Enrico Deaglio: L’Italia è l’unico paese al mondo con due populismi

| 26 Febbraio 2013 | Comments (0)

 

 

 

DOSSIER DOPO ELEZIONI 3   Trascriviamo dalla rete questo intervento di Enrico Deaglio pubblicato il 26 Febbraio 2013

Provate a metterla così e vi renderete conto della – piuttosto rabbrividente – peculiarità italiana. C’è una coalizione il cui leader (un tipo che sta sulla piazza da vent’anni, fiaccato dagli scandali, una maschera faciale che gioca ogni giorno con Mussolini, Balotelli, la fidanzata giovane e la ex moglie carogna, la mafia che è meglio dei giudici) manda a milioni di italiani una lettera che sembra contenga un assegno, e invece no. Dice le l’Imu la rimborsa la Svizzera, e se no li mette di tasca sua. Ebbene, lo votano più o meno il 30 per cento. Poi c’è un comico che urla nelle piazze – “vaffa!, arrendetevi!, siete morti! Darò mille euro a tutti i disoccupati!, i debiti non si pagano!”  – e lo votano il 25 per cento. Il totale fa 55. Berlusconi era catalogabile come un “populista”. Grillo è anche lui un “populista”. L’Italia è l’unico paese al mondo con due populismi, in cui l’uno non uccide l’altro, anzi. E per fortuna che hanno votato in cinque per cento in meno, altrimenti la somma di Berlusconi e Grillo faceva il sessanta per cento.

Altri dati curiosi del bel paese. Siamo cattolici, si dimette il Papa e vanno a salutarlo in ottantamila. E però, nella piazza vicina, vanno in dieci volte tante a sentire il comico. Siamo bugiardi, perché ai sondaggisti diciamo che voteremo per partiti seri e responsabili. Siamo disperati, le ditte chiudono, i ragazzi non hanno lavoro, nessuno ti paga, eppure siamo convinti di non essere già in Grecia; siamo convinti di essere i migliori, che qualcuno ci salverà, perché alla fine siamo simpatici a tutti.

I due populismi non sono del tutto uguali, naturalmente. Ma non parlano linguaggi troppo diversi. L’Europa, per esempio, formalmente la accettano, ma solo se questa porta soldi e non chiede niente in cambio; altrimenti sono pronti a rimpiangere la liretta, le svalutazioni, i bei tempi degli spalloni e dei magliari.  Non amano le tasse, non amano “la casta”, non amano gli immigrati, non amano il sindacato, non amano i comunisti. (La signorina Pascale, nuova fidanzata di Silvio Berlusconi, si è presentata al seggio di Fuorigrotta vestita di bianco e con un cagnolino nella borsetta. Uno le ha gridato “vergogna!” e lei ha prontamente risposto: “la vergogna in questo paese sono i comunisti!” Ora, non è dato sapere che cosa abbiano fatto i comunisti alla signorina Pascale; ma complimenti alla ragazza per la risposta pronta).

I due populismi sembrano dividersi i compiti. Uno lavora in televisione, l’altro con il web. Uno fa alleanze, l’altro va da solo. Nessuno dei due vuole governare, si accontenta di staccare le cedole che la democrazia gli dà. Si sono anche spartiti i compiti, l’uno mantenendo la presa, in qualche modo “ideologica”, l’altro giocando sul nichilismo, particolarmente adatto a spolpare il Pd e Sel. Adesso coabiteranno, forse ringhiandosi ogni tanto, ma ben sapendo che la loro compresenza aumenta in realtà la loro specifica forza. Ambedue interpretano la disperazione italiana, mescolata di rabbia o di euforia a seconda dei casi; ambedue rifiutano l’idea di avere qualcuno cui dovere rendere conto; ambedue rifiutano il tempo che accumula responsabilità, piuttosto lo vogliono allontanare il più possibile. Nessuno dei due vuole giustizia, anche se la invocano. E tutti due sono vittime. Chi non ha voglia di non capire le loro doglianze? Chi non trova qualche giustificazione nei loro comportamenti? Chi non riconosce che, almeno in parte, hanno ragione?

Andiamo, suvvia. E perché continuiamo a parlare di loro, come se fossero diversi da noi? Suvvia:sono il sessanta per cento! Mica si può pensare che siano nemici. Suvvia, perché non ci uniamo a loro?

 

 

 

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Category: Elezioni politiche 2013

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