Venetico Superiore (Messina). Proseguono le lotte contro Terna: rispettare la tradizionale Via Crucis vivente

| 12 gennaio 2014 | Comments (0)

 

 

Riceviamo da Maurizio Scarpari e continuiamo a documentare le lotte del Comitato per la tutela di Venetico Superiore (Messina) contro la multinazionale Terna (operatore di reti per la trasmissione di energia) che vuole imporre il suo devastante Pilone 24 di tensione pari a 380.000 v di quasi ottanta metri con gravi rischi ambientali e la distruzione delle possibilità di vivere con il turismo del piccolo centro abitato di Venetico Superiore  (vedi nella rubrica “ambiente” le precedenti segnalazioni di www.inchiestaonline.it del 16 e 23 dicembre 2013). In questa documentazione aggiornata pubblichiamo un testo di Grazia Sofia Tricomi e Alessia Crimaldi e un video  preso da You tube che documenta questa nuova fase della lotta.

 


 

1. Grazia Sofia Tricomi e Alessia Crimaldi: Terna il rispetto dei centri storici e delle loro tradizioni: il caso della Via Crucis vivente a Venetico Superiore

 

Torniamo sul tema dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi in via di realizzazione in Sicilia, del quale ci siamo già occupati il 16 e il 23 dicembre 2013, per segnalare un caso singolare di “danno ambientale e culturale” causato dalla superficialità con cui vengono talvolta concesse le autorizzazioni a Terna. Siamo ancora a Venetico Superiore, nel messinese, questa volta per parlare di una tradizione religiosa importante che corre il rischio di perdersi per sempre.

Una delle tradizioni religiose più antiche nel paese di Venetico Superiore, è sempre stata la Via Crucis, ovvero la rappresentazione teatrale della passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo.

Il primo sacerdote di Venetico a dare inizio a questa tradizione fu monsignor Giuseppe Casella, conoscitore accorto della sacra scrittura, che stilò per primo il copione con il preciso intento di realizzare la manifestazione per le vie del paese. Gli artigiani locali, con grande maestria, riprodussero così costumi e scenografie per ricreare perfettamente l’ambiente dell’epoca. Fu così che il Venerdì Santo del 1933, la manifestazione si svolse per la prima volta alla presenza devota e commossa dei fedeli locali e pellegrini, venuti a piedi, per rivivere le scene della passione di nostro Signore.

Da allora la manifestazione è diventata una vera tradizione che si ripete con devozione da anni, a esclusione di due periodi di assenza di cui i venetichesi ne hanno risentito con dispiacere. Da adesso in poi però, questa tradizione, potrebbe perdersi per sempre a causa di Terna che ha installato il pilone 24 sulla stessa collina dove, per noi venetichesi, avveniva la crocifissione di Gesù, proprio a ridosso della chiesetta dinnanzi alla quale venivano erette le croci di Gesù e dei due ladroni. A poche decine di metri dal centro abitato.

Non solo il fascino di un paese storico, che vanta monumenti del ‘500 e che ha goduto di finanziamenti europei milionari per la sua valorizzazione architettonica, viene annullato con un sol “colpo di pilone”, ma anche una tradizione religiosa così importante viene irrimediabilmente compromessa. Ma dov’è la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Messina? Perché non interviene con autorità per bloccare questo scempio e agevolare la proposta avanzata dal Comune di Venetico di riportare il pilone 24 dietro la collina dove era stato collocato da Terna stessa prima dell’intervento sconsiderato di amministratori per nulla interessati alla salvaguardia del valore storico-artistico, del paesaggio, dell’ambiente, della salute dei venetichesi? Com’è possibile che i Ministeri dei Beni Culturali, dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico abbiano concesso l’autorizzazione alla variante senza valutare l’impatto devastante che l’elettrodotto, così a ridosso del centro storico, avrebbe prodotto lungo il suo cammino? Di questo passo l’immagine del Bel Paese resterà un’astrazione a cui guardare con nostalgia. Siamo ancora in tempo per correggere gli errori, senza ricorrere a Tribunali Speciali e a Consigli di Stato com’è stato necessario fare nel caso di Dolo-Camin (vedi articolo su Inchiesta online del 23 dicembre 2013), basterebbe solo usare rispetto e senso civico.

 

 

 

 

 

 

 

 

2. Il filmato sulla Via Crucis nel sito Youtube “VIA IL PILONE DA VENETICO SUPERIORE”

Alla realizzazione di questo filmato ha partecipato il parroco e tutto il paese e il filmato termina con una scena di forte impatto emotivo. La figura del Cristo che partecipa alla Via Crucis viene “crocifissa” al Pilone 24 che tutto il paese in lotta cerca di far spostare dietro la collina.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=XMVgGXI2C-o[/youtube]


 

 

 

 


Category: Ambiente, Movimenti, Osservatorio Sicilia, Video

About Maurizio Scarpari: Maurizio Scarpari ha insegnato Lingua cinese classica dal 1977 al 2011 presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha ricoperto diverse cariche accademiche, tra le quali quelle di Prorettore Vicario, Presidente del Consiglio dei Direttori di Dipartimento, Direttore del Dipartimento di Studi sull’Asia Orientale, componente del Consiglio di Amministrazione, del Senato Accademico e dell’Advisory Board dell’Università Ca’ Foscari. È stato anche Presidente di Ca’ Foscari Formazione e Ricerca S.r.l. e componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ente per il Diritto allo Studio Universitario (ESU) di Venezia. Le sue ricerche riguardano principalmente la Cina pre-imperiale, i settori privilegiati sono il filologico-linguistico classico, l’archeologico e quello relativo alla storia del pensiero filosofico antico e alla sua incidenza sul pensiero politico attuale. È autore di oltre un centinaio di libri e articoli scientifici. Tra i suoi ultimi libri si segnalano Il confucianesimo. I fondamenti e i testi (Torino, Einaudi 2010) e Mencio e l’arte di governo (Venezia, Marsilio 2013). Per la collana Grandi Opere Einaudi ha curato la serie in più volumi La Cina (2009-2013). Per Inchiesta ha di recente pubblicato il saggio “Confucianesimo e religione” nel dossier “Passato e presente nella Cina d’oggi” curato da Amina Crisma (Inchiesta, XXXXIII, 181, pp. 64-96: 76-85). Insieme a L. Lanciotti ha curato la mostra di arte e archeologia cinese Cina. Nascita di un Impero (Roma, Scuderie del Quirinale, 2006-2007), insieme a S. Rastelli ha curato la mostra Il Celeste Impero. Dall’Esercito di Terracotta alla Via della Seta (Torino, Museo di Antichità, 2008), insieme a S. De Caro ha curato il catalogo della mostra I due imperi. L’aquila e il dragone. Ha inoltre fatto parte del Comitato Scientifico delle mostre 7000 anni di Cina. Arte e archeologia cinese dal Neolitico alla Dinastia degli Han (Venezia, Palazzo Ducale, 1983), Cina a Venezia. Dalla Dinastia Han a Marco Polo (Venezia, Palazzo Ducale, 1986), Cina 220 A.C. I guerrieri di Xi’an (Roma, Palazzo Venezia, 1994), Cina. Alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang (25-907) (Firenze, Palazzo Strozzi, 2008), I due imperi. L’aquila e il dragone (Milano, Palazzo Reale, 2010; Roma, Curia Iulia e Palazzo Venezia, 2010-2011).

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