Bartleby a Bologna

| 1 Novembre 2011 | Comments (0)

 

 

 

 

1. Con queste pagine la redazione di “Inchiesta” inizia a documentare e seguire le vicende di Bartleby, un circolo culturale studentesco dell’Università di Bologna nato nel 2009. Per ricordare una parte delle puntate precedenti riprendiamo dal sito http//: bartleby.info due pezzi introduttivi scritti tra il marzo 2009 e il marzo 2010

 

 

1. Chi è Bartleby

Il mio nome è Bartleby, e l’inizio di questa mia nuova storia è nelle ultime pagine di un libro. Quasi due secoli fa lavoravo nello studio di un giudice: copiavo e ricopiavo testi dietro un paravento. Quando cominciai a sottrarmi al lavoro mi dissero di andarmene. Eppure pensavo che quello studio, quelle quattro mura potessero essere la mia casa. Ben presto mi accorsi di essere ospite indesiderato. Non capivo perché e rimasi a pensarci: solo le porte della prigione mi furono aperte. Oggi sono evaso: per fuggire sono entrato nelle pieghe dell’Onda. All’inizio è stato difficile: ho preso parola nelle assemblee, sono sceso nelle strade e ho incontrato migliaia di persone che avevano i miei stessi desideri. Camminando con loro, sentivo il mio corpo cambiare: il petto si è fatto forte e ha bloccato le metropoli, ho abbracciato le città negli scioperi selvaggi e quando ho auto fame ho reclamato reddito nelle banche. Nelle mie arterie adesso circolano saperi liberi. Ora continuo a camminare incontrando studenti e precari, artisti e migranti, scrittori e musicisti, poeti e lavoratori, costruisco con loro il nostro futuro, coloriamo insieme la città, rompiamo i divieti e abbattiamo muri. Oggi non ho paura. Nessun controllo, nessuna telecamera, nessuno schieramento può fermarmi. Da oggi costruisco la mia metropoli. Non c’è immagine che mi rappresenti, non c’è schermo che mi contenga: sono autonomo e quindi in continuo divenire. Oggi apro una porta. Apro finestre dove c’erano paraventi e finalmente guardo alla città e a tutti quelli che l’attraversano. Preferisco, voglio e spingo la vita in questo fiume di desideri, nel tumulto che supera lo stallo. Oggi ho trovato casa.

(25 marzo 2009)

 


2. Storia di B.  Cosa è accaduto nel primo anno

25 marzo 2009. Ore 10. Nell’anno del movimento dell’Onda e delle contestazioni contro la riforma Gelmini, un gruppo di precarie, musicisti, studentesse, artisti e ricercatori danno vita all’occupazione di uno spazio di proprietà dell’università, in via Capo di Lucca 30. Nasce Bartleby.

Bartleby è il tentativo di chiudere definitivamente con l’era Cofferati, di far uscire l’università dal suo miope autismo, di ripensare Bologna a partire da chi la abita, la vive, la rende ricca ogni giorno. Da una piega dell’Onda, nasce questa sperimentazione, una forma nuova di occupazione: un atelier in cui aprire un cantiere di ricerca, di riflessione e di connessione sulla produzione artistica in questa città con tutti quei soggetti che hanno attraversato il movimento di questi mesi. Dai musicisti del teatro comunale, ai ragazzi dell’Accademia di Belle arti e del conservatorio, agli scrittori che con noi costruiscono i seminari di autoformazione e gli eventi in università”.

6 aprile 2009. Alle 6,30 della mattina lo spazio Bartleby di via capo di lucca 30 viene sgomberato dopo 12 giorni di occupazione da parte degli studenti e ricercatori precari dell’università di Bologna. Dopo lo sgombero i ragazzi organizzano un corteo di protesta davanti alla sede del rettorato, in via Zamboni 33. Qui la polizia li respinge più volte con gli scudi, una ragazza viene ferita alla testa. Gli studenti chiedono un incontro con la prof.ssa Monari, prorettrice agli studenti, per chiedere le spiegazioni dello sgombero e della presenza dei poliziotti davanti al rettorato.

12 maggio 2009. Bartleby torna a casa dopo lo sgombero avvenuto il 6 Aprile.

13 maggio 2009. Bartleby scende per le strade bolognesi con un grande corteo, per rivendicare tutte e tutti insieme il suo progetto di atelier della produzione politica e artistica.

20 luglio 2009. Durante la mattina un ingente schieramento di reparto mobile e digos sgombera e mette sotto sequestro lo stabile di via Capo di Lucca 30 per ordine e per conto dell’Università, dopo che Bartleby aveva accettato di permettere lo svolgimento di lavori all’interno dello stabile.

25 novembre 2009. Terza occupazione di Bartleby.

13 dicembre 2009. Bartleby lascia di nuovo lo stabile di Via Capo di Lucca, dopo aver aperto un tavolo con l’Università, che si dichiara disponibile a trovare una soluzione per la continuazione del progetto Bartleby.

3 marzo 2010. Bartleby cambia casa e si sposta in via San Petronio Vecchio 30 a, in uno spazio assegnato dall’università.

(3 marzo 2010)

 

 

 

 

 

Category: Bartleby a Bologna

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