Nicoletta Teodosi: In Italia il 2014 inizia con una povertà raddoppiata rispetto al 2005

| 6 Gennaio 2014 | Comments (0)

 

 

 

[Da www.banningpoverty.org del 6 gennaio 2014] I dati 2013 dell’Istat nel Rapporto sulla coesione sociale certificano che la povertà dall’anno 2005 è raddoppiata, i disoccupati sono 2 milioni 744 mila, 636 mila in più rispetto al 2011. Quasi un pensionato su due percepisce meno di mille euro. In occasione dell’inizio del nuovo anno e della gravità di questi dati Istat, Nicoletta Teodosi, presidente del CILAP EAPN Italia (Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà) ha dichiarato: “Il numero di poveri dal 2005 è raddoppiato, anziché diminuire. La riduzione dei poveri è diventata più un miraggio che una realtà. Tutto gira intorno alla riduzione del debito pubblico che ricade sul ceto medio, il quale sta progressivamente scomparendo, e sulle persone che già erano in una condizione di povertà e di rischio di esclusione sociale. Queste non stanno scomparendo, anzi il loro numero aumenta e non servono le statistiche a quantificarle, basta guardarsi intorno.

Ridurre il debito significa ridurre l’accesso ai servizi socio-sanitari territoriali pubblici: interventi di riabilitazione, visite specialistiche, diagnostica. Nella sanità significa ridurre i posti letto negli ospedali e gli interventi di pronto soccorso.

Dietro ai numeri e alle statistiche vi sono delle persone: pensionati con basse pensioni, invalidi, famiglie a basso reddito spesso con minori a carico, disabili, disoccupati.

Tagliare questi servizi significa risparmiare oggi forse, ma a scapito di chi vive già una o più condizioni di deprivazione. Il risultato di questi tagli è la riduzione delle cure sanitarie per una fascia importante della popolazione. I servizi sociali e sanitari sono sempre pieni di gente, non si può neanche dire che siano superflui o scarsamente frequentati viste le lunghe file d’attesa.

Sul fronte sociale non stiamo messi meglio: se consideriamo gli investimenti per il sociale, questi non coprono mai l’intero fabbisogno di un non autosufficiente. Deve intervenire sempre la famiglia, per quanto riguarda le cure, il ricorso ai risparmi per la copertura delle spese che non sono coperte dall’intervento pubblico.

Vogliamo poi parlare dei senza dimora che affollano le strade delle grandi città in Italia, come in Europa? Quali sono gli interventi strutturati per le persone senza dimora? Quali per i Rom più poveri? Sì perché anche tra i Rom, vi sono quelli ancora più poveri perché esclusi da qualsiasi circuito di inserimento alloggiativo (i campi attrezzati) e di inserimento lavorativo. Quelli che lavorano “fuori” dai campi nascondono le proprie origini e condizioni. Lo stigma, anziché ridursi sembra stia includendo sempre più fasce di popolazione anziché escluderle. Paradossalmente ridurre lo stigma e il pregiudizio sarebbe una delle poche volte in cui il termine esclusione sarebbe accettabile: essere esclusi dalla stigmatizzazione e dal pregiudizio!

Gli immigrati in Europa sono una questione di ordine pubblico visto che la competenza è della Direzione Generale Giustizia, Libertà e Sicurezza della Commissione europea. Nei singoli Stati membri la competenza è del Ministero dell’Interno.

Nel frattempo chi lavora con e per gli immigrati, con e per i senza dimora, con e per gli anziani soli, chi con minori, chi negli ospedali senza posti letto e senza barelle (la lista è molto lunga), si trova ogni giorno ad affrontare problemi che devono essere risolti in emergenza, subito o al massimo entro un giorno, questa è l’emergenza.

Il periodo delle festività natalizie e del nuovo anno è stato il tempo dei buoni propositi, delle richieste impossibili da soddisfare. Chiediamo al Governo e a tutti coloro che hanno responsabilità politiche: fateci uscire dall’emergenza, fate uscire questo Paese da una condizione di precarietà.

Qualcuno potrebbe chiederci: cosa fate voi per far uscire questo paese dall’emergenza? Venite a trovarci nei pronti soccorso, venite a casa delle famiglie disabili, venite nei centri di salute mentale e verificate voi stessi. Ad ognuno la sua parte”.

Consultare su www.inchiestaonline.it la sezione “Dichiariamo illegale la povertà”

 

 

 

 

 

 

Category: Dichiariamo illegale la povertà, Economia

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