Perchè bisogna dire NO al cacciabombardiere F-35 Joint Strike Fighter

| 8 Dicembre 2012 | Comments (0)

 

 

 

TRE ASSOCIAZIONI :RETE ITALIANO DISARMO  (www.disarmo.org), SBILANCIAMOCI (www.sbilanciamoci.org), TAVOLA DELLA PACE (www.perlapace.it)

INVITANO ALL’AZIONE ASSOCIAZIONI, GRUPPI ED ENTI LOCALI  ALLA CAMPAGNA “TAGLIA LE ALI ALLE ARMI “

 

75.000 firme di cittadini, 650 associazioni, il sostegno di oltre 50 Enti Locali (tra Regioni, Province e Comuni). Saranno questi i protagonisti della giornata di mobilitazione che la campagna “Taglia le ali alle armi” (promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci! e Tavola della Pace) ha deciso di organizzare giovedì 12 luglio, come momento conclusivo della seconda fase di azione prevista dalla campagna stessa. Negli ultimi mesi l’attenzione sul tema delle spese militari e del particolare spreco costituito dai caccia Joint Strike Fighter è cresciuta moltissimo anche grazie a tutte le informazioni diffuse dalle associazioni e dai gruppi che hanno sostenuto “Taglia le ali alle armi”. 
Dai problemi tecnici ai costi sempre in aumento, dai dubbi di tutti gli altri paesi partner alla ostinata decisione di continuare l’acquisto da parte del nostro Ministero della Difesa, alle inesistenti “penali” sulla cancellazione dell’acquisto l’opinione pubblica ha avuto modo in questi ultimi mesi di capire meglio cosa sta dietro al progetto del caccia F-35. E comprendere come si tratti dell’ennesimo e gigantesco spreco di denaro pubblico a sostegno delle spese militari distolto invece da usi socialmente ed ambientalmente più utili e necessari.

Anche se il Governo tiene bloccata da tempo (almeno dalla fine 2009) la decisione definitiva, l’Italia a breve potrebbe perfezionare l’acquisto dei cacciabombardieri d’attacco Joint Strike Fighter F-35. Il nuovo annuncio del Ministro Di Paola di riduzione a 90 esemplari non significa nulla: nessun contratto è ancora stato firmato e possiamo quindi fermare completamente questo acquisto (anche perchè la proposta rimodulazione della Difesa deve passare per una discussione parlamentare)

Quello del caccia F-35 è un programma che ad oggi ci è costato già 2,7 miliardi di euro ne costerà – in caso di acquisto di 131 aerei – almeno altri 15 solo per l’acquisto dei velivoli, che potrebbero scendere a 10/12 miliardi con una riduzione a 90 (il prezzo unitario si alzerà, secondo l’azienda produttrice Lockheed Martin). Complessivamente arriveremo arrivando ad un impatto tra i 15 e i 20 miliardi nei prossimi anni. Senza contare il mantenimento successivo di tali velivoli.


Siamo quindi in gioco, come partner privilegiato, nel più grande progetto aeronautico militare della storia, costellato di problemi, sprechi e budget sempre in crescita, mentre diversi altri paesi partecipanti – tra cui Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Danimarca e gli stessi Stati Uniti capofila! – hanno sollevato dubbi e rivisto la propria partecipazione. In questo periodo di crisi e di mancanza di risorse per tutti i settori della nostra società, diviene perciò importante effettuare pressione sul Governo italiano affinché decida di rivedere la propria intenzione verso l’acquisto degli F-35, scegliendo altre strade più necessarie ed efficaci sia nell’utilizzo dei fondi (verso investimenti sociali) sia nella costruzione di un nuovo modello di difesa. L’esempio del programma Joint Strike Fighter deve quindi servire come emblema degli alti sprechi legati alle spese militari e della necessità di un forte taglio delle stesse verso nuovi investimenti più giusti, sensati, produttivi.

Per questo noi diciamo:

NO allo spreco di risorse per aerei da guerra sovradimensionati e contrari allo spirito della nostra Costituzione SI all’utilizzo di questi ingenti risorse per le necessità vere del paese: rilancio dell’economia, ricostruzione dei luoghi colpiti da disastri naturali, sostegno all’occupazione

NO alla partecipazione ad un programma fallimentare anche nell’efficienza: il costo per velivolo è già passato (prima della produzione definitiva) da 80 milioni di dollari a 130 milioni di dollari (dati medi sulle tre tipologie) SI all’investimento delle stesse risorse per nuove scuole, nuovi asili, un sostegno vero all’occupazione, l’investimento per la ricerca e l’Università, il miglioramento delle condizioni di cura sanitaria nel nostro Paese

NO al programmi militari pluriennali e mastodontici, pensati per contesti diversi (in questo caso la guerra fredda) ed incapaci garantire Pace e sicurezza SI all’utilizzo delle risorse umane del nostro Governo e delle nostre Forze Armate non per il vantaggio commerciale dell’industria bellica, ma per la costruzione di vera sicurezza per l’Italia

NO al soggiacere delle scelte politiche agli interessi economici particolari dell’industria a produzione militare e dei vantaggi che essa crea per pochi strati di privilegiati SI al ripensamento della nostra difesa nazionale come strumento a servizio di tutta la società e non come sacca di privilegi e potere

 

ANDANDO NEL SITO www.disarmo.org/nof35 si può aderire come persona o come associazione

 

 

CON IL COSTO COMPLESSIVO DI 15 MILIARDI DI EURO PER 131 CACCIABOMBARDIERI SI POTREBBE INTERVENIRE SU

ASILI, SCUOLA, UNIVERSITA’

creare 4.500 asili nido comunali nuovi (raddoppiando il numero attuale), con benefici per quasi 135mila famiglie italiane e la possibilità di creare 40mila nuovi posti di lavoro (costo circa 1miliardo e 500milioni)

mettere in sicurezza 10mila scuole italiane che non rispettano le normative antisismiche, antincendio e di idoneità statica e migliorarne l’ecoefficienza, beneficiando oltre 5milioni di famiglie e la possibilità di creare nuovi 10mila posti di lavoro oltre che salvaguardare quelli a rischio nelle imprese nel campo dell’edilizia e delle ristrutturazioni (costo 5miliardi di euro)

dare 250mila borse di studio per studenti universitari e servizi di edilizia residenziale per 10mila studenti universitari (costo 1miliardo di euro)

LAVORO, REDDITI, WELFARE

dare indennità di disoccupazione di 750 euro per 10 mesi ai lavoratori atipici (collaboratori a progetto, coordinati e continuativi con monocomittenza, ecc, con contratti dai almeno un annuo e un reddito non superiore ai 25mila euro) che perdono il posto di lavoro: beneficiari 200mila (costi 1miliardo e 500 milioni)

avviare 45mila giovani al servizio civile che porterebbero beneficio -con le loro attività alla vomunità- benefici per oltre 1 milione di famiglie e un valore stimato in servizi di circa 650milioni di euro (costi 300 milioni di euro)

dare servizi e aiuto a oltre 80mila famiglie che devono assistere disabili o anziani non autosufficienti; in questo modo si creerebbero 5mila posti di lavoro nuovi nel campo delle cooperative e dei servizi sociali (costo 700 milioni di euro per il fondo non autosufficienza)

AMBIENTE, MOBILITA’

avviare 500 piccole opere di riassetto idrogeologico del territorio e di prevenzione di calamità, frane, allagamenti, ecc. in caso di maltempo. Oltre che salvaguardare i posti di lavoro a rischio nelle imprese operanti nel campo, si potrebbero creare 20mila posti di lavoro nuovi (costo 2miliardi di euro)

costruire 350 nuovi treni per i pendolari che portano 210mila posti a sedere, con la possibilità di salvaguardare i posti di lavoro delle imprese che operano nel settore (costo 2miliardi di euro)

sostenere le imprese che operano nel campo delle energie rinnovabili (installazione pannelli fotovoltaici, ecoefficienza energetica) e della mobilità sostenibile attraverso un fondo ad hoc di 1miliardo di euro per l’innovazione e la ricerca e ulteriori agevolazioni fiscali per i consumatori: possibile creazione di 10mila nuovi posti di lavoro e l’installazione di 100mila nuovi pannelli fotovoltaici.


CON IL COSTO DI 1 CACCIABOMBARDIERE (129 milioni di euro) POTREMMO REALIZZARE

387 asili nido con 11.610 famiglie beneficiarie e circa 3.500 nuovi posti di lavoro oppure 21 treni per i pendolari con 12.600 posti a sedere oppure 32.250 borse di studio per gli studenti universitari oppure 258 scuole italiane messe in sicurezza (rispetto norme antincendio, antisismiche, idoneità statica) oppure 18.428 ragazzi e ragazze in servizio civile oppure 17.200 lavoratori precari coperti da indennità di disoccupazione oppure 14.742 famiglie con disabili e anziani non autosufficienti aiutate con servizi di assistenza

 

Con la mobilitazione promossa dalla Rete Italiana Disarmo, dalla Campagna Sbilanciamoci e dalla Tavola della Pace per chiedere al Governo di non procedere all’acquisto di 131 cacciabombardieri F35 al costo di circa 15 miliardi e di investire i fondi risparmiati per progetti più utili alla collettività denominata “Taglia le ali alle armi” si è creata una maggiore consapevolezza sulla portata di tale progetto che si voleva invece non far conoscere troppo all’opinione pubblica.

Più di 35.000 firme raccolte nella prima fase, anche con l’aiuto di Grillo News, l’appoggio di quasi 400 associazioni, il supporto di Unimondo e di Science of Peace. Dopo il velocissimo passaggio Parlamentare dell’aprile 2009 che ha dato il via libera al progetto, oggi sono depositate in Parlamento due mozioni che chiedono la sospensione del progetto firmate da 17 Deputati e 27 Senatori.

E un primo risultato: a margine dell’incontro del 24 novembre organizzato dalla nostra campagna il sottosegretario Crosetto ha per la prima volta ufficialmente ammesso che la Difesa (complici soprattutto i costi) sta ripensando al quadro complessivo degli acquisti del caccia. “Stiamo ripensando la parte del programma Joint Strike Fighter che riguarda i 62 velivoli F-35 B a decollo rapido e atterraggio verticale’’ ha confermato poi alle agenzie di stampa

Nelle ultime settimane la campagna è riuscita a squarciare il muro di gomma elevato per coprire il progetto dell’F35. Ora nessuno può dire di non sapere quello che stava per fare il nostro Governo, e questo ha messo in difficoltà la Difesa e portato allo scoperto il Ministro-Ammiraglio Giampaolo Di Paola che dopo aver iniziato il suo mandato con un’indisponibilità totale a tagliare alla Difesa, ora annuncia la ridefinizione del Modello di Difesa e tagli al personale ed ad alcuni sistemi d’arma. Per il momento sull’F35 ha fatto intendere che ci sarà solo una lieve sforbiciata, ma la Campagna non demorde e prosegue la sua strada per far annullare tutto il progetto.


Category: Economia, Guerre, torture, attentati, Movimenti

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