna e Germania. Questi dati da soli dimostrano lo scarso interesse e apprezzamento per la ricerca, eppure il numero delle pubblicazioni sulle principali riviste internazionali e le citazioni delle stesse regge bene il confronto con la produzione dei ricercatori di questi paesi, a riprova che nonostante gli scarsi finanziamenti e le lentezze burocratiche, molte nostre università producono buona ricerca”.

 

D. Una domanda a bruciapelo: il vaccino influenzale è di destra o di sinistra? Racconta che cosa è ti è successo con l’Asl di Trieste.

R. Il vaccino anti influenzale serve a tutti. L’ Azienda Servizi Sanitari triestina mi aveva chiesto di prestarmi a fare da testimonial a favore della vaccinazione, che io faccio da più di quaranta anni. I manifesti erano già stampati e a Gorizia li avevano già affissi. Poi cosa è successo? In Comune un consigliere del centrosinistra mi aveva proposto per una onorificenza. Il sindaco di centrodestra era d’accordo, ma un consigliere della destra si è dichiarato contrario perché io sono colpevole di oltraggioso ateismo, e così il presidente dell’ASS ha “coraggiosamente” deciso di  fermare stampa e affissione dei manifesti; soldi buttati via per i manifesti mandati al macero e che potevano servire per i vaccini.

 

D. Perché sei Atea…che cosa ti ha spinto a non credere più in Dio? Certo che in Italia prendere una si tale posizione….ci vuole un bel coraggio!

R. Sono atea perchè credo che Dio sia un’invenzione per spiegare quello che la scienza non sa ancora spiegare e per soddisfare le speranze di chi spera di vivere nell’al di là.

 

D. Credi che il nucleare possa essere una fonte di energia valida per il futuro? E il problema delle scorie?

R. Credo che il nucleare sia necessario per le crescenti esigenze dell’industria, anche se il problema delle scorie è serio e non va preso sottogamba, all’italiana. Inoltre, bisogna sviluppare molto di più le fonti di energia rinnovabili.

 

D. Spiega ai ragazzi ed alle ragazze che vogliono iscriversi all’Università che cosa è l’astrofisica e che importanza ha nel mondo moderno. A che punto è la ricerca italiana in questo campo. E nel resto del mondo?

R. L’astrofisica è lo studio della costituzione fisica dei corpi celesti. Analizzando la luce delle stelle, scomponendola nelle sue componenti monocromatiche, otteniamo informazioni su temperatura, densità, composizione chimica, fonti dell’energia delle stelle. Per interpretare la luce stellare occorre applicare tutte le leggi della fisica che si sperimentano in laboratorio.In Italia la ricerca astrofisica è di ottimo livello e nel mondo ci sono consorzi internazionali per la costruzione di strumentazioni eccezionali.

 

D. Chi è Silvio Berlusconi? Pensi che la sinistra di adesso abbia cose da dire? Quali ? Come?

R. Berlusconi è un grande imbroglione e un  abilissimo venditore di fumo. La sinistra dovrebbe svegliarsi e richiamarsi ai grandi ideali di dare a tutti eguali possibilità di sviluppo, cultura e lavoro.

 

D. Istruzione, ricerca e progresso scientifico sono i tre argomenti cardine del tuo nuovo libro Libera scienza in libero stato. un libro davvero splendido. Perché un libro come questo?

R. Libera Scienza in libero stato si oppone ai tentativi di impoverire scuola, università e ricerca e all’asservimento della politica al Vaticano.

 

 

 


2. Margherita Hack: Grillo fa il grullo, spero nelle donne [2013]

L’astrofisica è stata intervistata  dalla rivista “ExtraTorino” edita da EDT e diretta da Luca Iaccarino . E’ l’ultima intervista rilasciata da Margherita Hack che uscirà a stampa nel numero di luglio di “Extra Torino”. L’intervista è stata diffusa in rete il 29 giugno 2013 da www.repubblica.it


Da piccola, nel parco del Bobolino a Firenze, saltava sui rami degli alberi. Anche quelli più alti, senza paura. Mentre gli altri bambini dimostravano qualche timore, lei stava lassù, più vicina possibile a quel cielo che ha studiato per una vita intera. Margherita Hack, astronoma e divulgatrice del sapere, ha affidato il racconto della propria vita all’autobiografia per parole e immagini “Il perché non lo so” (Sperling e Kupfer). Al telefono della sua casa di Trieste  –  dove ha deciso di vivere da quando nel 1964 vinse la cattedra di astronomia e fu chiamata a dirigere l’osservatorio cittadino  –  spiega in modo spiccio perché ha scelto di raccontarsi: “A domanda si risponde, via. Dentro poi ci sono i fatti della mia vita, quelli che volevo raccontare”.

 

D.  Nella sua vita emergono una costante libertà di pensiero e una gran voglia di fare.

R. Mi piace la libertà e mi è sempre piaciuta di più l’azione. Mi diverto anche a scrivere: di astrofisica, ma non solo.

 

D. In gioventù è stata un’atleta di buon livello nei salti, in lungo e in alto. Quale ruolo ha avuto la pratica sportiva?

R. È stata molto importante, soprattutto dal 1940 al 1945. In quel periodo ho vinto per tre volte i Littoriali, i campionati universitari durante il fascismo, e sono arrivata terza in due edizioni dei campionati assoluti. Ma il mio allenamento è sempre stato di tipo casereccio. Avrei potuto fare molto di più e limare i tanti difetti. Ad esempio nel salto in alto staccavo troppo presto e arrivavo all’asticella già in parabola discendente. Un giorno, l’allenatore della nazionale di atletica venne al centro della società Giglio Rosso di Firenze e mi fece ripetere lo stesso movimento di salto per un’ora per tentare di migliorare la tecnica.

 

D. La bicicletta, invece, è stata la compagna di sempre?

R. La bicicletta è il senso stesso della libertà. È la possibilità di muoversi.

 

D. Trieste e Firenze sono le due città che hanno segnato la sua vita.

R. Sono molto diverse tra di loro, anche per i ricordi che suscitano. Firenze rappresenta la mia giovinezza, gli studi, la famiglia: conosco ogni pietra di quella città. E ogni pietra mi racconta qualcosa. A Trieste cominciai a creare un istituto astronomico fino ad allora inesistente, fu l’inizio di un lavoro utile veramente. I loro cittadini sono molto diversi come carattere: il fiorentino l’è ridente, il triestino non comprende mai le nostre barzellette. Ma è molto gentile, educato. Civile. Forse più civile dei fiorentini.

 

D. A proposito di civiltà, parlare di tutela dell’ambiente e disegnare un futuro green è molto di moda. Crede che riuscirà ad essere un impegno concreto della società civile futura?

R. Spero di sì, già si è migliorati molto. Ad esempio in Danimarca fanno il riciclo al 100% dell’immondizia e la riutilizzano per il riscaldamento, anziché produrre inquinamento.

 

D. Per uno scienziato che cerca sempre le risposte, che effetto fa non sapere il perché di certe cose, come dichiara nella sua autobiografia?

R. Ma io mi riferisco soprattutto all’arte, non al mio lavoro. A me piace, ad esempio, la pittura dei primitivi come Giotto, mentre certa scultura come quella di Michelangelo non la capisco mica. Ma non so il perché.

 

D. All’osservatorio di Pino Torinese la sua voce racconta l’origine del mondo nella proiezione “Meraviglie dell’universo”. Quanto conta saper divulgare il sapere?

R. Raccontare il sapere non deve essere una cosa barbosa, altrimenti ci si annoia tutti.

 

D. Sulla Terra il buio non c’è più. L’astronomia è in fuga dall’uomo per poter continuare a studiare le stelle?

R. Ormai è inevitabile, se si vuole osservare il cielo dalla Terra. Tutti i grandi osservatori sono in luoghi remoti: sulle Ande, nel deserto dell’Arizona, in quello australiano. Nell’immagine della Terra dal cielo, l’Europa e l’America del Nord sono due grosse macchie luminose.

 

D. Il progetto spaziale Mars One vuole creare una colonia permanente umana su Marte, selezionando i candidati più adatti mediante autocandidature a pagamento e una sorta di reality online. Andrà a buon fine?

R. Io credo che il progetto non abbia senso. Costerebbe enormemente, e non sarebbe particolarmente utile. Non c’è niente che un uomo possa fare di diverso, o meglio, su Marte rispetto a un robot, che costa una parte piccina di una spedizione umana.

 

D. I robot migliori degli uomini per l’esplorazione di Marte. Su questo pianeta, invece, in che cosa l’uomo è migliore degli altri animali?

R. Per il cervello, che è molto più sviluppato e che gli ha permesso un salto di qualità enorme. E non si capisce bene il perché. Ma sicuramente è la sua forza e gli ha permesso di impadronirsi del pianeta.

 

D. Ne ha fatto un buon uso?

R. In qualche momento sì. In gran parte se n’è servito per perpetrare violenza e arrivare ad essere dominante.

 

D. Scienza e comunità virtuale, un connubio che funziona?

R. Sì, ed è molto importante, perché ormai la scienza è un’impresa collettiva. Non c’è più la scoperta dell’uomo isolato. Si lavora di equipe, ci vogliono forti mezzi economici, serve parlare e discutere insieme. Skype, ad esempio, è ideale per comunicare.

 

D. C’è sempre grande polemica attorno a temi come gli organismi geneticamente modificati e l’ingegneria genetica. Lei che ne pensa?

R. Gli esperimenti son da fare. Alcuni potranno essere pericolosi, altri si riveleranno estremamente utili. Da sempre nella scienza si va per tentativi. Bisogna provare e ritentare per ottenere dei risultati.

 

D. Sostiene, oltre alla  petizione contro la vivisezione, anche le proposte di legge di iniziativa popolare sul rifiuto di trattamenti sanitari e per la liceità dell’eutanasia. Perché?

R. Bisogna fare una legge sul testamento biologico. Un essere umano nelle condizioni di ragionare, intendere e volere deve poter scegliere di non essere sottoposto ad accanimento terapeutico. Soprattutto, se questo viene fatto in nome del fatto che la vita viene vista come un dono di Dio. Lo sarà per chi ci crede. La vita è nostra.

 

D. La convince Beppe Grillo nella politica italiana?

R. Grillo si comporta da grullo. Mi ricorda L’Uomo Qualunque del ’45. Dice che va tutto male, ma non fa nulla per rimediare. Poteva fare un governo forte con tutti i voti che ha preso, invece non fa che urlare.

 

D. E del premier Letta che cosa pensa?

R. Per ora se la cava. Gli auguro di riuscire a tenere in piedi un governo che faccia cose essenziali, come la nuova legge elettorale e politiche per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

 

D. Si continua a parlare di quote rosa.

R. È un concetto nato come una necessità per vincere certi ritardi tradizionali. Può essere stato utile in partenza, ma ormai le donne sono in grado di occupare tutte le posizioni sociali. Le capacità ci sono. Molte di loro non sono abbastanza combattive per colpa dell’educazione che ricevono. Sarebbe bello che le donne crescessero senza complessi di inferiorità.

 

 


 

 

3. Margherita Hack: Un fiore o una stella? [2003]

L’intervista di Giuliana Proietti è stata pubblicata da Psicolinea settembre 2003


D. Il sole ha circa cinque miliardi di anni ed irraggerà energia per altri cinque miliardi di anni. Se l’uomo nel frattempo non facesse nulla per autodistruggersi, lei pensa che la data dell’Apocalisse sarebbe prevista per quell’epoca?

R. Ah si, certamente, perché allora il sole diventerà una ‘gigante rossa’, cioè aumenterà il suo raggio di circa cento o forse anche duecento volte e quindi potrà arrivare a lambire la terra.

 

D. A proposito di terra: oggi il nostro pianeta sembra sull’orlo di una crisi di nervi, tra guerre preventive, effetto serra, buco dell’ozono, tropicalizzazione dei Continenti, tre miliardi di persone che vivono con meno di due dollari al giorno… Tutto questo era scritto nelle stelle ?

R. Nelle stelle non c’è scritto nulla! (Ride). Il guaio veramente grave è che tre miliardi di persone vivono al limite della sussistenza. In quanto a tutto il resto (buco dell’ozono, effetto serra) certamente sono effetti che ci sono, ma non sono ancora catastrofici. Queste variazioni climatiche sono del tutto normali; sovrapposte a queste variazioni climatiche normali c’è l’effetto dell’attività industriale, che dal 1860 ad oggi ha prodotto un aumento di 0,7 gradi centigradi della temperatura media della terra. Quindi, c’è un aumento di gas serra, cioè anidride carbonica e metano, dovuto all’attività industriale, alle macchine eccetera, poi ci sono le variazioni casuali che si sono sempre verificate e che sono in parte anche legate all’attività solare. Si sa ad esempio che sulla terra, risalendo indietro di un migliaio di anni, nel medioevo (anni 1100-1200), ci fu un periodo molto più caldo della media, come nel 1600-1650 vi fu un periodo più freddo della media, chiamato ‘la piccola era glaciale’, che durò una cinquantina di anni: dal 1650 al 1715.


D. Cambiamo argomento Professoressa Hack. Parliamo di astrologia. Lei più volte ha definito l’astrologia una superstizione del passato, che aveva un senso quando non si sapeva nulla dell’universo… Ma allora, perché nei mezzi di comunicazione di massa gli astrologi hanno ancora così tanto spazio? Perché la scienza non prende nei loro confronti una posizione più netta, per limitare la credulità popolare?

R. Perché è la gente che vuole avere una guida, sapere il proprio destino, il proprio carattere e crede alle superstizioni. Non c’è solo la superstizione dell’astrologia… Quanti son superstiziosi se versan il sale, se versan l’olio, se gli traversa la strada il gatto negro… Ma assolutamente l’astrologia non ha proprio, assolutamente, nessuna base.


D. A questo proposito: lei ha avuto il coraggio di definirsi ‘atea’…

R. Io sono atea, non credo ci voglia un gran coraggio… Ai tempi di Galileo forse ci voleva il coraggio… Oggi nessuno mi manderà al rogo !

 

D. Dunque anche la religione, a suo modo di vedere, può essere considerata una forma di superstizione?

R. Ma secondo me si, perché c’è questo bisogno di immortalità, di avere un aldilà, di spiegarsi il perché di tante cose che la scienza non riesce ancora a spiegare, quindi Dio è il Deus ex machina, che spiega tutto, che consola, perché c’è la speranza di una vita eterna, di ritrovare i propri cari. Tutte cose che si capiscono, ma che veramente, secondo me, non hanno nessuna base. E’ la volontà di credere e la volontà di non voler morire.


D. E senta, Professoressa, a questo proposito che ne pensa della psicologia? Secondo lei si tratta di una disciplina con consistenza scientifica? Oppure è più vicina alla veggenza che alla scienza ? Naturalmente lo dico con autoironia…

R. No, la psicologia ha una certa valenza scientifica, ma è una scienza non esatta, come del resto la medicina, anche se questa sta diventando sempre più una scienza esatta. La psicologia evidentemente studia non il corpo, ma quella che chiamiamo ‘anima’ e che in realtà credo dipenda solo dal nostro cervello e che è molto più complessa degli altri organi, quindi è meno ‘scienza’: è più intuizione, è più rapporto umano, cercare di capire, di conoscere il proprio paziente, cercare di aiutarlo, capendo le sue difficoltà, la sua psicologia appunto. E’ un supporto, analogo a quello che una volta dava il prete…

 

D. Le volevo fare una domanda a proposito di Trieste: lei vive a Trieste da tanti anni. Mi chiedevo se lei ha avuto l’opportunità di conoscere Franco Basaglia…

R. Io vivo a Trieste dal 1964 e Franco Basaglia l’ho conosciuto, ma poco prima che morisse; comunque l’ho incontrato… Ha fatto una grandissima opera, si tratta di una persona straordinaria. C’è stata una liberazione, un modo di trattare i così detti ‘matti’ in maniera umana, cercando di recuperarli, di farli vivere in piccole comunità tipo famiglia, liberandoli da condizioni di oppressione che facevano impazzire anche chi pazzo non era.

 

D. C’è una forma di ‘follia’ anche nell’universo ?

R. L’universo… (Ride) E’ difficile parlare di follia per l’universo. L’universo obbedisce a leggi fisiche , è vario, violento anche, ci sono esplosioni. Si conosce la vita delle stelle, come si formano, come muoiono, anche in maniera esplosiva qualche volta, quelle molto più grosse del sole e però parlare di (ah!) ‘pazzia dell’universo’, non ha senso. Certamente non è quell’universo calmo, regolato, matematico, perfetto che a volte gli antichi si immaginavano. E’ spesso imprevedibile.

 

D. E dell’ “energia cosmica”, che va tanto di moda negli ambienti psicologici, cosa mi dice? Secondo alcuni testi New Age questa ‘energia’ sarebbe capace di allargare la coscienza ad un livello che supera la dimensione personale, per arrivare, secondo queste teorie, all’autoguarigione, al benessere… Che mi dice dei cristalli che, secondo alcuni ‘assorbono energia dai raggi solari per poi rilasciare questa energia sulla nostra pelle e guarirci…’ Lei che è una scienziata, che ne pensa di tutto ciò?

R. L’unica energia che conosco è l’energia elettromagnetica che proviene dal sole e dalle stelle, anche se quella delle stelle è completamente trascurabile rispetto a quella del sole; ci sono campi magnetici, ci sono tante forme d’energia, misurabili, che si conoscono. Questa è l’energia cosmica. Quanto a questa ‘energia cosmica’ della New Age, ne ho sentito parlare: fa parte di tutte le varie filosofie molto campate in aria che fanno il paio con l’astrologia.

 

D. Lei ama molto gli animali: cosa ne pensa della vivisezione? Come mai tanti scienziati si dichiarano a favore?

R. Io penso che la vivisezione sia una cosa tremenda e che, se in qualche caso fosse indispensabile, dovrebbe esser fatta sotto anestesia ed in modo da non far soffrire l’animale. Infatti ci sono delle leggi secondo cui un animale dovrebbe essere utilizzato una sola volta, sotto anestesia. Altrimenti è una barbarie, specialmente oggi che può essere sostituita dallo studio in vitro, senza far soffrire gli animali. Oltre a questa sofferenza fisica poi, c’è anche una sofferenza psichica dell’animale tenuto in gabbia, in condizioni completamente innaturali e che si potrebbe per lo meno questo evitare… Se molti scienziati si dichiarano ancora favorevoli è perché l’amore per gli animali ancora non tutti ce l’hanno e perché è tanto comodo seguitare sulla vecchia strada; soprattutto però c’è l’insensibilità verso gli animali.

 

D. E degli OGM che ne pensa?

R. Penso che ci sia troppo allarmismo contro gli OGM. Gli organismi geneticamente modificati ci sono stati ‘naturalmente’ fin dall’antichità, quando una specie vegetale è stata modificata ed anche gli innesti in fondo sono una specie di OGM. D’altra parte ci sono milioni di persone che ormai da anni si nutrono di OGM e non è successo nulla, non c’è nessuna evidenza che siano tanto dannosi. Ci sono tante altre cose che potrebbero essere dannose: tutti questi cibi che durano anni per esempio, conservati con la chimica. Anche questi dovrebbero far paura, tutto dovrebbe far paura, si dovrebbe tornare a mangiare solo quello che nasce da sé, senza alcun intervento umano. L’uomo è sempre intervenuto nell’agricoltura, l’ha modificata ed anche grandemente. D’altra parte questi (gli OGM n.d.r.) permettono di dare da mangiare a milioni di persone che oggi muoiono di fame.

 

D. Lei si è apertamente schierata contro le antenne dei telefonini, asserendo che c’è una correlazione fra campi elettromagnetici…

R. No, io non mi sono espressamente schierata… Non si sa, probabilmente non sono affatto così dannosi come tanti temono, però non devono superare certi limiti, stabiliti per legge. Sono leggi europee. Sembra ci siano degli aumenti di casi di leucemia, però è qualcosa che ‘sembra’, non c’è una statistica certa, quindi siccome non siamo certi, ci vuole cautela, però io non credo sian così terribilmente dannosi come si dice. Certo se si infetta in maniera esagerata l’etere di telefonini o di onde elettromagnetiche, può darsi che faccia male, comunque è una cosa da prendere in studio sul serio, non con i ‘si dice’.

 

D. Quale è il pericolo più grande che potrebbe incontrare l’umanità? Viene dalla terra o dal cielo?

R. Credo venga dalla terra, il pericolo più grande ce lo stiamo facendo da noi, distruggendo tante specie, questa diversità biologica che è fondamentale, cambiando il clima, devastando le foreste. Il grosso pericolo viene proprio da noi; noi stiamo maltrattando il pianeta. Il pericolo potrebbe venire da fuori se si incontrasse un asteroide, cioè un piccolo pianeta con diametro di 10-100 metri che potrebbe cadere, impattare sulla terra, con velocità da 10 a 40 km al secondo e quindi sarebbe paragonabile all’esplosione di una bomba atomica, ma sono probabilità molto rare. La probabilità è bassissima e comunque ci sono dei gruppi di ricercatori che fanno un continuo monitoraggio dei diversi pianetini, delle loro orbite, per vedere se c’è qualche rischio e nel caso di un rischio di un impatto si potrebbe veramente, con le tecnologie attuali, sparargli contro delle cariche nucleari per deviarli dalla loro orbita.

 

D. Professoressa, quando lei in una bella serata estiva guarda le stelle, si rilassa o pensa al lavoro?

R. A parte il fatto che le stelle non si vedon più perché c’è l’inquinamento luminoso, io le stelle non le guardo perché le studio per professione… (Ride) Quando si lavora al telescopio non si guardano, perché il televisore permette di riconoscere il campo in cui si trova la stella o la galassia che ci interessa e poi ci sono strumenti elettronici che registrano le radiazioni che provengono da questo corpo.

 

D. Di recente è uscita la sua autobiografia L’amica delle stelle, edito da Rizzoli. E’ più facile avere per amiche le stelle o gli esseri umani?

R. Ah! Parlare delle stelle come amiche direi che non ha senso. Le stelle sono oggetti di studio, son belle a vedersi, sono un bello spettacolo, un bel panorama: lo posso ammirare, mi può far sentir bene, ma insomma, parlare di amicizia… Non posso dire che un panorama è ‘mio amico’: l’amicizia viene dagli esseri viventi, umani o animali che siano.

 

D. Se dovesse firmare questa intervista con un ideogramma, lei che si chiama Margherita, ma è anche ‘amica delle stelle’, lo farebbe con un fiore o con una stella?

R. Oh, bè, lo farei con una margherita… (Ride)

 

D. Dunque si sente comunque più vicina ai fiori che alle stelle…

R. Si, certo.

 


4. Margherita Hack : L’anima è nel cervello [2003]

L’intervista di Walter La Gatta è stata pubblicata in psicolinea settembre 2003

 

D. Spesso si sente parlare delle temperature delle stelle nell’ordine di migliaia o milioni di gradi, ma come si fa a misurare la temperatura delle stelle?

R. La temperatura superficiale delle stelle va da duemila gradi quando è più freddo a trenta mila quando è più caldo. La temperatura si misura dal colore, perché è come un pezzo di metallo: se lei lo porta all’incandescenza, prima diventa solo calore, cioè radiazioni infrarossi, poi diventa rosso cupo, rosso chiaro, bianco incandescente. Il colore è indice della temperatura superficiale e si può misurare. Poi, dalla legge dei gas, siccome le stelle son completamente gassose, perché a queste temperature superficiali l’unico stato possibile della materia è gas, e allora dalla legge dei gas si può ricavare quale è la temperatura dell’interno, che è appunto di milioni di gradi, tali da permettere le reazioni nucleari, che sono la fonte dell’energia emessa dalla stella stessa.

 

D. Dunque è una temperatura misurata matematicamente…

R. Certo, dalle leggi della fisica.

 

D. Ultimamente il mondo scientifico si sta dividendo sull’esistenza dei buchi neri. Cosa ne pensa riguardo alle ritrattazioni di Hawking?

R. Buchi neri al centro delle galassie è quasi certo che ci sono. La certezza assoluta non c’è, però ci son fortissimi indizi che ci sono. Hawking non ha detto che non ci sono buchi neri: ha detto intanto che la materia può lentamente uscire, non è vero che inghiottono per sempre tutto. Se l’energia non è sufficiente per uscire dal buco nero, la materia può sempre uscire ad energie più basse per un effetto che chiama ‘tunnel’: invece di scalare una montagna, si passa sotto. E poi l’ultima cosa che ha detto è questa: mentre prima diceva che la materia inghiottita dal buco nero perde ogni informazione, se cioè entrano dentro atomi di vari elementi, quello che poi esce non porta nessun ricordo di quello che è entrato. Ora sembra che si sia ricreduto su questo, ma insomma son teorie, anche se lo ha detto ad un Congresso, ma son cose abbastanza campate in aria. L’esistenza dei buchi neri è invece molto probabile perché hanno proprio misurato che al centro della nostra galassia c’è, oltre ad un volume e ad un raggio appena tre volte quello del sistema solare, ci sarebbero tre milioni di masse solari, cioè come se il raggio appena tre volte quello del sistema solare ci fossero conficcati dentro tre milioni di soli, allora è molto probabile che sia un buco nero. Se c’è tanta materia concentrata in un volume così piccolo…

 

D. Cambiamo argomento. Come mai non è ancora accaduto di avere contatti con altre forme di vita intelligente?

R. Le distanze sono enormi, dunque è molto probabile che ci siano, perché ci sono miliardi di pianeti, miliardi di galassie, però le distanze sono enormi e la velocità della luce è un limite insuperabile, quindi è probabile che questo contatto non ci sarà mai.

 

D. Il limite della velocità della luce è assolutamente insuperabile ?

R. C’è chi ha fatto ipotesi che questo limite possa essere superato, però per ora sembra proprio che sia un limite insuperabile. Come prevedeva le legge della relatività, se la velocità è uguale a quella della luce le lunghezze si ridurrebbero a zero, i tempi si dilaterebbero all’infinito, le masse diventerebbero infinitamente grandi. Queste previsioni della relatività effettivamente sono state verificate.

 

D. La vita intelligente su un altro pianeta potrebbe essere simile alla nostra? Cosa è in realtà una vita intelligente per la scienza?

R. Si immagina esseri come noi, che hanno la capacità di astrarre, di studiare l’universo… Ci possono essere civiltà meno evolute della nostra, civiltà più evolute. Quello che è altamente probabile è che esistano altri pianeti con altre forme di vita. Che esistono altri pianeti lo sappiamo, si son trovati, però le distanze son talmente grandi… E poi i pianeti che si son trovati sono nelle vicinanze del sole e quelli che si son scoperti finora non sono adatti allo sviluppo della vita, però ci sono miliardi e miliardi di stelle, miliardi e miliardi di galassie, quindi in numeri così grandi pensare di essere soli sembra veramente assurdo.

 

D. Perché possa nascere la vita su un pianeta è indispensabile l’acqua allo stato liquido?

R. Almeno per quello che riguarda la vita che si conosce noi, insomma. Se non si vuol fare fantascienza bisogna immaginare qualcosa simile alla nostra anche se non si può escludere che ci siano forme di vita diverse dalle nostre, ma è più probabile che siano simili alla nsotra, cioè basata sulla chimica del carbonio e sull’acqua.

 

D. Che ne pensa dell’idea di togliere Darwin e la teoria evoluzionista dalle scuole?

R. E’ una stupidaggine fenomenale ! La teoria di Darwin è ben dimostrata e dunque è l’essere succubi, forse della Chiesa o di idee veramente medievali, si pensa che la mente tenera dei bambini possa essere disturbata dall’idea che si discenda dalle scimmie. Con queste cose si torna veramente al Medioevo. E’ ridicolo che si possa scrivere che il mondo è cominciato quattromila anni fa, come dicono i Testimoni di Geova: ci sono evidenze certe, scientifiche che la terra ha 4,6 miliardi di anni. E’ ridicolo.

 

D. Scienza e fede sono dunque sempre in contrasto?

R. Non necessariamente; certo, la scienza si basa sull’osservazione, la fede è una questione personale: c’è chi crede e chi non crede. La fede con la scienza ha poco a che fare.

 

D. Secondo lei cosa c’è oltre le stelle?

R. Io non credo, io son completamente materialista: credo che c’è la materia e forse l’universo è sempre esistito, nel tempo e nello spazio è infinito. Il perché è così non lo so e la scienza può dare una risposta a questo, ma io non credo assolutamente né a Dio, né all’anima, né all’aldilà: l’anima è nel nostro cervello.

 

D. Bellissima questa affermazione. Secondo lei dovrebbe esserci un limite per la scienza, oppure si può arrivare fin dove la scienza ci porta?

R. La scienza quello che può fare lo fa, poi bisogna cercare di fare quello che può essere utile agli esseri viventi e non danneggiarli. La scienza fa quello che può fare: bisogna distinguere fra scienza e tecnologia, fra la ricerca pura e l’applicazione.

 

D. A questo proposito, cosa ne pensa della procreazione assistita e della recente legge introdotta in Italia?

R. Quella è una legge medievale, è una cosa vergognosa: non solo limita la libertà dei cittadini, ma anche vietano una ricerca che può essere estremamente importante per guarire dalle malattie fino ad ora inguaribili. Dunque è una cosa vergognosa, è proprio il segno di una classe dirigente ignorante e arrogante. E’ un ritorno al Medioevo.

 

D. A proposito di ritorno al Medio Evo, cosa pensa lei della possibilità di viaggiare nel tempo?

R. No, no, queste sono fantasie…

 

D. Secondo lei nella scienza le donne sono ancora discriminate rispetto agli uomini?

R. Ci sono tante ricercatrici molto brave. Certo, dipende molto anche dalle donne, che devono pretendere di essere riconosciute. Bisogna esser combattivi nella vita, anche nella scienza. Anche in famiglia: la famiglia si fa in due ed in due bisogna sopportarne il peso. Sono le donne che devono pretenderlo, perché al mondo chi ha meno diritti deve conquistarseli.

 

D. Quale è il suo segreto personale per farsi spazio in un mondo maschile?

R. Io non ho avuto problemi perché nella mia famiglia i miei genitori erano perfettamente uguali e mi hanno sempre educato a pensare che dovevo farmi una carriera ed anche in casa, con il mio compagno, ci siamo sempre divisi i compiti in parti uguali, tutti e due. Non c’è stato nessun problema, perché da giovani c’era già una consapevolezza su questo.

 


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Category: Editoriali, Storia della scienza e filosofia

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Comments (1)

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  1. Leonardo Rubino ha detto:

    …basta che la scienza la smetta di proporci le performances criticate al seguente link:

    http://altrogiornale.org/request.php?46

    Ciao.

    Leonardo Rubino.

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