Antonio Spadaro: Internet dono di Dio. Dialogo con Vint Cerf e mons Claudio Maria Celli

| 22 Febbraio 2014 | Comments (0)

 


 

Venerdì 21 febbraio 2014 ho moderato un incontro organizzato da GOOGLE in collaborazione con LA CIVILTÀ CATTOLICA, la rivista che dirigo. L’incontro si è svolto a Roma sulla terrazza del Campidoglio. Il tema scelto era relativo al Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni e ha avuto per titolo “Internet, dono di Dio”. Ho avuto il ruolo di moderatore del dialogo tra due persone di rilievo:

Vinton Gray Cerf, noto anche come Vint Cerf è conosciuto come uno dei “padri di Internet” perché insieme a Bob Kahn inventò il protocollo TCP/IP, cioè l’insieme di protocolli su cui si basa il funzionamento della rete Internet (Transmission Control Protocol e Internet Protocol). Nel settembre del 2005 è stato assunto da Google con la carica di “Chief Internet Evangelist”, e Mons. Claudio Maria Celli, arcivescovo. Grande esperto di relazioni internazionali, ha partecipato a varie delegazioni inviate in Oriente. Dal 27 giugno 2007 è presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e presidente della Filmoteca Vaticana.

Ecco gli appunti che ho usato per introdurre il discorso e poi i temi sui quali ho sollecitato i relatori…

 

1. Perché siamo qui stasera?

L’occasione è data dalla pubblicazione del 48° Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali dal titolo «Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro». In questo testo c’è una affermazione chiave…. «Internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio», ha scritto papa Francesco in un suo messaggio di fine gennaio 2014. Ricordiamoci che il Premio Nobel per la pace Liu Xiaoboqualche mese prima del suo secondo arresto, nell’aprile 2009, aveva scritto «Internet è un dono di Dio».

Il Papa touch, il Papa che ama abbracciare fisicamente, sa che l’ambiente digitale non è un altro mondo, una inutile second life, ma è un altro modo perché gli uomini si tocchino al di là dello spazio e del tempo.

Papa Francesco è un cyber-entusiasta ma un profeta: vede nella Rete il segno di una vocazione dell’umanità a essere unita, connessa. Pur vedendo tutti i rischi, ci vede soprattutto un disegno di Dio. Il Papa crede alla «sfida di scoprire e trasmettere la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una carovana solidale» (Evangelii Gaudium, 87). La carovana, la marea, il caos: tre immagini per una rete che comporta sfide «appassionanti».

La cultura della rete è cultura di condivisione e non di scarto. La rete anzi deve dare voce agli scarti sociali e culturali; crea un ambiente nel quale non bisogna rinunciare alle proprie idee «ma alla pretesa che siano uniche ed assolute».

Ma questo significa che senza una gift culture per la quale la condivisione delle risorse risulta sempre più facile e spontanea (open sourcecreative commons…) non si va da nessuna parte.

Il Papa dice che la rete è fatta di persone non di fili. La rete è la rete delle persone non delle tecnologie. E così forse il papa dice che la rete non esiste perché da sempre ognuno di noi vive in una rete di relazioni, è un «nodo» che lo rende persona e non individuo.

I media di massa erano modellati da pochi produttori centrali sia nella struttura sia nel contenuto. Su internet invece non c’è centro né periferia, e la partecipazione è generata dal basso dentro piattaforme

 

2. Temi per il dialogo:

Hai inventato internet, hai visto il suo sviluppo, hai valutato i suoi effetti. Che ne pensi di internet? Ti sei pentito (regret) di averlo inventato? Ne sei felice? Avresti immaginato come sarebbe andata a finire? Avevi intuito ciò che sarebbe stato?

Qual è il più grande problema di internet, quale il maggiore vantaggio?

Larry Wall, creatore del linguaggio Perl, insieme a gente come Tom Pittman e altri hackers della prima ora, aveva collegato strettamente la propria creatività alla fede.

Oggi Papa Francesco ci dice: le reti ci spingono alla visione di un «mondo differente», di una condivisione aperta che richiede «energie fresche e un’immaginazione nuova». Hackers e cristiani sono interessati, in definitiva a una cosa: al significato della vita. Non credi che, in ultima analisi, ci sia una convergenza?

La rete è una invenzione troppo grande, troppo globale, troppo storica nell’evoluzione del cammino dell’uomo. Si è mai posto la domanda: qual è il ruolo della rete nel piano di Dio sull’umanità?

 

3. Chi è il mio «prossimo» quando in rete sono abbattute le barriere dello spazio e del tempo? Come si manifesta l’essere prossimo nel nuovo ambiente creato dalle tecnologie digitali? Il buon samaritano passa anche per le «“strade” digitali»?

Abbiamo davanti una risorsa enorme, l’intelligenza connessa, un surplus cognitivo fenomenale. Senza valutare il surplus cognitivo che stiamo sperimentando non si capisce il dono di Dio. Che ne facciamo? Che ne faremo? Lo scopriremo, ma certo richiede una forte presa di coscienza. Forse questa presa di coscienza potrà arrivare soltanto da qualcosa terza alle istituzioni comuni come i governi e alle big company. A questo punto mi chiedo: non potrebbe la Chiesa giocare questo ruolo di presa di coscienza?

 

4. Come si fa a dialogare in Rete? Non c’è il rischio di vivere in una bolla filtrata? I motori di ricerca di offrono le risposte che ci somigliano perché conoscono i nostri gusti. I social networks ci offrono le news delle persone che ci somigliano perché conoscono i nostri gusti… Non finiremo per vivere in una filtered bubble? Vale la pena di essere connessi?

 

Category: Culture e Religioni, Nuovi media

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About Don Antonio Spadaro: Antonio Spadaro è nato a Messina nel 1966. E' un gesuita, scrittore e teologo italiano, attuale direttore della rivista La Civiltà Cattolica.Laureato in filosofia nel 1988 presso l'Università degli Studi di Messina, entra subito dopo nel noviziato della Compagnia di Gesù. Insegna lettere a Roma per 2 anni dal 1991 al 1993. Il 21 dicembre 1996 riceve l'ordinazione presbiterale e il 24 maggio 2007 pronuncia i voti solenni nella Compagnia di Gesù. Consegue la licenza in Teologia Fondamentale, il diploma in Comunicazioni Sociali, il dottorato di ricerca in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Completa la sua formazione negli Stati Uniti, nella Provincia dei gesuiti di Chicago, tra il 2002 e il 2003. Nel 1994 comincia a scrivere per la rivista La Civiltà Cattolica e dal 1998 entra a far parte in maniera stabile della redazione. Si occupa soprattutto di teoria della letteratura e di critica letteraria, in particolare legata ad autori contemporanei italiani (tra questi, Cesare Pavese, Alda Merini, Giorgio Bassani, Mario Luzi, Pier Vittorio Tondelli) e scrittori statunitensi (dai classici come Emily Dickinson, Walt Withman, Flannery O'Connor e Jack London ai contemporanei come Jack Kerouac, Raymond Carver). Tra le materie che tratta vi sono anche la musica (Bruce Springsteen, Tom Waits, Nick Drake, Nick Cave), l'arte contemporanea (Mark Rothko, Edward Hopper, Andy Warhol, J.-M. Basquiat), il cinema e le nuove tecnologie della comunicazione e il loro impatto sul modo di vivere e pensare (in particolare su Wikipedia, Second Life, sulla lettura digitale, sui vari social networks, sulla filosofia Hacker o sulla Cyberteologia]. Nel 1998 ha fondato BombaCarta, un progetto culturale che coordina iniziative di scrittura creativa, produzione video e lettura anche su internet. È curatore della collana di poesia L'Oblò delle edizioni Ancora. Dal 2002 insegna presso il Centro Interdisciplinare di Comunicazione Sociale (CICS) della Pontificia Università Gregoriana. Nel 2008 è a capo del comitato scientifico "La sfida e l'esperienza" che raccoglie docenti e manager interessati ai temi della spiritualità e dell'innovazione. Dal 2004 al 2009 viene incaricato di coordinare le attività culturali della Compagnia di Gesù in Italia.Nel settembre del 2009 diviene Rettore della Comunità dei gesuiti de La Civiltà Cattolica. Il 6 settembre 2011 è annunciata la sua nomina a direttore della rivista.. Nel numero del 1º ottobre 2011 della rivista è apparso il suo articolo di presentazione nella nuova veste di direttore. La sua attività in Rete è legata, oltre alla presenza nei social network, anche alla cura di un sito personale e di due blog: uno dedicato alla CyberTeologia e uno dedicato alla scrittrice statunitense Flannery O'Connor. Il 10 dicembre 2011, papa Benedetto XVI lo nomina consultore del Pontificio Consiglio della Cultura[11] e il 29 dicembre anche consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali[. Nel gennaio 2012 ha ricevuto a Caserta il prestigioso premio "Le Buone Notizie - Civitas Casertana", uno dei più importanti premi di giornalismo italiani, unico nel suo genere a livello internazionale. Ad agosto 2013 incontra più volte papa Francesco per conto de La Civiltà Cattolica e di altre 15 riviste della Compagnia di Gesù.[ Il contenuto delle conversazioni è stato pubblicato sotto forma di intervista a settembre 2013 ed ampiamente ripreso dalla stampa internazionale. Tra i suoi ultimi libri: Nell'ombra accesa. Breviario poetico di Natale, Milano, Ancora, 2010; Web 2.0 Reti di relazione, Milano, Paoline, 2010; Svolta di respiro. Spiritualità della vita contemporanea, Milano, Vita & Pensiero, 2010.; Cyberteologia. Pensare il cristianesimo al tempo della rete, Milano, Vita & Pensiero, 2012.

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