Alessandra Mecozzi: Forum sociale mondiale di Tunisi 2013. Dignità !

| 30 Giugno 2013 | Comments (0)

 

 


Ccaro Direttore

Diffondiamo da “Inchiesta” 180, aprile-giugno 2013 il Dossier curato da Alessandra Mecozzi sul  Forum sociale mondiale di Tunisi: “ Dignità!” tenuto a Tunisi il 26-30 marzo 2013. In questa sezione pubblichiamo la introduzione di Alessandra Mecozzi. Le altre tre parti del dossier sono ugualmente state pubblicate in www.inchiestaonline.it

 

Alessandra Mecozzi é responsabile internazionale della Fiom-Cgil

 

Una tappa straordinaria del cammino del Forum sociale mondiale, la dodicesima, si è svolta a Tunisi sull’onda delle “rivoluzioni della dignità” del 2011. Due anni dopo la cacciata del regime di Ben Ali e nel pieno di un difficile processo di transizione, donne e uomini della regione Maghreb/Mashrek, con il coraggio dell’entusiasmo e la fiducia del movimento altermondialista, hanno organizzato il primo forum mondiale in un paese arabo: una sfida storica.

DIGNITA’ era il titolo e la parola chiave del Forum. E per la dignità si sono ritrovati dal 26 al 30 marzo à Tunisi, in oltre 1600 attività, circa 60000 partecipanti, in rappresentanza di 5000 organizzazioni di 130 paesi. 10000 giovani volontari/e tunisini/e hanno contribuito alla accoglienza, con allegria e curiosità. La culla delle primavere arabe ha così ricevuto grandi delegazioni di Marocco, Algeria, Libano, Egitto, Palestina, a cui è stato riservato un posto d’onore e dedicata la manifestazione conclusiva. Insieme a loro, i nuovi movimenti ispirati alle “rivoluzioni”: gli Indignados spagnoli, Occupy américana, Y’en a marre (ne abbiamo abbastanza) senegalese. E naturalmente migliaia dall’Europa, centinaia dall’Asia, e perfino da Stati Uniti e Canada (200 dal Quebec)!

Un Forum inevitabilmente giovane, in una parte del mondo dove la popolazione giovane arriva al 70%! Un Forum pieno di donne, in un paese in cui la loro lotta è pilastro della democrazia, ben rappresentato da Saida Garrach, avvocata femminista, del Comitato organizzatore, nella enorme Assemblea di donne che ha aperto il Forum:

« Di fronte a tutte le sfide e minacce che viviamo in Tunisia e nel mondo arabo-musulmano, con la fragilità delle conquiste delle donne, che continuano ad essere nel mirino di attacchi politici, oggetto di rappresentazioni retrograde, questa assemblea di “donne in lotta” trasmette un messaggio forte: tutte le donne sono solidali con la lotta delle donne in Tunisia e in tutto il mondo. Siamo qui tutte per continuare le nostre lotte, per l’eguaglianza, la giustizia sociale, la cittadinanza, la democrazia, contro la violenza, contro l’esclusione, contro la marginalizzazione…con l’obiettivo di costruire un mondo migliore. » (Saida Sbouai su http://nawaat.org/)

La grande partecipazione internazionale è stata una iniezione di energia, anche per le tunisine, che hanno vinto la prima battaglia sulla nuova Costituzione (non ancora varata): no alla sharia, no alla complementarietà tra uomo e donna (artt. 1 e 28), ma che hanno trovato, nella nuova Assemblea costituente, la prima dopo il 1956, eletta il 23 ottobre 2011, solo 58 donne su 217! C’è voluto il movimento nelle strade per contestare quella manomissione della Costituzione, e la lotta continua… Al FSM uno dei temi centrali è stato la “costituzionalizzazione dei diritti delle donne”.

Di nuovo un Forum mondiale partecipato e vivo, spazio pubblico di incontro ed azione, concentrato sui grandi temi del nostro mondo e della nostra epoca. Vogliamo darne conto, anche se certo non in modo esaustivo, con gli articoli e i documenti che seguono. Analisi, contraddizioni, interrogativi, dichiarazioni, ma anche proposte e alternative, per uscire dalle crisi e dalle guerre….

Transizione tunisina, cammino sociale delle rivoluzioni (Annamaria Rivera, Vittorio Agnoletto, Carovana Liberté et democratie); la questione mineraria e quella climatica/ambientale (Marica Di Pierri e Matilde Cristofoli); contro il debito e lo strapotere della finanza e delle multinazionali (Antonio Tricarico, Convergenza debito), l’iniquo commercio internazionale della UE con la riva sud e le grandi opere inutili (Monica Di Sisto, Carta di Tunisi): questione migranti e incerto rapporto tra sindacati e movimenti (Edda Pando, Sergio Bassoli); guerra e alternative ai conflitti (Kamal Lahbib, Martina Pignatti, Nahla Chahal, Michèle Sibony, Convergenza Palestina). In breve, un Forum attraente ed energetico (Nick Dearden), pur con contraddizioni interne, che riflettono quelle della realtà globale in cui viviamo, incluso l’”invecchiamento” europeo e americano e la necessità di ripensare il processo del Forum sociale mondiale (Jordan Flaherty) .

Come? Il Consiglio Internazionale ha aperto una consultazione mondiale, tra tutte/i coloro che sono interessati, e che lo ritengono, con ragione, l’unico processo e spazio di incontro, riflessione, azione comune sociale a livello globale. Da non sprecare né disperdere.

Già si è cominciato a parlare della prossima edizione, 2015 e Maghreb/Mashrek la vorrebbero di nuovo dalle loro parti, dato che il cammino delle rivoluzioni è ancora lungo….

A fine 2013, è previsto un avvenimento importante e sorprendente: il primo Forum sociale dell’Irak. E verrà esaminata la possibilità che, prima, il Consiglio Internazionale si riunisca in Palestina, forse addirittura a Gaza! E poi, nel 2014 ci sarà il primo Forum sociale dei popoli che riunirà le comunità del Quebec, del Canada e delle Prime Nazioni per lavorare insieme e sconfiggere la tendenza anti-ambientale e antisociale al Governo ad Ottawa. Insomma la sfida globale dei movimenti continua, a dispetto di chi li vorrebbe deperiti o addirittura scomparsi, ed è anche un buon ricostituente per il movimento antiliberista europeo, che si ritroverà il 7 e 8 giugno ad Atene nell’ “Alter Summit”, per fermare l’”austerità” di Governi e Istituzioni europee, prima che l’austerità distrugga la democrazia”.

 

 

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Category: Osservatorio Palestina, World social forum

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About Alessandra Mecozzi: Alessandra Mecozzi Nata a Roma il 14 novembre 1945. Né marito né figli. Ho due sorelle, un fratello e un mucchio di nipoti, madre novantunenne. Liceo Tasso e Università La Sapienza di Roma. Laureata nel 1970 con una tesi sulla Cgil. All’Università ho conosciuto la politica e il movimento studentesco, incontrato per la prima volta il sindacato. Non iscritta a nessun partito, dopo 2 anni di FGCI. Dalla fine del 1970 alla Fiom nazionale. Dal 1974 al 1990 alla FLM prima, poi alla FIOM di Torino/Piemonte. Nel 1975, con il gruppo dell’Intercategoriale donne cgil cisl uil di Torino, conosco e pratico il femminismo, nel sindacato e alla casa delle donne. 1983: primo convegno internazionale su donne e lavoro “Produrre e riprodurre”; 1987 : costruiamo Sindacato Donna nella CGIL. La politica per la pace, la incontro a Gerusalemme e nei territori palestinesi occupati, nel 1988, con donne italiane, palestinesi e israeliane (“Donne a Gerusalemme”, Rosenberg&Sellier), dopo una breve esperienza nei campi profughi palestinesi in Libano, in seguito a un appello di Elisabetta Donini. Nel 1989, eletta nella Segreteria Nazionale della Fiom, torno a Roma. Dal 1996, responsabile dell’Ufficio internazionale e, successivamente, anche della rivista della fiom Notizie Internazionali. Contribuisco alla nascita di “Action for Peace” (2001) un progetto di molte associazioni, per la presenza di missioni civili in Palestina/Israele; dal 2002 nel Coordinamento Europeo per la Palestina (ECCP). Partecipo dal 2001 - Genoa Social Forum - al processo del Forum sociale mondiale e del Forum sociale europeo. Dal 2012, “libera dal lavoro”, sono volontaria con “Libera” per l'area medio oriente e maghreb-mashreq e presidente della associazione “Cultura è Libertà, una campagna per la Palestina”.

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