GVC: Si è concluso a Tunisi il Forum Sociale Mondiale 2015

 

 

Diffondiamo da www. gvc-italia.org del 30 marzo 2015

 

1. Si è concluso a Tunisi il Forum Sociale Mondiale 2015

Si è concluso il 28 marzo il Forum Sociale Mondiale 2015, inaugurato a Tunisi nel campus di Al Manr con la grande manifestazione di protesta contro l’attentato al Museo del Bardo. Sin dal corteo di apertura, la società civile tunisina e le organizzazioni presenti, fra cui GVC e YaBasta, hanno voluto gridare con forza la loro condanna al terrorismo e alla logica di intimidazione, dimostrando una risposta sociale attiva che ha caratterizzato tutta la settimana del FSM2015.

GVC, attivo da diverso tempo in Tunisia, ha organizzato un atelier sull’economia sociale, insieme a RTES, raccontando la propria esperienza con le cooperative femminili al centro del progetto Eco de Femmes. Come ha ricordato Lina Ben Mhenni, blogger, attivista e candidata al Nobel per la pace nel 2011, in un’intervista a YaBasta “Non si può parlare di libertà senza parlare della libertà della donna. Le donne rappresentano una fetta molto importante della società e della popolazione del mondo. Non si può avanzare senza le donne. Io penso e parlo della realtà tunisina. Qui sono state le donne che hanno veramente contribuito al cambiamento, hanno agito e continuano ad agire. Per questo bisogna garantire i loro diritti”.

GVC e YaBasta, inoltre, in quanto partners nel progetto Périphérie Active, hanno partecipato attivamente ad altri due ateliers sulla libertà di espressione, insieme a Un Ponte Per. I rappresentanti dei media centers comunitari di Regueb, Sidi Bouzid e Menzel Bouzaiane (territori appunto “periferici” della Tunisia), nati dal nostro progetto di cittadinanza attiva, hanno viaggiato al FSM per dibattere del ruolo dei media indipendenti per garantire un’informazione davvero libera e della regolamentazione dei mezzi di informazione, un argomento cruciale in ogni processo costituente democratico. Temi ancora più fondamentali alla luce della distorsione mediatica effettuata da tanti mass media italiani all’indomani dei fatti del Bardo, su cui ci siamo già espressi in un comunicato  insieme ad altre associazioni.

In generale però bisogna ammettere che l’edizione 2015 del Social Forum, a parte l’onda emotiva iniziale di risposta agli attentati, è rimasta al di sotto delle aspettative di chi avrebbe voluto porre al centro dell’attenzione i nodi e i temi centrali di questo periodo convulso, su cui è mancata una discussione reale. Non era certo facile data la complessità e le contraddizioni in gioco, ma la sensazione di non aver nemmeno tentato un confronto serio ha lasciato tutti e tutte un po’ insoddisfatti/e.

 

 

 

2. ECO DE FEMMES: Le donne delle zone rurali del Maghreb

ASCOLTA L’ECO DI UNA NUOVA ECONOMIA

Le donne che vivono nelle aree rurali del Maghreb rappresentano oltre il 35% della popolazione femminile e svolgono un ruolo chiave nell’agricoltura, costituendo circa l’80% della manodopera. Quasi tutto il lavoro agricolo è frutto dunque della loro fatica, ma i guadagni sono lontani dall’essere equiparabili agli sforzi compiuti. Il nostro scopo, quindi, è fare in modo che la ricchezza prodotta dalle donne finisca nelle loro mani.

ECONOMIA E LAVORO. QUANDO LA VIOLENZA È SOCIALE.

10 ore al giorno è l’orario medio di lavoro per le donne “fortunate” che trovano occupazione nelle aree rurali.
3/4 euro al giorno è lo stipendio riservato alle donne nelle aree rurali, 3 volte in meno rispetto a quello degli uomini.
40-46% è la percentuale di donne analfabete nelle zone rurali, che non sono in grado di difendere i propri diritti e migliorare le proprie competenze.

L’ECONOMIA RURALE. UNA RICCHEZZA DA COLTIVARE PER LE DONNE.

Lavorando da tanti anni per la dignità delle donne e dei loro figli abbiamo imparato che un passo importante da compiere è dare loro la possibilità dell’indipendenza economica. La nostra campagna Eco de Femmes in Tunisia e Marocco è in linea con questa missione e, in particolare, ha lo scopo di contribuire all’emancipazione delle donne nei contesti rurali attraverso il miglioramento della loro condizione economica e sociale.

COSA FACCIAMO

Vogliamo dare voce alle donne, attraverso economia, ecologia, lavoro e libertà.
Per questa ragione lavoriamo su più livelli attraverso: la promozione della parità uomo-donna, grazie al supporto di campagne di sensibilizzazione dedicate a salute sessuale, diritti civili e politici; la diffusione a livello locale e nazionale di buone pratiche; il sostegno alle cooperative rurali femminili; la creazione di una rete commerciale di prodotti agroalimentari equosolidali.

COSA POSSIAMO FARE INSIEME

Un tuo contributo ci aiuterà a rendere autonoma la comunità locale e raggiungere importanti obiettivi della campagna:

Aiutare 850 donne ad organizzarsi in cooperative per commercializzare i loro prodotti.

Insegnare a 300 donne analfabete a leggere e scrivere per renderle protagoniste dei loro diritti.

Acquistare macchinari e attrezzature per aumentare e migliorare la produzione di 20 cooperative di donne agricoltrici e artigiane.

 

Category: Donne, lavoro, femminismi, World social forum

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About Margherita Romanelli: Margherita Romanelli è nata a Fermo (Marche) nel 1972, laureata a Bologna in Economia e Commercio e ha conseguito numerose qualifiche post universitarie sui temi delle relazioni internazionali. si è inoltre specializzata presso l’Università di Londra (SOAS) sulla lotta alla povertà. Dopo una esperienza di ricercatrice a Nomisma (Bologna) lavora nel GVC (Gruppo volontariato Civile) , una Ong di Bologna dove è responsabile di progetti nel Nord Africa e nel Sud est asiatico. E' stata candidata per la lista L'altra Emilia Romagna

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