Rettore Dionigi: Bartleby, l’Ateneo di Bologna non aveva più alternative

| 30 Gennaio 2013 | Comments (0)

 

 

 

12. La mattina del 30 gennaio 2013 è avvento lo sgombero di Bartleby  dall’ex convento di Santa Maria. Quando è arrivata la Digos ha trovato i locali vuoti ma ci sono 20 ragazzi denunciati per resistenza lesioni e lancio di oggetti, invasione di edificio pubblico, manifestazione non autorizzata per le cariche dell’altro giorno. In data 29 gennaio era uscito il comunicato del Rettore dell’Università di Bologna Ivano Dionigi che riportiamo.

 

L’immobile di via San Petronio Vecchio era stato concesso in comodato d’uso gratuito dal 15 febbraio 2010 al 30 settembre 2011 all’Associazione studentesca “Lo Scrivano”, a seguito di un regolare bando di cui è risultata vincitrice. Il contratto prevedeva precisi termini di scadenza in quanto – secondo le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione (dicembre 2009) – era previsto che nell’autunno 2011 fossero avviati gli interventi di ristrutturazione finalizzati a spazi per studenti, in particolare aule universitarie e studentato. A causa del mancato rilascio dei locali, la ditta aggiudicatrice dei lavori non ha potuto aprire il cantiere esponendo pertanto l’Ateneo a evidenti danni.

Nel corso dei mesi successivi oltre ad invitare reiteratamente il collettivo a lasciare i locali occupati, l’Ateneo gli ha richiesto invano di regolarizzare la propria posizione, ricostituendosi come Associazione studentesca e di presentare proposte di spazi dove svolgere le proprie attività culturali secondo quanto avviene comunemente da parte delle altre associazioni studentesche.

L’Ateneo dopo aver cercato altre soluzioni, il 16 gennaio 2013 d’intesa con il Comune di Bologna, ha proposto al collettivo un immobile di 950 mq in via Collamarini da condividere con altre associazioni giovanili e studentesche: ricevendone un netto rifiuto.

Per sottolineare le difficoltà affrontate dall’Ateneo per reperire spazi al fine di consentire le attività del collettivo vanno ricordate le numerose petizioni dei cittadini di via San Petronio Vecchio inviate all’attenzione del Rettore, le rilevazioni dell’ARPA relative ai rumori notturni con conseguente diffida indirizzata al Rettore, gli inviti a comparire in Commissione consiliare per giustificare il crescente stato di disagio dei residenti.

Si segnala infine che l’Ateneo da lunedì 14 gennaio è tenuto a pagare le relative penali alla ditta appaltatrice, rischiando inoltre, se non iniziano i lavori nei tempi dovuti, di perdere i cospicui finanziamenti ottenuti per le finalità istituzionali relative alla didattica e al diritto allo studio (2,9 milioni di euro della Legge 338). Fin troppo ovvio ricordare che si tratta di beni e denari pubblici di cui il Rettore è amministratore responsabile.

Il Rettore dell’Università di Bologna, 29 gennaio 2013

 

Category: Bartleby a Bologna

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