Giorgio Lunghini: Disoccupazione e bisogni sociali

| 3 Maggio 2015 | Comments (0)

 

 

Diffondiamo da www.sbilanciamoci.infodel 3 maggio 2015

 

La disoccupazione ha origine nelle forme attuali del cambiamento tecnologico e organizzativo, ed è tendenzialmente irreversibile.

In una conferenza sulle ‘Prospettive economiche per i nostri nipoti’, tenuta a Madrid nel 1930, negli anni dell’ansia, John Maynard Keynes affermava che (…) nell’arco di cent’anni l’umanità avrebbe risolto il suo problema economico (…). Nei sessantacinque anni passati da allora l’umanità non si è mossa nella direzione della libertà dal bisogno, della liberazione dalla necessità di vendersi in cambio dei mezzi di vita. Dall’età dell’ansia che Keynes ha cercato di sciogliere siamo passati all’età dello spreco, non a quella della libertà e della sobrietà. L’atroce anomalia della disoccupazione in un mondo pieno di bisogni è oggi ancora più grave di allora (…). Alla proliferazione immane delle merci e alla crescita della disoccupazione si accompagnano vecchie e nuove povertà, guerre fra poveri e un generale imbarbarimento dei rapporti materiali dell’esistenza. La teoria economica e l’arte del governo non sanno spiegare né vogliono risolvere il problema economico-politico più grave: troppe merci, poco lavoro (…).

La mia tesi è che la disoccupazione ha oggi carattere strutturale, ha origine nelle forme attuali del cambiamento tecnologico e organizzativo, ed è tendenzialmente irreversibile. Nel ragionamento seguente sostengo che la famacopea ortodossa non ha medicamenti che possano risolvere o almeno lenire la nuova forma della malattia cronica del capitale, la contraddizione tra spreco e penuria. Occorre cercare anche altrove, fuori da una logica esclusivamente mercantile. Occorre mettere in moto lavori concreti, essenzialmente lavori di cura delle persone, delle città e delle campagne

(L’età dello spreco. Disoccupazione e bisogni sociali. Bollati Boringhieri, 1995, pp.7-9).

 

 

Category: Economia

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About Giorgio Lunghini: Giorgio Lunghini (Ferrara 1938) si è laureato presso l'Università L. Bocconi, è stato docente all'Università degli studi di Milano e di Pavia. Ha tenuto inoltre, dal 1975 fino al 2010, presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi il corso progredito Economia Politica - I modelli economici, poi denominato, dal 2007, Teorie Economiche Alternative; è stato dal 2007 sino al 2010 professore ordinario in Economia Politica presso lo IUSS-Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, dove oggi continua ad insegnare come professore a contratto.Principali libri scritti a partire dai più recenti: Conflitto, crisi, incertezza. La teoria economica dominante e le teorie alternative, Bollati Boringhieri, Torino 2012; (a cura di, e con L. Cavallaro), J.M. Keynes, Laissez faire e comunismo, Derive Approdi, Roma 2010; Politiche pubbliche per il lavoro, in collaborazione con F. Silva e R. Targetti Lenti, il Mulino, Bologna 2001; Sul capitalismo contemporaneo, con Michel Aglietta, Bollati Boringhieri, Torino 2001; Riproduzione, distribuzione e crisi, Unicopli, Milano 1996; L'età dello spreco. Disoccupazione e bisogni sociali, Bollati Boringhieri, Torino 1995. (premio Walter Tobagi); Scelte politiche e teorie economiche in Italia (1945-1978), a cura di Giorgio Lunghini, Einaudi, Torino 1981; La crisi dell'economia politica e la teoria del valore, Feltrinelli, Milano 1977.

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