Roberto Dall’Olio: 43 giovani studenti messicani

| 9 Novembre 2014 | Comments (0)

 

 

 

43  GIOVANI  STUDENTI   MESSICANI

 

erano quarantatrè studenti

del vostro Messico

di loro

non è rimasto niente

li avete bruciati

tagliuzzati

spolpati

avvelenando il futuro

del mondo

spaccando il cuore

delle loro vite

imbrattando l’amore

dei loro cari

avete fucilato la speranza

dietro la lavagna sporca

della democrazia

sappiate che quel niente

che suona terribile

vi romperà

i timpani

assedierà il vostro

silenzio

sgranerà le pulci

della vostra peste

le pulci sgranerà

una ad una

la peste che ha ucciso

43 vostri studenti

messicani

43 innocenti

non invano

no saranno i talismani

della memoria che verrà

 

 

 

Da Il fatto quotidiano dell’8 novembre 2014: I  43 studenti desaparecidos “uccisi e bruciati vivi dai narcos”

 

Erano scomparsi nello stato di Guerrero il 26 settembre. Tre narcotrafficanti hanno confessato la strage. I resti, irriconoscibili, saranno inviati in un laboratorio specializzato in Austria per consentire l’identificazione

Uccisi e bruciati dai narcos mentre erano ancora in vita e poi gettati in una discarica. Ma il loro riconoscimento sarà complicato, perché i sicari ne hanno spezzettato le ossa, per fare sparire ogni traccia della strage. Sono queste le conclusioni delle indagini della procura di Iguala, nello stato di Guerrero (sud del Messico), sul caso dei 43 studenti “desaparecidos” scomparsi lo scorso 26 settembre.

“Sono conscio dell’enorme dolore che produce questa notizia”, ha detto il procuratore federale Jesus Murillo Karam in conferenza stampa a Chilpancingo, capitale di Guerrero. Cruciale nella risoluzione del caso le rivelazioni di tre uomini arrestati dalla gendarmeria e appartenenti alla gang Guerreros Unidos. I trafficanti hanno confessato di aver ucciso gli studenti, attaccati e poi detenuti dalla polizia municipale di Iguala su ordine del sindaco della cittadina, José Luis Abarca, considerato il mandante della strage insieme alla moglie, Angeles Pineda Villa, e al suo responsabile della sicurezza pubblica, tuttora latitante. Il primo cittadino e la sua compagna sono stati arrestati a Città del Messico, dove si erano nascosti, mentre rimane ancora latitante il capo della polizia della cittadina.

Murillo ha spiegato che i tre sicari – Patricio Retes, detto El Pato; Juan Osorio, detto El Jona e Agustin Garcia Reyes, detto El Chereje – hanno raccontato di aver preso in consegna gli studenti e averli portati in una discarica nella vicina località di Cocula. Circa 15 studenti sarebbero morti per asfissia prima di arrivare a destinazione, dove i narcos “hanno chiesto lor a che gruppo (criminale) appartenessero”. Ma loro, ha proseguito Karam, “dicevano che non appartenevano a nessuna banda”. Da Iguala, infatti, avevano informato che nel gruppo si erano infiltrati uomini di Los Rojos, una banda rivale.

All’arrivo alla discarica, 15 studenti erano già morti soffocati nel camion e gli altri sono stati uccisi a colpi di pistola. Poi i corpi sono stati ricoperti di carburante e dati alle fiamme insieme a copertoni ed altri rifiuti. Il fuoco ha bruciato per 14 ore, poi i resti sono stati rinchiusi in sacchi di plastica e gettati in un fiume . Per questo, ha avvisato Murillo, sarà “molto difficile estrarre il Dna dai resti per permettere l’identificazione”. Ciò che è rimasto dei corpi sarà quindi inviato in un laboratorio specializzato in Austria.

I genitori delle vittime, però, non si arrendono e chiedono giustizia. “Finché non avremo i risultati del test del Dna, per noi i nostri figli sono vivi”, ha dichiarato Felipe de la Cruz, padre di uno dei rapiti che è il portavoce degli altri familiari, aggiungendo che “oggi stanno cercando di chiudere il caso in questo modo, un nuovo tentativo di aumentare la tortura compiuta dal governo federale ai nostri danni”. Dello stesso tono le dichiarazioni degli altri genitori che hanno chiesto che vengano presentate “prove incontrovertibili” della loro morte.

 

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Category: Arte e Poesia, Osservatorio America Latina

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About Roberto Dall'Olio: Roberto Dall'Olio (1965) è attualmente Assessore all'intercultura, valorizzazione dei beni culturali e sport del Comune di Bentivoglio (Bologna). È membro del direttivo bolognese dell'Anpi. Poeta e autore dal forte impegno civile, insegna Storia e Filosofia al Liceo Classico "Ariosto" di Ferrara. Ha vinto il concorso nazionale di poesia va pensiero a Soragna (Parma).Tra le sue pubblicazioni: Entro il limite. La resistenza mite in Alex Langer (La Meridiana, 2000); Per questo sono rinato (Pendragon, 2005); La storia insegna (Pendragon, 2007); Il minuto di silenzio (Edizioni del Leone, 2008), La morte vita (Edizioni del Leone, 2010).

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