Il sorriso senza caimano

| 9 Giugno 2011 | Comments (0)

 

 

 

La vittoria di Pisapia a Milano

E’ soprattutto questa vittoria, senza ovviamente sottovalutare le altre a Torino, Bologna, Napoli e Cagliari, che ci fanno parlare della “scomparsa del caimano” (che a Milano ci ha messo la faccia) e di un modo diverso di concepire la politica. Inchiesta dedica i suoi primi quattro articoli a questa vittoria. Danilo De Biasio racconta come Radio Popolare abbia intercettato “un corrente profonda” che ha coinvolto “un pubblico giovane partecipe”, “il ceto medio, il popolo delle partite iva, i piccoli imprenditori” e poi una categoria, diversa dalle tradizionali differenze sociologiche generazionali e di classe sociale, definibile con il termine “moderati e indignati”. Questa corrente profonda ha utilizzato come metodo di diffusione e convinzione l’orizzontalità della rete e un’ironia capillare mentre la destra si è dimostrata incapace di questi strumenti perché capace solo di una comunicazione “militare” dall’alto al basso. Bruno Giorgini racconta la festa in Piazza Duomo, dopo la vittoria, la sera e la notte del lunedì 30 maggio 2011 con l’impressione di essere di fronte a un “un potere che non opprime nessuno, non vuole, ma anzi apre tutte le possibilità, il potere come possibilità e potenza creatrice di libertà, uguaglianza, armonia, bellezza”. Sia nell’intervento di De Biasio che in quello di Giorgini la parola “futuro” è più volte utilizzata e il “futuro” è anche al centro dell’intervento di Laura Balbo che scrive: “possiamo forse guardare a quel che è successo in queste settimane come un’occasione per imparare (un poco almeno) come si possa starci dentro alle dimensioni del futuro”. Imparare a “riconoscere le figure giuste nella politica e andare a votare per loro) è il primo passo. E poi continuare ad essere presenti e attivi”. L’intervento di Guido Martinotti ricorda il “contesto culturale” prima della vittoria: dalle indicazioni fortunatamente inascoltate di Massimo Cacciari (che suggeriva al centro sinistra, per vincere le elezioni, di candidare l’ex sindaco di destra Albertini) alle preoccupazioni del sociologo Ricolfi su La stampa che dopo le primarie vinte da Pisapia affermava che “ha ragione Ferrara, il centro-destra è alle corde ma fa male la sinistra a cantare vittoria, è egemonizzata dalle estreme”. Fortunatamente le primarie hanno indicato Pisapia che “ha fatto fuori un certo modo di concepire la politica” per cui oggi a Milano è possibile spazzare via “la paura di parlare di moschee, dei ROM, dei gay, di tutti i fantasmi di cui non si doveva parlare perché avrebbero spaventato la gente”.

 

Dibattito interno alla Cgil.

La rivista Inchiesta, dopo le precedenti interviste fatte ad esponenti delle due componenti della CGIL (l’intervista a Carla Cantone e Gianni Rinaldini, Inchiesta 169, 2010 e l’intervista a Cesare Melloni e a Gianni Rinaldini, Inchiesta n.171, 2011) prosegue questa strategia di documentazione della dialettica interna alla Cgil facendo dialogare Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, e Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc. In relazione alle due categorie che Fiom e Flc rappresentano (i metalmeccanici e i lavoratori della conoscenza) sono presenti in questo numero due tipi di contributo che iniziano a documentare ciò che sta accadendo in queste due aree. Da una parte ci sono gli articoli di Roberto Dall’Olio e di Matteo Rinaldini sulle condizioni che trovano a Ferrara e a Reggio Emilia chi emigra dalla Nigeria e dall’India. Dall’altra ci sono le inchieste di Giuliana Comisso sulla riforma Gelmini e di Barbara Cologna su di una categoria di lavoratrici e lavoratori dimenticata: quella dei traduttori. In relazione a queste due aree Inchiesta e Scienza e democrazia stanno organizzando a Bologna un convegno con la presenza dei due segretari generali. Sono pertanto graditi alla redazione suggerimenti e proposte.

 

Scienza e democrazia.

In questo numero sono presenti il contributo di due fisici. Silvio Bergia documenta cosa è cambiato nell’ultimo mezzo secolo nel mondo della ricerca in fisica e Bruno Giorgini affronta il tema della fisica nel mondo tra catastrofi e rivoluzioni.

 

Africa.

Sull’Africa abbiamo pubblicato un Dossier sul mondo arabo e i mass media (Inchiesta 169, 2010). In questo numero ci sono due interventi: quello di Federica Zullo sul Sud Africa post-apartheid attraverso la sua narrativa e quello di Francesca Cadeddu su come si presenta Tunisi dopo la svolta democratica. C’è poi un intervento di Mario Galasso che ricorda la morte di Vittorio Arrigoni e le responsabilità di chi opera nel mondo della informazione per non avere adeguatamente sostenuto le sue lotte.

 

India.

Il dossier “Capire l’India attraverso le sue lotte” a cura di Laura Corradi con saggi di Laura Corradi, Barbara Benedetti, Ambra Pirri, Danierla Bezzi, Piero Pagliani, Arundhati Roy fa parte della strategia della rivista che si propone di realizzare un Osservatorio internazionale nella aree più significative del mondo. Le lotte documentate in questo Dossier fanno capire come l’ondata del neoliberismo si sia abbattuta anche in questa nazione aggiungendosi alle lotte più tradizionali contro le minoranze. Anche alla fine di questo dossier Arundhati Roy sottolinea come il silenzio su queste lotte e queste violenze da parte della stampa internazionale sia un silenzio colpevole. E’ un’India in cui chi si ribella merita attenzione anche se in questi territori non ci sono pozzi petroliferi.

 

Il sorriso senza caimano.

Il titolo di questo editoriale ricorda il sorriso senza gatto di Alice nel paese delle meraviglie. Quando si tratta del Caimano occorre fare molta attenzione. La recente vittoria elettorale può far scrivere che il Caimano sta scomparendo ma il suo sorriso, il suo ghigno, è ancora molto presente. Il berlusconesimo è penetrato in profondità e rischia di continuare ad inquinare la società italiana anche senza Berlusconi.

 


Category: Editoriali

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About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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