Maurizio Scarpari e Grazia Sofia Tricomi: Il vergognoso accordo tra la Provincia di Messina e la società Terna Rete Italia

| 20 ottobre 2014 | Comments (0)

 

 

Proseguiamo nel documentare la lotta contro Terna daparte del Comitato per la tutela di Venetico (di cui è presidente Maurizio Scarpari). Per leggere le precedenti tappe di questa lotta visitare la rubrica “Osservatorio Sicilia”

In seguito alla firma del protocollo d’intesa del 16 ottobre scorso tra la Provincia Regionale di Messina e la società Terna Rete Italia è stato indetto il concorso avente per tema: “Il monostelo di classe”, rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie dei tredici comuni del messinese interessati dal passaggio dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, della cui realizzazione Inchiesta si è occupata in diverse occasioni. A questo proposito pubblichiamo la lettera inviata al Commissario provinciale, dott. Filippo Romano, dalle associazioni MAN (Mediterranean Of Nature) e I Cittadini Villafranca Tirrena, dal Comitato per la tutela di Venetico e dal Comitato Saponara e il suo futuro.

 

 

 

Messina 18/10/2014

 

Al Dr. Filippo Romano

Commissario Provincia Regionale – Messina

All’InFEA – ARPA Sicilia

Agli organi di stampa

 

Egregio Dottore,

leggiamo increduli sulla stampa di venerdì della Sua iniziativa mirante sostanzialmente a soccorrere la società Terna che cerca di recuperare nelle scuole un’immagine a dir poco devastata, viste le sommosse in atto da diversi anni presso le popolazioni del versante tirrenico che si vedono costrette a dover subire l’imposizione di un’opera densa di criticità insuperabili sotto tutti i punti di vista: sanitario, naturalistico, paesaggistico e ambientale in genere.

Eppure lo Statuto della Provincia Regionale, che Le consigliamo di leggere e di far leggere ai Suoi dirigenti, è totalmente permeato di queste tematiche: basti pensare agli articoli 5, 9, 13 e 22, che vorrebbero porre la Provincia Regionale di Messina al centro delle iniziative di tutela del territorio e della salute e della qualità della vita dei cittadini.

Ci saremmo pertanto aspettati dalla SS un intervento consono al ruolo rivestito nella prestigiosa istituzione, con priorità assoluta a favore della bonifica della Valle del Mela, tristemente in cronaca da qualche settimana per la sfiorata catastrofe; ma la SS, trascurando gli effetti di cumulo degli inquinamenti, si presta a dare sponda a Terna per la realizzazione di un ennesimo elettrodotto tra Villafranca Tirrena e Sorgente.

È indubbio infatti che l’iniziativa di Terna ha lo scopo sostanziale di fare accettare al territorio un altro intervento insostenibile, prima di tutto per gli aspetti sanitari legati all’inquinamento elettromagnetico, che nel territorio del Mela presenta da molto tempo una tragica evidenza, ignorata dalle istituzioni: basti ricordare che il decreto regionale di individuazione dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale risale addirittura al 2002, ma non è stato seguito da alcun intervento, anzi tutte le iniziative sono andate in direzione opposta.

L’aspetto poi macabro della Sua iniziativa è di favorire la ricerca di un consenso proprio nei giovanissimi alunni delle nostre scuole, proprio quelli destinatari dell’incremento delle leucemie infantili per esposizione ai campi elettromagnetici, per opinione addirittura condivisa tra asserzionisti e negazionisti del danno da inquinamento da campi elettromagnetici a bassa frequenza (vedi pubblicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità). Le sarebbe inoltre utile leggere qualcuno dei lavori del prof. Gino Levis: non per trarre conclusioni in un campo dominato dall’incertezza, ma per far valere il legittimo dubbio che non può che portare al principio di precauzione, base fondamentale degli stati comunitari.

Come ignorare poi gli aspetti naturalistici, vista l’incompatibilità con il Piano di Gestione della Zona di Protezione Speciale dei Monti Peloritani, che è Suo preciso dovere rispettare e fare rispettare, e non solo per il fatto che l’Amministrazione da Lei presieduta aspira all’utilizzo massivo dei fondi comunitari: ci rendiamo conto che la società Terna, con la promessa di compensazioni, peraltro previste dalla legge, è riuscita ad ammorbidire sino ad oggi troppi sindaci ed amministratori e prosegue in questa direzione.

Incredibile poi il coinvolgimento dell’InFEA, sorta a livello nazionale e regionale per affrontare tematiche di altissimo livello culturale nel campo della biodiversità e della tutela e ridotta a perseguire interessi ben definiti lontanissimi dalle finalità costitutive, in un’ottica di provincialismo esasperato che ci pone ben oltre i margini della società civile.

Ma c’è ancora un altro aspetto su cui richiamiamo la Sua attenzione: è proprio il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, che la SS dovrebbe rispettare e fare rispettare, a definire gli elettrodotti come interventi di rilevante trasformazione del territorio, al punto da escluderne addirittura la realizzazione ope legis in alcune aree di grande rilevanza paesaggistica. Questo già per i normali elettrodotti, ma qui siamo in presenza di torri in acciaio che possono andare anche a 80 metri, con un complesso di ben diciannove cavi.

Chiediamo che Ella, come Commissario, rispetti e faccia rispettare le norme vigenti, soprattutto quando queste norme vanno nella direzione della tutela del territorio e delle popolazioni che lottano già da diversi anni a tutti i livelli, per ottenere una qualità della vita ben differente da quella che ci si può aspettare in prossimità di queste mega strutture, anche alla luce delle evidenze statistiche che riguardano il territorio tra Messina e Milazzo.

Le chiediamo pertanto di rivedere la Sua iniziativa e di porre attenzione prima di ogni cosa alle giuste richieste delle popolazioni della Sua provincia, riportate quasi giornalmente dai mass media .

 

Grazie per l’attenzione

 

Maurizio Scarpari – Comitato per la tutela di Venetico

Antonino La Rosa – Associazione I Cittadini Villafranca Tirrena

Giovanni Mento – Associazione MAN (Mediterranean Of Nature)

Rossana Giacobbe – Comitato Saponara e il suo futuro

 

 

Alcune considerazioni a margine…

Pensavamo di averle viste tutte in questa nostra battaglia contro l’arroganza e lo strapotere di Terna, che in Sicilia fa ciò che vuole con la complicità delle istituzioni, locali e nazionali, incuranti delle proteste dei cittadini, delle denunce alla magistratura, alle procure, al Tar, al Consiglio di Stato che sono state archiviate o attendono risposte ormai non tempestive, delle interrogazioni parlamentari ignorate da politici e funzionari troppo affaccendati in altre questioni, nonostante i continui appelli loro rivolti, rimasti immancabilmente inascoltati. I media fanno quello che possono, ma sono ben poche le testate che osano schierarsi apertamente, con onestà intellettuale, contro un potere che sembra aver soggiogato anche loro. Se pensavamo di averle viste tutte ci siamo sbagliati, mancava ancora qualcosa.

Mentre la Valle del Mela fa i conti con le morti e le malattie tumorali causate dal massiccio inquinamento a cui la sua popolazione è quotidianamente sottoposta, con le malformazioni che hanno colpito i bambini dovute a un eccesso di metalli pesanti riscontrato nel loro sangue, con i miasmi e il terrore provocati da un grande incendio scoppiato alla raffineria incautamente costruita alle porte della città di Milazzo, il Commissario alla Provincia Regionale di Messina, dott. Filippo Romano, il 16 ottobre scorso ha firmato un protocollo d’intesa con la società Terna per promuovere il concorso di idee “Il monostelo di classe” rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie dei comuni del messinese interessati dal passaggio dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, sollecitati ad abbellire qualcosa che bello e innocuo per la salute non potrà essere mai: il pilone monostelo di Terna! Il progetto vincitore verrà posto in esecuzione su uno dei piloni che deturpano il paesaggio e minacciano la salute dei cittadini del comprensorio che da Villafranca Tirrena va fino a San Filippo del Mela. Secondo i promotori, che il 17 ottobre hanno incontrato i responsabili delle scuole interessate per concordare il percorso da seguire, l’iniziativa avrebbe un alto valore educativo, poiché sensibilizzerebbe i cittadini, e in particolare i giovani, alle tematiche ambientali e di sviluppo sostenibile.

Le dichiarazioni di Terna circa l’impegno verso la tutela dell’ambiente le conosciamo bene: belle parole al vento, distanti anni luce dalla cruda realtà, utilizzate per tacitare gli ingenui e per placare le coscienze di chi ha bisogno di alibi per assecondare senza troppe remore i progetti di Terna. L’attenzione nei confronti dei giovani e della loro educazione ci suona invece come una novità. Certo preoccupa: Terna sta devastando il paesaggio di mezza Italia, fosse per loro nemmeno le splendide cime dolomitiche poste sotto la protezione dall’Unesco si salverebbero dagli orrendi piloni monostelo alti fin più di ottanta metri, e ha deturpato i paesi, i borghi antichi e le ridenti vallate del messinese che si affacciano sulle Isole Eolie con la stessa arroganza di chi ha da sempre invaso l’isola considerandola terra di conquista per i propri interessi.

Che i dirigenti di Terna possano ideare e proporre un’assurdità del genere non ci meraviglia, è nel loro DNA, sappiamo che sono capaci di tutto pur di raggiungere i loro scopi, ma ora nel coinvolgere i bambini sono puerili e malvagi, sembrano aver imboccato quella strada che tutti i regimi totalitari hanno percorso per ottenere un consenso. Non dovrebbe essere sfuggito al Commissario provinciale che le associazioni e i comitati spontanei di cittadini di tutti i tredici comuni coinvolti stanno protestando da anni contro la realizzazione dell’elettrodotto. Basta recarsi nei luoghi, ora che parte del tracciato è completato, per rendersi conto dell’impatto che i piloni “monostelo” con i loro 19 cavi producono. O recarsi alla stazione di rifasamento in via di costruzione lungo il Torrente Gallo, a Villafranca, per vedere il disastro ambientale in atto. Ci è mai andato il Commissario Romano? Ha mai visitato il quartiere Passo Vela a Pace del Mela, percorso la cosiddetta “Strada delle Parrucche”, chissà mai perché ribattezzata così? Delle tragedie annunciate ne riparleremo purtroppo fra anni. Cos’altro deve subire il cittadino, sempre più abbandonato da istituzioni incapaci e servili? Quando mai si toccherà il fondo, raggiunto il quale potremmo solo sperare di risalire?

Perché una volta tanto le istituzioni non si schierano dalla parte dei cittadini? Perché i funzionari e i politici locali non capiscono che quello che Terna sta distruggendo è anche il loro territorio? Perché per una volta non antepongono la loro dignità agli interessi economici? Perché ignorano il sentimento popolare, continuando invece ad assecondare Terna, il cui solo scopo è realizzare i suoi progetti risparmiando sui costi per ottenere il maggior profitto possibile? I pochi denari che elargisce per le opere di compensazione o per iniziative come quella appena varata non sono nulla rispetto a quanto risparmia se dovesse interrare o far correre in galleria protetta l’elettrodotto, come dovrebbe fare e come è costretto a fare in altre parti d’Italia e d’Europa! Mi chiedo come facciano questi politici e i responsabili di Terna a guardare negli occhi i propri figli, sapendo che poco più lontano dalle loro case, grazie ai loro progetti e alle loro autorizzazioni, stanno negando il futuro a centinaia di altri bambini. Perché ai figli della gente comune deve esser insegnato che i piloni monostelo sono meravigliosi “elementi contemporanei” e parte integrante del territorio, mentre i figli di “chi conta” ne vengono tenuti al riparo?

Iniziative vergognose come quella appena siglata contribuiranno a formare nei giovani quella mentalità di accettazione e rassegnazione che negli anni ha rovinato la Sicilia e distrutto un’area, quella messinese, un tempo florida, economicamente e culturalmente. Questa è una provocazione per qualsiasi cittadino pensante, per coloro che auspicano iniziative culturali che risollevino i destini dell’isola, e soprattutto non è così che si coltivano nei giovani l’amore per l’ambiente, il gusto estetico e il senso della propria dignità. In questo modo non si educa, si corrompe, si insegna ai giovani a tollerate la bruttezza, gettando le basi per un’acquiescenza a futuri scempi e abusi che potranno essere perpetrati senza più resistenza.

È utile quindi, ricordare a tutti, in particolare al Commissario Romano, queste sagge parole di Peppino Impastato: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con profonda facilità: si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, e ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.” (Poesia di Peppino Impastato da Amore non ne avremo. Poesie di Peppino Impastato, a cura dei compagni di Peppino, Edizioni Ila Palma, Palermo, 1990). Mutatis mutandis

 

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Category: Ambiente, Economia, Osservatorio Sicilia

About Maurizio Scarpari: Maurizio Scarpari ha insegnato Lingua cinese classica dal 1977 al 2011 presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha ricoperto diverse cariche accademiche, tra le quali quelle di Prorettore Vicario, Presidente del Consiglio dei Direttori di Dipartimento, Direttore del Dipartimento di Studi sull’Asia Orientale, componente del Consiglio di Amministrazione, del Senato Accademico e dell’Advisory Board dell’Università Ca’ Foscari. È stato anche Presidente di Ca’ Foscari Formazione e Ricerca S.r.l. e componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ente per il Diritto allo Studio Universitario (ESU) di Venezia. Le sue ricerche riguardano principalmente la Cina pre-imperiale, i settori privilegiati sono il filologico-linguistico classico, l’archeologico e quello relativo alla storia del pensiero filosofico antico e alla sua incidenza sul pensiero politico attuale. È autore di oltre un centinaio di libri e articoli scientifici. Tra i suoi ultimi libri si segnalano Il confucianesimo. I fondamenti e i testi (Torino, Einaudi 2010) e Mencio e l’arte di governo (Venezia, Marsilio 2013). Per la collana Grandi Opere Einaudi ha curato la serie in più volumi La Cina (2009-2013). Per Inchiesta ha di recente pubblicato il saggio “Confucianesimo e religione” nel dossier “Passato e presente nella Cina d’oggi” curato da Amina Crisma (Inchiesta, XXXXIII, 181, pp. 64-96: 76-85). Insieme a L. Lanciotti ha curato la mostra di arte e archeologia cinese Cina. Nascita di un Impero (Roma, Scuderie del Quirinale, 2006-2007), insieme a S. Rastelli ha curato la mostra Il Celeste Impero. Dall’Esercito di Terracotta alla Via della Seta (Torino, Museo di Antichità, 2008), insieme a S. De Caro ha curato il catalogo della mostra I due imperi. L’aquila e il dragone. Ha inoltre fatto parte del Comitato Scientifico delle mostre 7000 anni di Cina. Arte e archeologia cinese dal Neolitico alla Dinastia degli Han (Venezia, Palazzo Ducale, 1983), Cina a Venezia. Dalla Dinastia Han a Marco Polo (Venezia, Palazzo Ducale, 1986), Cina 220 A.C. I guerrieri di Xi’an (Roma, Palazzo Venezia, 1994), Cina. Alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang (25-907) (Firenze, Palazzo Strozzi, 2008), I due imperi. L’aquila e il dragone (Milano, Palazzo Reale, 2010; Roma, Curia Iulia e Palazzo Venezia, 2010-2011).

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