Comprate i panettoni della Pasticceria del carcere Due Palazzi di Padova

| 9 Dicembre 2014 | Comments (0)

 

 

Carceri spesso in primo piano, o meglio le condizioni, spesso disumane e  difficili  che si vivono negli istituti di pena italiani, con tante storie tristi, con l’elenco sempre più lungo di suicidi e con le statistiche crude e violente. Ma ci sono anche storie con un finale diverso. Abbiamo potuto constatare di persona, in alcune visite nei penitenziari di tutta Italia, che  ci sono uomini e donne che dal carcere non sono stati schiacciati o distrutti, anzi, che proprio dentro quelle celle strette e spesso sovraffollate, hanno ritrovato la strada della propria umanità perduta.  Sono storie di cui ci ricordiamo quando non vogliamo cedere ai rigurgiti di pessimismo  e di amarezza. Ripensiamo ai volontari, ai sacerdoti, agli operatori sociali, agli agenti, che tante volte abbiamo incontrato e che ci hanno raccontato le loro esperienze intrecciate a quelle di detenuti di ogni età, condizioni sociali, nazionalità.

Tra i tanti esempi positivi  c’è la storia della cooperativa dei Dolci di Giotto, ossia la pasticceria del carcere Due Palazzi di Padova,  una delle numerose attività lavorative che vengono svolte all’interno del carcere. Tutte le attività vengono gestite tramite il consorzio di cooperative sociali Rebus, che attua strategie imprenditoriali che sviluppano attività lavorative nelle carceri e all’esterno. I dolci di Giotto sono diventati, rapidamente, prodotti di alta qualità artigianale, con riconoscimenti importanti, come quello, recentissimo, della rivista del Gambero Rosso. Soprattutto i pasticceri del carcere sono portentosi nello sfornare panettoni. Tre anni fa in via Due Palazzi si era brindato per la nona posizione tra i panettoni migliori d’Italia che faceva entrare di schianto il panettone carcerario nella top ten della testata enogastronomica. Oggi sono state guadagnate le prime posizioni: nel 2013 la Pasticceria del carcere Due Palazzi di Padova è stata nominata da Gastronauta (www.gastronauta.it) la migliore pasticceria italiana.

Riportiamo la storia di questi panettoni e altri tipi di dolci riprendendola dal sito di www.lineaverde.rai.it

 

Storia della Cooperativa Giotto nel Carcere di Massima Sicurezza di Padova
Il laboratorio della Pasticceria Giotto del Carcere di Padova non è nato dietro le sbarre. Aveva sede fin dai primi anni 80 a Padova dove realizzava colombe pasquali e panettoni natalizi, con una produzione che ha raggiunto 4000 pezzi nel 2005. Nel 2004 arriva l’opportunità di riorganizzare la ristorazione per i detenuti della Casa di reclusione Due Palazzi di Padova. E la cooperativa Giotto, impegnata da anni nel carcere di Padova: dal 1991 con corsi di formazione di giardinaggio; dal 2001 in poi con un laboratorio di manichini artigianali, servizi di call center, montaggio biciclette, digitalizzazione cartacea, chiavette per la firma digitale, assemblaggio valige) coinvolge le maestranze del laboratorio esterno.

Nel carcere di Padova l’organizzazione viene completamente rivista nel segno della qualità, della professionalità, in linea con le norme igieniche HACCP e all’interno di un percorso lavorativo-educativo per i detenuti, portando la qualità del servizio ad un livello in grado di competere con il mercato esterno. La cucina del carcere inizia a produrre tramezzini, panini, piadine verdure fresche lavorate, macedonie e tanto altro…sino ad incontrare un nuovo sviluppo attraverso il laboratorio di pasticceria, che nel 2005 si trasferisce nel carcere Due Palazzi. A lavorarci sono una quindicina di detenuti, opportunamente formati e accompagnati da maestri pasticceri del consorzio.

La produzione fin da subito viene destinata all’esterno per importanti clienti tra cui anche uno storico Caffè di Padova. Ben presto i prodotti vengono apprezzati per la loro alta qualità e il valore sociale e sono sempre più numerosi i rivenditori che li richiedono. Oggi i punti vendita in Italia e all’estero sono circa 200,  gli ordini ormai provengono da ogni parte del mondo. Inoltre  all’insegna del cibo di qualità iniziano le sinergie internazionali con il carcere di Chicago, con i detenuti di Lisbona e col Brasile dove è in corso una collaborazione con una realtà che gestisce ormai da quarant’anni decine di strutture detentive senza guardie e senza armi.

La ricerca costante della qualità e l’artigianalità delle lavorazioni manuali, in particolare nel settore del cibo, costituiscono una formidabile leva motivazionale nel percorso di recupero dei detenuti che tende a valorizzare la persona e a far riscoprire il significato di se stessi e del proprio lavoro.

I detenuti sono regolarmente assunti con il contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali, contratti sia a tempo pieno sia part time. La cooperativa preferisce fare contratti part time per dare modo a più detenuti di lavorare all’interno delle attività della cooperativa.

I risultati dell’esperienza lavorativa dimostrano che: nel periodo 1991-2001 gli inserimenti lavorativi all’esterno con le misure alternative hanno ridotto la recidiva dal 70/90% (media nazionale) al 15%, mentre nel periodo 2001-2011 gli inserimenti prima all’interno con il lavoro intramurario e poi all’esterno con le misure alternativa l’hanno abbattuta all’1/2%. Da qui ne deriva anche un importantissimo valore sociale che è il rafforzamento della sicurezza per i cittadini, ma anche un rilevante valore economico: a fronte di un costo complessivo di un detenuto di circa 250 euro al giorno (cioè miliardi che si ripetono ogni anno per le casse dello stato), ogni milione di euro investito in attività come questa abbatte la recidiva, ne fa risparmiare 9. Purtroppo esperienze analoghe nel nostro paese sono ancora veramente poche, perché detenuti inseriti con un lavoro vero come questi (oltre 120) sono meno di 800 rispetto a una popolazione carceraria attuale di più di 50mila.

Tornando al laboratorio, punto di forza della produzione, appunto, è il panettone ottenuto da ingredienti di primissima qualità e spesso legati al territorio, lavorati con cura e professionalità: l’impasto di farina, burro, uova e canditi ha bisogno di 72 ore di lavorazione, oltre a 24 ore di lievitazione naturale. Nel giro di pochi anni si arriva così a una produzione di circa 74mila panettoni. Nel 2009 in onore di Sant’Antonio di Padova viene inaugurata la linea de I dolci di Antonio che comprende la Noce del Santo, Il Giglio, la Corona. Da tre anni i panettoni padovani arrivano in Vaticano per gli omaggi natalizi di Sua Santità, prima papa Benedetto e ora anche papa Francesco. Anche il presidente Napolitano è altre importanti autorità sono affezionati estimatori.

Per acquistare il panettone e approfittare delle offerte speciali visitare il sito ufficiale www.idolcidigiotto.it


Category: Carceri, Cibi e tradizioni

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