Il 2 dicembre alla Casa di Reclusione di Padova importante iniziativa promossa da “Ristretti Orizzonti”

| 25 Settembre 2016 | Comments (0)

 

“Ristretti Orizzonti” è la rivista dalla Casa di Reclusione di Padova e dall’Istituto Penale Femminile della Giudecca che pubblica due numeri all’anno da diciassette anni. La rivista si batte contro la pena di morte viva e per il diritto a una fine pena che non ammazzi la persona. Il 2 dicembre 2016 “Ristretti orizzonti” sta organizzando una importante iniziativa per la quale chiede adesione di forze sindacali, sociali, culturali. La redazione di “Inchiesta” appoggia questa iniziativa e si farà promotrice perché le strutture sindacali a lei più vicine siano presenti alla iniziativa del 2 dicembre. Riportiamo il comunicato della rivista “Ristretti Orizzonti” e l’adesione di un’altra rivista che permette di conoscere la realtà del carcere: la rivista toscana “Liberarsi”.


1.  Comunicazione della redazione di “Ristretti Orizzonti ” per l’iniziativa del 2 dicembre 2016 alla casa di reclusione di Padova:

La giornata del 2 dicembre sarà una Giornata di dialogo con ergastolani, detenuti con lunghe pene, loro famigliari: aiutateci a promuoverla, organizzarla, darle poi un seguito. Contro la pena di morte viva e Per il diritto a un fine pena che non uccida la vita

Da tempo la redazione di “Ristretti Orizzonti” pensava a una giornata di dialogo su questi temi, che avesse per protagonisti anche figli, mogli, genitori, fratelli e sorelle di persone condannate a lunghe pene, perché solo loro sono in grado di far capire davvero che una condanna a tanti anni di galera o all’ergastolo non si abbatte solo sulla persona punita, ma annienta tutta la sua famiglia.

Oggi però forse sono più i motivi che ci spingerebbero a non organizzare quella giornata, che quelli che ci incoraggiano a promuoverla.

Non vorremmo organizzarla:

– perché in carcere troppo spesso si fanno un passo avanti e poi tre indietro. È il caso della nostra redazione, che stava facendo una esperienza importante di lavoro in comune tra detenuti di Alta Sicurezza e detenuti di Media Sicurezza, e di confronto con il mondo esterno (più di seimila studenti che entrano in carcere ogni anno) che costringe tutte le persone detenute ad avere uno sguardo critico sul proprio passato.

Ma proprio pochi giorni fa il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha sospeso le attività dove detenuti AS e detenuti comuni stavano insieme e ricostituito i soliti ghetti dei circuiti di Alta Sicurezza, dove di fatto non c’è nessuna possibilità di cambiamento. Abbiamo chiesto con forza di continuare la nostra esperienza, e di far tornare in redazione i detenuti AS che ormai ne fanno parte da tempo, e vogliamo sperare che la nostra richiesta verrà davvero accolta, ma bisogna sempre vigilare e combattere per cambiare le cose, e le cose nei circuiti di Alta Sicurezza da troppo tempo sono ferme, chiuse, immutabili;

– perché “Ristretti Orizzonti” sta letteralmente morendo per mancanza di risorse per continuare le sue battaglie e probabilmente alle Istituzioni non gliene frega niente di una esperienza, che fa riflettere su un modello di pena che ha al centro meno carcere e più sicurezza per la società;

– perché siamo anche noi intrappolati in questa logica che “i tempi non sono maturi” per parlare di abolizione dell’ergastolo, e quindi non ci crediamo abbastanza, non abbiamo abbastanza coraggio.

Ma poi un pensiero fisso ce l’abbiamo, ed è quello che ci spinge a fare comunque qualcosa: non vogliamo abbandonare quelle famiglie, non vogliamo far perdere loro la speranza.

Allora il 2 dicembre invitiamo a dialogare, con le persone condannate a lunghe pene e all’ergastolo e i loro figli, mogli, genitori, fratelli e sorelle:

– parlamentari che si facciano promotori di un disegno di legge per l’abolizione dell’ergastolo e che si attivino per farlo calendarizzare, o che comunque abbiano voglia di confrontarsi su questi temi;

– uomini e donne di chiese e di fedi religiose diverse, perché ascoltino le parole del Papa, che ha definito l’ergastolo per quello che è veramente: una pena di morte nascosta;

– uomini e donne delle istituzioni, della magistratura, dell’università, dell’avvocatura, intellettuali,

esponenti del mondo dello spettacolo, della scuola, cittadini e cittadine interessati.

Non vogliamo aver paura di parlare apertamente di abolizione dell’ergastolo, di quello ostativo ma anche di quello “normale”, perché il fine pena mai non può in nessun caso essere considerato “normale”.

Ma non vogliamo neppure avere solo obiettivi alti, e poi dimenticarci di come vivono le persone condannate all’ergastolo o a pene lunghe che pesano quanto un ergastolo. È per questo che proponiamo di dar vita a un Osservatorio, su modello di quello sui suicidi:

– per vigilare sui trasferimenti da un carcere all’altro nei circuiti di Alta Sicurezza;

– per mettere sotto controllo le continue limitazioni ai percorsi rieducativi che avvengono nelle

sezioni AS (poche attività, carceri in cui non viene concesso l’uso del computer, sintesi che non vengono fatte per anni);

– per monitorare la concessione delle declassificazioni, che dovrebbe essere, appunto, non vincolata a relazioni sulla pericolosità sociale che risultano spesso stereotipate, con formule sempre uguali e nessuna possibilità, per la persona detenuta, di difendersi da accuse generiche e spesso prive di qualsiasi riscontro. Nessuno sottovaluta il problema della criminalità organizzata nel nostro Paese, e il ruolo delle Direzioni Antimafia, ma qui parliamo di persone in carcere da decenni, già declassificate dal 41 bis perché “non hanno più collegamenti con le associazioni criminali di appartenenza”, e parliamo di trasferirle da un circuito di Alta Sicurezza a uno di Media Sicurezza, non di rimetterle in libertà;

– per accogliere le testimonianze e le segnalazioni dei famigliari delle persone detenute, che non trovano da nessuna parte ascolto:

– per raccogliere sentenze e altri materiali, fondamentali per non farsi stritolare da anni di isolamento nei circuiti di Alta Sicurezza e per spingere la Politica a occuparsi di questi temi con interrogazioni e inchieste;

– per cominciare a mettere in discussione, finalmente, il regime del 41 bis con tutta la sua carica di disumanità;

– per rendere tutto il sistema dei circuiti di Alta Sicurezza e del regime del 41 bis davvero TRASPARENTE.

Di tutto questo vorremmo parlare il 2 dicembre a Padova, ma non vi chiediamo semplicemente di aderire a una nostra iniziativa.

Vi chiediamo di promuovere con noi questa Giornata, di lavorare per la sua riuscita, di prepararla con iniziative anche in altri luoghi e altre date, e soprattutto di fare in modo che non finisca tutto alle ore 17 del 2 dicembre, ma che si apra una stagione nuova in cui lavoriamo insieme perché finalmente “i tempi siano maturi” per abolire l’ergastolo e pensare a pene più umane.

La redazione di Ristretti Orizzonti

 

 

2. Piena condivisione dell’iniziativa del 2 dicembre 2016 da parte della Associazione  fiorentina “Liberarsi”

Firenze 22 settembre 2016

Care amiche e cari amici di Ristretti Orizzonti,

grazie per l’invito alla giornata del 2 dicembre e alla creazione dell’Osservatorio.

A tutte e due le proposte noi diamo una piena adesione. Sono temi che ci coinvolgono da anni profondamente.

Faremo varie azioni concrete:

– parteciperemo alla giornata del 2 dicembre

– contribuiremo alle spese della giornata

– coinvolgeremo i nostri soci e amici e tutte le realtà associative che conosciamo, chiedendo anche a loro di aderire e di essere presenti e di organizzare informazione su questi temi prima e dopo il 2 dicembre.

Condividiamo pienamente che nella giornata del 2 siano attori fondamentali i detenuti e le detenute condannati all’ergastolo e a lunghe pene e i loro familiari.

Questo vogliamo dire anche con chiarezza: il 2 dicembre sarà un primo momento, importante, ma non vogliamo che sia solo una giornata di dialogo e un libro con gli atti, ma riteniamo necessario che l’ottica sia quella di continuare finché non riusciremo a realizzare l’abolizione dell’ergastolo, pena di morte viva, e la cessazione della tortura nelle sezioni a 41 bis e nel circuito differenziato, come scrisse il nostro amico Sandro Margara in una sua intervista: “Liberiamoci da questo carcere”!

Un abbraccio e cerchiamo di gridarlo: “i tempi sono maturi”!

A giorni riceverete materiali per il nostro Osservatorio.

Per l’Associazione Liberarsi: Mario Bencivenni, Filippo Benfante, Fabio Bianchi, Roberto Caiani, Giuliano Capecchi, Christian De Vito, Antonio Mellini, Paola Ricciardi, Alfredo Sole, Anna Terlizzi

Per comunicare con l’Associazione Liberarsi:

mail: assliberarsi@gmail.com

indirizzo postale: Associazione Liberarsi, casella postale 30 – 50012 Grassina (Firenze) .

 

 

 

 

Category: Carceri

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About Redazione: Alla Redazione operativa e a quella allargata di Inchiesta partecipano: Mario Agostinelli, Bruno Amoroso, Laura Balbo, Luciano Berselli, Eloisa Betti, Roberto Bianco, Franca Bimbi, Loris Campetti, Saveria Capecchi, Simonetta Capecchi, Vittorio Capecchi, Carla Caprioli, Sergio Caserta, Tommaso Cerusici, Francesco Ciafaloni, Alberto Cini, Barbara Cologna, Laura Corradi, Chiara Cretella, Amina Crisma, Aulo Crisma, Roberto Dall'Olio, Vilmo Ferri, Barbara Floridia, Maria Fogliaro, Andrea Gallina, Massimiliano Geraci, Ivan Franceschini, Franco di Giangirolamo, Bruno Giorgini, Bruno Maggi, Maurizio Matteuzzi, Donata Meneghelli, Marina Montella, Giovanni Mottura, Oliva Novello, Riccardo Petrella, Gabriele Polo, Enrico Pugliese, Emilio Rebecchi, Enrico Rebeggiani, Tiziano Rinaldini, Nello Rubattu, Gino Rubini, Gianni Scaltriti, Maurizio Scarpari, Angiolo Tavanti, Marco Trotta, Gian Luca Valentini, Luigi Zanolio.

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