Roberto Dall’Olio: Irma, dedicato a Irma Bandiera

Roberto Dall'Olio | 5 aprile 2017 | Comments (0)

 

 

E’ uscito il libro di poesia  Irma (dedicato a Irma Bandiera) di Roberto Dall’Olio,  collaboratore di Inchiestaonline.it edito dalla casa editrice L’Arcolaio, Bologna 2017

 

1. Roberto Dall’Olio : La mia Irma

Per me Irma Bandiera è come un eroe Greco moderno, in quanto trasporta nel Novecento la stessa tensione dello spirito tragico Attico aggiungendo il fatto che ella è realmente vissuta e che ha dovuto combattere non contro il Fato e la sua invincibile forza ma contro il Male Assoluto che dettava legge nella storia.

Ma vi è in Lei il momento decisivo della conversione politica che non appartiene in genere all’Antichità. Irma scelse la libertà convertendo la sua vita borghese in un’esistenza da partigiana in rivolta, quasi uscisse da un saggio di Camus con il suo slancio in lotta titanica e segreta contro il male politico e metafisico. Inoltre Irma Bandiera racchiude in sé nella sua breve vicenda terrena i semi del tempo a venire : la dignità dell’uomo e della donna, il tema della violenza contro le donne, la violazione del corpo femminile, la battaglia perla parità delle donne, il permanere della brutalità della tortura di cui è divenuta simbolo, contro gli abusi di ogni genere dell’uomo sull’uomo.

La sua vita e la sua morte esemplari pongono però un problema riguardo al nostro rapporto con la memoria. Irma ha bisogno di essere estratta dal marmo della sacralità laica cui l’ha consegnata la memoria storica e collettiva per tornare a vivere in mezzo alla nostra epoca bislacca e indifferente così bisognosa di valori, di coraggio e di giustizia. Ma anche di fedeltà, lealtà nel rispetto della nostra casa comune. Su tale piano deve agire il ricordo di Lei, poiché solo in questo caso potremo non maledire il nostro bisogno di eroi.

 

 

IRMA

un muro                               il vecchio continente            a perpetrare

un muro di pioggia                                                              le loro sevizie

un muro                               l’aveva                                      nel mondo

tra le case                             sempre saputo                       so

un muro                               di quel muro                           so

tra gli uomini                      fatto                                          che nessuno

un muro                               di coltelli                                  li ha fermati

tra il vuoto                           menzogne                                nemmeno

e le case                                nebbie                                      la democrazia

un muro                               e carogne                                 so

tra noi                                                                                     di altri

e loro                                     lei                                             nascosti

un muro                               la sua lapide                           so

tra chi lotta                          davanti                                    che nessuno

e chi uccide                         a lei                                           li ha scovati

un muro                               Irma Bandiera                       so

di pioggia                             Mimma                                   so

morbido                               …                                              che qualcuno

impenetrabile                    qualche volta                          li ha protetti

senza scampo                    risento le voci                         sono troppi

o di qua                               dei torturatori                        spaventosamente

o di là                                  il loro maleodore                   troppi

lei                                         sento                                        i fascisti

sempre                                la loro ferocia

lo seppe                              poi                                             ancora

di stare                               un lurido

di qua                                 silenzio

con tutta                             so

se stessa                              so

con la sua bicicletta         che sono fuggiti

per Bologna                       so

per il suo Paese                 so

fracassato                          che sono andati

 

 

 

2. Augusto Barbera: I versi di Roberto Dall’Olio per Irma Bandiera

 

Irma Bandiera – Mimma per la famiglia e per gli amici – è da tempo una figura emblematica della Resistenza .

Lo capirono subito i Gappisti bolognesi che dedicarono a Lei, con la lotta armata ancora in corso, il nome di una importante Brigata Garibaldi.

Lo capirono i comunisti bolognesi che ad essa dedicarono alcune importanti sezioni della Provincia.

A buon ragione un simbolo: perché espressione di quella parte della società civile che seppe subito da che parte stare; perché giovane e donna; perché trucidata per non avere tradito i compagni di lotta, nonostante le feroci e atroci torture.

Questo aspetto simbolico i versi di Roberto Dall’Olio lo scolpiscono in più passaggi con una sonorità che ricorda talune struggenti sequenze medievali (tra queste, ad esempio, il ritmo incalzante del “Dies Irae” ).

E’ un omaggio alle donne partigiane, il cui notevole contributo alla Resistenza è ormai pienamente riconosciuto, ma che non fu subito colto – non a caso si è parlato di “resistenza taciuta” – pesando non poco una sorta di pregiudizio sessista degli stessi combattenti antifascisti.

Ma ormai Irma può essere di più. E’ un emblema che va al di là della Resistenza bolognese e al di là della stessa lotta al fascismo storicamente dato, quale si è tragicamente manifestato nell’Europa del Novecento.

Irma può essere l’emblema delle sevizie cui sono sottoposte tante donne in tante parti del Pianeta ma anche l’emblema della loro volontà di riscatto.

Irma rappresenta le donne vittime di quel fanatismo religioso che in tante parti del pianeta vuole mantenerle in condizioni di sudditanza e ignoranza.

Rappresenta le giovani donne vittime di quel fanatismo tribale che pretende di mutilarne il corpo, attraverso penose escissioni o infibulazioni .

Rappresenta le giovani adolescenti di cui, in nome di una abietta morale familistica, si vuole costringerle a moderne forme di schiavitù (il ripugnante fenomeno delle spose bambine).

Le sevizie e le torture subite da Irma richiamano alla mente anche quelle giovani donne che, dopo avere attraversato il deserto, vengono inghiottite da un Mediterraneo ostile e turbinoso o il quadro plumbeo di quelle donne che, con macilenti creature avvinte nel petto – moderne Madonne sofferenti – hanno marciato per settimane lungo le terre infangate dei Balcani , fino a trovare le barriere di filo spinato, erette da quei paesi europei che pure avevano pochi anni prima conosciuto o i lager nazisti o i campi di concentramento comunisti.

Non sono Paesi fascisti ma che , anzi, si autodefiniscono “democratici”; hanno sottoscritto la Carta europea dei diritti e fanno parte di quella Corte europea di Strasburgo che puntualmente elabora sempre più raffinati frammenti di diritti.

Irma si collega così , idealmente, alle ragazze che in tante parti del Pianeta non si rassegano e lottano , talvolta fino al sacrificio; alle ragazze iraniane che sfidano i precetti clericali; alle ragazze nigeriane che si ribellano alla prostituzione forzata; a quelle afgane che pagano con la vita la voglia di riscatto.

Nell’Italia, nata dalla Resistenza, il sacrificio di tante ragazze partigiane ha rappresentato una forza che ha consentito ai movimenti femminili , sia pure con colpevole ritardo, importanti traguardi di civiltà (solo nel 1969 l’abolizione del delitto d’onore e solo negli anni Settanta la parità nei reati di adulterio); ma può esprimere tuttora una condanna eloquente per quanti, pur in questa parte del Pianeta, vogliono affermare il dominio maschilista, fino allo stupro o al femminicidio.

Il sacrificio di Irma e di tante ragazze partigiane, di una Resistenza non più “taciuta”, possono farci sperare in un mondo più libero.

 

 

 

3. Chi è Roberto Dall’Olio

Roberto Dall’Olio (Medicina 1965), bolognese, docente di filosofia e storia al Liceo Classico Ariosto di Ferrara. Membro della Fondazione Alexander Langer con sede a Bolzano e studioso del grande uomo politico purtroppo scomparso a soli 49 anni nel 1995, ha collaborato con il Professor Antonio Genovese all’Alma Mater di Bologna con un seminario incentrato sul concetto di giustizia sociale. Redattore della rivista Inchiesta diretta dal Prof, Vittorio Capecchi ha pubblicato poesie sul sito internet e sul cartaceo della rivista suddetta oltre a poesie su l’Unità e sul Domani di Bologna dedicate alla memoria di Arrigo Boldrini detto “Bulow”. Dopo l’espletazione del servizio civile a Perugia in ambito psichiatrico, è stato colpito da un tumore maligno nel 1995. Curato dall’equipe bolognese del prof. Armando Maver e. in seguito dal primario di Oncologia medica Dott. Angelo Andrea Martoni, ha pubblicato un libro di poesia sulla sua vicenda. Dal titolo di una poesia “Se ne parli” è nata una rivista in collaborazione con medici, psicologi, pazienti e parenti di pazienti. Se ne parli è poi diventata anche un’associazione tuttora in piena attività. Ha svolto l’attività per due mandati come consigliere comunale ed assessore all’istruzione, allo sport e alla Cultura presso il Comune di Bentivoglio nelle liste di Ds e del PD di cui è fondatore. Come docente ha più volte accompagnato gli studenti nei luoghi della memoria da Auschwitz – Birkenau a Terezin, Da Mauthausen a Buchenwald, da Trieste a Fossoli, partecipando come invitato al Quirinale il 27 gennaio del 2012 alla cerimonia omonima su invito del Presidente Giorgio Napolitano insieme alla Preside della sua scuola dottoressa Mara Salvi e ai rappresentanti degli studenti.

Ha pubblicato il saggio “Entro il limite. La resistenza mite in Alex Langer”. (La Meridiana Molfetta 2000). Uno studio molto appassionato e profondamente filosofico dedicato al pensiero di Alexander Langer, già eurodeputato nelle file dei Verdi italiani e coofondatore dei Verdi europei, scrittore, giornalista, insegnante, traduttore, uomo di pace, nonviolento. Proprio su Azione Nonviolenta ha pubblicato poesie e recensioni poetiche anche in memoria di Langer. Nel 2005 è presente una sua poesia in ricordo di Langer all’interno di un volume di memorie sull’uomo politico curato dall’on. Marco Boato.

In ambito poetico ha poi pubblicato : “Per questo sono rinato” (Pendragon Bologna 2005 con una nota di Roberto Roversi) più volte ristampato e legato alla sua esperienza di malato di cancro, sua testimonianza civile e umana di tale dolorosa e formativa vicenda; “La storia insegna” poema storico – civile (Pendragon 2007 ). Nel 2008 “Il minuto di silenzio” per le Edizioni del Leone di Venezia raccogliendo alcuni importanti riconoscimenti. Nel 2010 il poemetto “La morte vita”con nota di Giuliano Ladolfi Edizioni del Leone. E’ del 2011 la pubblicazione del poema “La notte sul mondo”. Auschwitz dopo Auschwitz. MobyDick editore di Faenza con note di Terracina, Fiano, Levi . Nel 2013 “Viole d’inverno” canzoniere d’amore, liriche, per Chiara De Luca edizioni  con nota di Neri e prefazione di Piersanti. Premio Alberoandronico.  E Premio della critica Golfo dei poeti. Assieme al pittore bolognese Andrea Ballardini pubblica a Praga  “Adesso è già domani” un testo con acquarelli del Ballardini e poesie di entrambi in memoria dell’eccidio di Marzabotto. Il volume non diffuso in commercio è però presente in Italia a cura dell’ANPI di Bologna. Esso contiene l’importante testimonianza di Renato Romagnoli detto “Italiano “ eroe della Resistenza Bolognese.

Ha pubblicato poesie in Antologie e su riviste. E’ del 2015 il poema  “Tutto brucia tranne i fiori” Moretti e Vitali editore con nota di Giancarlo Pontiggia e postfazione di Edoardo Penoncini. Con questo libro ha vinto il premio Va’ Pensiero 2015. Ha ottenuto la menzione speciale al Premio Lorenzo Montano. Sue poesie singole hanno vinto il premio Zangheri e Montanari. Nel 2016 nei Quaderni del Liceo classico “Galvani” ha pubblicato un breve saggio sulla poesia di Roberto Roversi di cui è stato grande amico e, per certi versi, allievo. Il 30 giugno 2016 a Bologna, al memoriale della Shoah, sono state lette alcune poesie di Roberto Dall’Olio, denominate poesie di solidarietà e tradotte in varie lingue e lette anche in tali lingue, inglese, francese, ceco, tedesco, poesie incentrate sui gravi problemi dell’attualità e di memoria dei popoli a rischio di genocidio. La manifestazione è stata ripresa in diretta televisiva da Nettuno tv e in diretta su streaming nel mondo.

Convinto assertore dei valori della Lotta di Liberazione e della festa del 25 aprile come festa di tutti gli italiani, contrario agli odi e alle opposizioni dualistiche e sterili crede in una connessione tra natura e storia, ambientalista da sempre, legato a Legambiente da oltre trent’anni, ha scritto poesie di denuncia sulla presenza dell’amianto in luoghi di lavoro di studio e di vita su invito dell’associazione emiliano romagnola che si occupa di tale problema gravissimo. Ha poi pubblicato due poesie su Bologna nell’ambito della giornata mondiale di sensibilizzazione sul diabete nel 2015 e nel 2016. Sposato con Sara Martinelli , presidente di una cooperativa di base di tipo B, padre di due figli Giaime (alla memoria di Giaime Pintor e dell’esperienza di vita e lavoro in Sardegna) e Sami (nome di pace che unisce israeliani e palestinesi e indica il popolo dei Sami oltre il circolo polare artico oggi sofferente di cui l’Europa non prende atto) , vive a Bentivoglio nella pianura bolognese ove è presidente della sezione locale dell’A.N.P.I.

 

Category: Arte e Poesia, Guardare indietro per guardare avanti

Roberto Dall'Olio

About Roberto Dall'Olio: Roberto Dall'Olio (1965) è attualmente Assessore all'intercultura, valorizzazione dei beni culturali e sport del Comune di Bentivoglio (Bologna). È membro del direttivo bolognese dell'Anpi. Poeta e autore dal forte impegno civile, insegna Storia e Filosofia al Liceo Classico "Ariosto" di Ferrara. Ha vinto il concorso nazionale di poesia va pensiero a Soragna (Parma).Tra le sue pubblicazioni: Entro il limite. La resistenza mite in Alex Langer (La Meridiana, 2000); Per questo sono rinato (Pendragon, 2005); La storia insegna (Pendragon, 2007); Il minuto di silenzio (Edizioni del Leone, 2008), La morte vita (Edizioni del Leone, 2010).

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