Cambiare il mondo al tempo del “nuovo dis-ordine mondiale”. I paradossi cinesi come paradigma della contemporaneità

| 20 Ottobre 2011 | Comments (0)

22 – 23 ottobre 2011

Magazzini del Sale,

Dorsoduro 265, Venezia

 

S.a.L.E. docks e Institut Ramon Llull

in collaborazione con il Centro studi ALTERNATIVA COMUNE

 

presentano

 

per il ciclo di eventi in occasione della 54. Esposizione internazionale d’Arte

“Beyond the crisis. For the practice of the commons – Oltre la crisi. Per la pratica del comune”

 

Cambiare il mondo al tempo del “nuovo dis-ordine mondiale” # 2

I paradossi cinesi come paradigma della contemporaneità

Si tratta di partire dal tentativo di comprendere lo specifico processo di modernizzazione che ha interessato la “civiltà cinese”, tra le continuità di lunga durata del pensiero confuciano, le peculiarità del maoismo e la produzione di discorso ideologico che ha accompagnato le trasformazioni degli ultimi decenni. Vorremmo indagare il nesso che si stabilisce tra queste costellazioni di pensiero, l’organizzazione sociale del lavoro e la definizione del comando politico.

 

L’ obiettivo è cercare di comprendere le attuali dinamiche economiche e produttive, sociali e politiche della Cina per focalizzare l’attenzione su uno dei possibili, e più probabili, scenari di evoluzione dell’attuale crisi – ecologica, economico-finanziaria e sociale – su scala planetaria.

Il modello capitalistico cinese sembra imporsi come forza economicamente egemone, ma è, al tempo stesso, connotato da una serie di paradossi, che risultano al tradizionale sguardo occidentale, anche quello critico, quasi incomprensibili.

 

Il richiamo ad una tradizione culturale antichissima combinato con le espressioni più avanzate della modernità. Il massimo di cooperazione sociale produttiva, con un alto contenuto immateriale di saperi e tecniche, combinato con condizioni durissime di sfruttamento del lavoro vivo e processi di feroce gerarchizzazione sociale delle migrazioni interne.  Il massimo dispendio di risorse energetiche, per lo più fossili, combinato con il più copiscuo investimento statale sulla ricerca e lo sviluppo di fonti rinnovabili. Il massimo di libertà nell’iniziativa di mercato, di apertura al capitale transnazionale e di intervento nei processi di finanziarizzazione globale dell’economia, che convive con il dispiegarsi di un potere imperiale dai tratti inediti su scala mondiale e, sul piano interno, da una sorta di “governance autoritaria”, in grado di regolare sistematicamente l’apertura e la chiusura di spazi di libertà.

 

Quale originale modello capitalistico ha dunque preso forma nella realtà cinese ?  Quale il ruolo della Cina negli sviluppi della crisi su scala globale ? Che prospettive indica la recente proliferazione di lotte operaie, sociali ed urbane e di conflitti ecologici in Cina ?  Quali sono i significati e le conseguenze, per la crescente divaricazione tra capitalismo e democrazia e per il concetto stesso di democrazia, di questo coacervo di paradossi ?

sabato 22 ottobre 2011dalle ore 14.30 alle 19.30

domenica 23 ottobredalle ore 10 alle 15

a Venezia – Magazzini del Sale –  Dorsoduro, 265

Relazioni di WANG HUI (Tsinghua University Pechino)

NANCY N. CHEN (University of California Santa Cruz) – MINQI LI (University of Utah)

PUN NGAI (The Hong Kong University of Science and Technology)

Per informazioni: saledocks@gmail.comwww.saledocks.orgwww.alternativacomune.eu

Diretta streaming video del seminario su: www.globalproject.info


Category: Economia, Osservatorio Cina

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