Enrico Peyretti: Il pensiero vibratile di Pier Cesare Bori

| 27 Novembre 2015 | Comments (0)

 

 

 

Diffondiamo con emozione questa lettera di Enrico Peyretti sull’amico Pier Cesare Bori sempre presente nei nostri pensieri


Bori “vibratile”

Ho già raccontato e scritto che don Lorenzo Vivaldo – vice-assistente della Fuci nazionale, poi vescovo di Massa Marittima – una volta, parlando con me in una trattoria presso Savona,  definì Pier Cesare, per la sua grande sensibilità, “vibratile”.

Mi accorgo ora che il nome originario dei quaccheri (a cui Pier Cesare aderì nel 1993, senza rinnegare il cattolicesimo, C V, p. 131), era appunto Quakers “tremanti”, aggettivo attribuito loro per derisione e da loro accettato.

Il senso di “vibratile” è molto affine, ma niente affatto derisorio. Ed anzi, così don Vivaldo colse molto bene quella viva qualità che noi, suoi amici, abbiamo ammirato e amato in Pier Cesare.

Enrico Peyretti, 27 nov. 2015

 

Pier Cesare Bori:

“Occorre pensare, e agire in modo diverso. L’assetto politico mondiale che si delinea, l’assetto imperiale appare irresistibile. Ma sono possibili delle prassi alternative, silenziose. Occorre individuare degli obiettivi concreti, scegliere un compito a cui dedicarsi. Evitare di annunciare le cose, prima di farle. Essere semplici e astuti. Accettare una condizione minoritaria. Al di là delle angustie culturali e confessionali, occorre dare più fiducia alle emozioni e al loro linguaggio.”

(Lampada a se stessi. Letture tra università e carcere, Edizione Marietti 1820, 2008).

 

 

 

 

 

Category: Culture e Religioni, Editoriali, Pier Cesare Bori e la rivista "Inchiesta"

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About Enrico Peyretti: Enrico Peyretti (Torino, 1935) è un attivista italiano, intellettuale, impegnato nella ricerca per la pace e nel movimento per la non violenza. È stato presidente centrale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI) tra il 1959 e il 1961. Nel periodo del post-Concilio Vaticano II animò a Torino alcune realtà ecclesiali di base. Fondò nel 1971 (e diresse fino al 2001), assieme ad "alcuni cristiani di Torino", la rivista mensile il foglio (www.ilfoglio.info), che ancora oggi rappresenta una delle più interessanti esperienze di riflessione su tematiche religiose e politiche da parte del Cristianesimo di base. Ha insegnato storia e filosofia nei licei. Svolge attività come ricercatore per la pace nel Centro Studi "Domenico Sereno Regis" di Torino (www.serenoregis.org), sede dell'Ipri (Italian Peace Research Institute); è membro del comitato scientifico del Centro Interatenei Studi per la Pace delle Università piemontesi. È un riferimento all'interno del Movimento Nonviolento e del Movimento Internazionale della Riconciliazione. Tra i suoi libri: " Alcuni elementi per una filosofia della pace ", Scuola di pace, Città di Boves, Anno accademico 1993-94 ; Dall'albero dei giorni, Soste quotidiane su fatti e segni, Servitium, Sotto il Monte (BG) (1998); La politica è pace, Cittadella, Assisi (PG) (1998); Per perdere la guerra, Beppe Grande, Torino (1999); Dov'è la vittoria?, Piccola antologia aperta sulla miseria e la fallacia del vincere, Il segno dei Gabrielli, San Pietro in Cariano (VR) (2005); Esperimenti con la verità. Saggezza e politica di Gandhi, Pazzini, Villa Verucchio (RM) (2005); Il diritto di non uccidere. Schegge di speranza, Il Margine, Trento (2009);Dialoghi con Norberto Bobbio su politica, fede, nonviolenza , Claudiana, Torino (2011); Il bene della pace. La via della nonviolenza , Collana L'etica e i giorni, Cittadella Editrice, Assisi (2012)

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