10 dicembre 1948. 70 anni dopo la Dichiarazione universale dei diritti umanì

| 10 Febbraio 2019 | Comments (0)

 

Diffondiamo l’editoriale di Vittorio  Capecchi di “Inchiesta” 202 ottobre-dicembre 2018

 

Scenari nazionali.

L’inizio del 2019 è caratterizzato per “Inchiesta” dalla notizia che Maurizio Landini è il nuovo segretario nazionale della Cgil con due vice segretari: lo sfidante Vincenzo Colla e Gianna Fracassi. I problemi della politica e del mondo del lavoro che si presentano al nuovo segretario nazionale non sono pochi e in questo numero di “Inchiesta” sono ampiamente documentati. Questo numero inizia con un saggio di Francesca Re David (segretaria nazionale della Fiom) scritto conversando con Lelio Demichelis sul futuro del lavoro e del sindacato. Dal punto di vista della Fiom (che ha oggi 330.000 iscritti) i problemi del mondo del lavoro sono in almeno tre direzioni: la sua frantumazione che rende difficile la costruzione di vertenze collettive, le organizzazioni del lavoro basate sul modello Marchionne, una politica governativa violenta verso chi emigra tanto che Francesca Re David termina il suo saggio con l’invito a “restare umani”. Il sindacato deve saper ritrovare e potenziare, come scrive Aldo Tortorella, “la preveggente indipendenza di Claudio Sabattini” ed è importante, come scrive Umberto Romagnoli, il ruolo di intermediazione degli operatori giuridici in materia sindacale e del lavoro. I problemi legati alle grandi infrastrutture, come la ricostruzione del Ponte di Genova o la Tav sono analizzati da Andrea Ranieri. L’uomo e il modello Marchionne sono descritti, con ampiezza e conoscenza diretta, da Gianni Rinaldini intervistato da Gabriele Polo. Le conseguenze di questo modello sono ancora oggi visibili nella inchiesta di Matteo Gaddi su un gruppo di imprese di Reggio Emilia nelle quali la produttività viene aumentata con la compressione dei tempi, l’aumento delle saturazioni e l’eliminazione delle attività a “non valore aggiunto”. I problemi non sono solo nella sfera socio-economica ma emergono anche nella sfera socio-psicologica. Il testo dello psichiatra bolognese Emilio Rebecchi è esemplare nel modo di riflettere e fare inchiesta: dopo un evento tragico come la morte dei giovani e di una mamma nella discoteca di Corinaldo, Rebecchi avverte l’importanza di trascrivere e riflettere sulle strofe della canzone Brutti sogni del rapper che i giovani andavano a sentire in quella discoteca. Vi trova non le parole di un “anticristo” (come il rapper è stato definito da un sacerdote in cerca di notorietà) ma quelle di un giovane che cerca di avvicinarsi alla solitudine di altri giovani.

I diritti delle donne e degli uomini 70 anni dopo la Dichiarazione universale del 1948.

La Dichiarazione del 10 dicembre 1948 viene firmata a Parigi dalle Nazioni Unite, per l’impegno di Eleanor Roosevelt presidente della Commissione per i Diritti Umani. Viene così diffusa in francese la Déclaration Universelle des Droits de l’Homme e, in inglese, la Universal Declaration of Human Rights. In Italia, a seconda che si faccia una traduzione letterale del testo francese o di quello anglosassone si parla di “diritti dell’uomo” o di “diritti umani”. Il testo della dichiarazione è un manifesto importante a favore delle donne contro l’odio e le discriminazioni di ogni tipo e questo anniversario sottolinea la distanza di tante donne e di tanti uomini da quelle parole. Amina Crisma analizza il pensiero di Pier Cesare Bori sui diritti umani e conclude che essi vanno visti in un duplice versante: “quello della costruzione del consenso etico fra culture e del legame responsabile e solidale con i nostri fratelli umani, e quello della difesa del singolo – e della singola – da qualsiasi forma di prepotenza arrogante- istituzionale, di gruppo, di clan, di famiglia, di comunità – che lo voglia o che la voglia schiacciare”. Francesco Ciafaloni si interroga sul noi /loro e perché si sia arrivati in Italia alle posizioni di Salvini essendovi una diffusa percezione negativa di chi viene o è venuto da “fuori”. Ciafaloni scrive che per “cambiare la percezione bisogna risolvere, almeno in parte, problemi generali: diminuire le diseguaglianze, non solo quella tra migranti e nativi, diminuire la disoccupazione, non chiedere espulsioni o accettare il blocco dei porti e cancellare i salvataggi in mare, che, malgrado i lutti, sono un vanto degli uomini di mare in Italia.”

 

Scenari internazionali

Il tema dei diritti delle donne e degli uomini partendo dal lavoro si interseca strettamente con i diritti della terra e Mario Agostinelli parla dell’”aria che tira sul pianeta” e di tutte le conseguenze già in atto. Segue un saggio di Giuseppe Richeri sulla Cina e le piattaforme digitali. La Cina di fronte ad internet si presenta come un Giano bifronte: una faccia soddisfatta per gli effetti economici e industriali realizzati; una faccia perplessa e preoccupata per l’immagine negativa che può derivare da una piattaforma non controllabile. Ci sono poi due interventi di Silvio Pieranni e di Bruno Giorgini che si pongono lo stesso interrogativo: le prese di posizione di lavoratori e studenti in Cina e le manifestazioni dei gilet jaunes in Francia in che relazione stanno con la lotta di classe? Come possono essere interpretate?

Fare Inchesta e Dossier.

Sotto la voce “fare inchiesta” sono stati pubblicati in questo numero due interventi. Un intervento di Umberto Romagnoli che ricorda il modo di fare inchiesta di Aris Accornero e quello di Fabrizio Denunzio che ricorda La Distinction di Pierre Bourdieu quaranta anni dopo la sua pubblicazione a Parigi. E’ poi pubblicata la prima parte di un dossier a cura di Laura Corradi “Per una critica della scienza e delle tecnologie” che nel prossimo numero affronterà aree come l’ingegneria genetica, la riproduzione artificiale, le nanotecnologie e il dominio digitale. E’ invece pubblicato interamente in questo numero il dossier di Enrico Pugliese e Mattia Vitiello sull’Italia come crocevia migratorio. Considerare insieme quelli che arrivano in Italia e quelli che se ne vanno fa capire quanto siano riduttive le provocazioni alla Salvini che incoraggiano, nel noi/loro, le immagini negative del “loro”.

Category: Editoriali

Avatar

About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.