Bruno Giorgini: La vittoria del No e la stucchevole Germania

| 12 Luglio 2015 | Comments (0)

 

E’ passata una settimana dalla vittoria dei NO, OXI, al 61.3% contro il 38.7%  di sì.

La prima eclatante presa di posizione largamente maggioritaria di un popolo contro l’austerità. La prima azione politica collettiva di massa che mette a nudo e incrina il cuore dell’egemonia tedesca sull’Europa. La prima netta vittoria della sinistra da decenni in Europa, mentre la socialdemocrazia in specie tedesca operava  a tutti i livelli contro Siriza e il governo Tsipras, non disdegnando le ignominie.

Inoltre è spiazzata la destra nazionalista quando non razzista e parafascista, il FN di Marine Le Pen e la Lega di Salvini: doveva capeggiare un movimento contro L’Europa e si trova di fronte a un movimento per un’altra Europa.

Con il voto greco OXI si apre uno scontro tra democrazia e oligarchia, tra diritti e bisogni sociali da una parte e dall’altra mercati e profitti, tra eguaglianza e gerarchia, tra libertà del/dal lavoro e potere sul lavoro, tra privatizzazioni e beni comuni, tra dominio sulla, e sfruttamento intensivo della, natura e armonia con la natura. Un processo conflittuale prevedibilmente assai aspro, che può segnare i prossimi anni verso una Europa molto diversa da quella disegnata fino a ora.

Rimangono di sale i media e i commentatori dell’establishment che hanno sviluppato una iniziativa di propagazione della menzogna e della paura, descrivendo Atene sull’orlo di una guerra civile e/o della disperazione, arrivando a falsificare i dati dei sondaggi – ma qualcuno li ha mai fatti?- inventandosi letteralmente cose  mai accadute. Spiccano i media italici che, con l’eccezione del Manifesto del Fatto di Popolare Network  di qualche sito e giornale online, hanno dato miserevole prova di se stessi e dell’informazione nel nostro paese, dimostrando tra l’altro che il nostro posto (73°) nella bassa classifica dei paesi per la libertà di stampa  è pienamente meritato.  Rimangono di sale ma non rinunciano.

Nella settimana non è passato giorno senza supposte informazioni sulle divisioni di Siriza sempre lì lì per spaccarsi – non che il governo greco sia senza nei, per esempio quello più grosso, non comprende neppure una donna; sul cedimento di Tsipras ormai tenuto al guinzaglio da chi di politica e potere s’intende sul serio; sul prossimo venturo rimpasto di governo – perchè un governo di sinistra è inconcepibile per i padroni del vapore – e quant’altro. Per giunta Varoufakis s’è dimesso, ecco qua la prova provata che c’erano rotture –oppure come lo stesso ha spiegato, un ricatto, una delle tante volgarità che i seri politici della UE hanno profuso a piene mani. Ma il Blog dove Varoufakis spiega il suo gesto scompare nel profluvio di false parole nonchè insinuazioni  dell’establishment.

In tutto questo spicca la posizione del governo tedesco di coalizione CDU -SPD. Falsa, ottusa, impotente, distruttiva, alla fin fine stucchevole.

Non conosco mentre scrivo cosa deciderà il consiglio europeo ma, pur essendo importantissimo, non cambierà i dati essenziali del problema.

Il governo tedesco che invoca a ogni piè sospinto il rispetto delle regole per gli altri ormai è diventato querulo avendo lui violato e violando spesso e volentieri quelle che non vanno nel senso dei suoi interessi. E’ ottuso questo governo tedesco perchè non riesce a riconoscere la nuova situazione, per di più trovandosi nell’angolo rispetto agli USA, alla Cina, alla Russia. La sua egemonia è impotente, basata solo sulla forza bruta e senza alcuna intelligenza. E’ un comando che si struttura secondo gli antichi dettami della Prussia d’antan e quelli più moderni dello stalinismo della ex RDT che Merkel ha imparato  e praticato fin da giovanissima senza mai un refolo di dissenso, dove alla purezza e supremazia della nazione e/o della razza e/o del partito si sostituisce l’integralismo del debito, il peccato capitale che va emendato e punito, come Varoufakis senza cravatta che irride l’ignoranza dei suoi interlocutori facendo impazzire Schäuble, ministro delle finanze il quale si crede arcigno essendo solo patetico, Certo l’impotenza tedesca di fronte al disordine greco e all’insubordinazione che potrebbero propagarsi in Europa, può spingere la nazione germanica o una sua parte a prendere iniziative distruttive dell’Unione assai più del peggiore partito nazional nazionalista.

E’ già successo, nel 1870 contro la Comune di Parigi, nel 1914 scatenando la Grande Guerra, nel 1939 con il nazismo e la seconda guerra mondiale. Fateci caso, sulla questione greca trovate dalla stessa parte USA, Cina, Russia, Francia (seppure timida), e dall’altra la Germania a capo di una cordata di paesi detti del Nord, in realtà satelliti. Per fortuna si sta mobilitando in modo efficace l’opposizione della Linke e dei verdi, oggi insieme valendo oltre il 16%, non poco coll’aria che tira.

Intanto il parvenu dell’oligarchia Renzi, capo del governo e del partito della nazione PD, si è precipitato a Berlino qualche ora prima del Referendum greco, a fare che non si sa. Probabilmente egli stesso fuorviato da consiglieri, osservatori e sondaggi menzogneri, voleva arrivare primo a congratularsi con Merkel per il risultato che doveva essere sul filo del rasoio, quindi buono per l’oligarchia, ahimè atto chegli si è rivoltato contro avendolo tutti letto come esempio di servile encomio, accentuato con l’esclusione dai colloqui parigini tra Hollande e la cancelliera.

A questo punto sarebbe il momento per costruire un partito di sinistra anche in Italia alla svelta. Senza chiedere a nessuno di abiurare, quindi un partito federato, critico e libertario, aperto al sociale eccetera ma un partito, smettendola coi giri di parole, le tattiche dilatorie, le querelle burocratiche, e la noiosa cultura delle infinite diatribe.

Sento già molti amici e compagni di antichi stravizi rivoluzionari imprecare ricordandomi quanto la sinistra  sia fossilizzata in burocrazie asfittiche e autoreferenziali, oppure dirmi che magari ci sarà dentro anche Cofferati, di certo il peggiore sindaco che Bologna abbia mai avuto (Guazzaloca fu molto meglio), e altri esempi si potrebbero. Tutto vero, eppure se non ora, quando.

 

 

 

Il disegno di Socrate che rifiuta la cicuta della Troika è di Mauro Biani

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Category: Economia, Osservatorio Europa

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About Bruno Giorgini: Bruno Giorgini è attualmente ricercatore senior associato all'INFN (Iatitutp Nazionale di Fisica Nucleare) e direttore resposnsabile di Radio Popolare di Milano in precedenza ha studiato i buchi neri,le onde gravitazionali e il cosmo, scendendo poi dal cielo sulla terra con la teoria delle fratture, i sistemi complessi e la fisica della città. Da giovane ha praticato molti stravizi rivoluzionari, ha scritto per Lotta Continua quotidiano e parlato dai microfoni di Radio Alice e Radio Città. I due arcobaleni - viaggio di un fisico teorico nella costellazione del cancro - Aracne è il suo ultimo libro.

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