Sotto le Due Torri a Bologna una grottesca selva fallica. Va rimossa

| 28 Agosto 2015 | Comments (0)

Da Bologna to day del 28 Agosto 2015. Aderiamo come rivista “Inchiesta” alla valutazione molto negativa che vien a data a questa “selva fallica”

 

Uno “scempio, una selva fallica in piazza Ravegnana”.E’ con queste parole che diventa pubblica la bocciatura senza riserve per i nuovi fittoni che sono in fase di installazione sotto le Due Torri, all’interno del cantiere BOBO, e che servono a delimitare la zona pedonale da quella transitabile.

Sono tre le associazioni che hanno pubblicamente chiesto al Comune di Bologna di rivedere questa scelta: si tratta di Italia nostra, Comitato per Bologna storico artistica, Societa’ di Santa Cecilia – Amici della Pinacoteca di Bologna e, in aggiunta, anche una trentina fra urbanistiarchitettistorici dell’arte ed ex sovrintendenti: per fare qualche nome ci sono Eugenio Riccomini, Pier Luigi Cervellati, Maria Pia Guermandi, Germana Aprato, Jadranka Bentini, Carlo Ginzburg, Giulio Volpe e l’ex assessore regionale Felicia Bottino.

E CON I FITTONI, NASCE ANCHE UNA PETIZIONE. “Le sorprese agostane, ritornati in cittànon finiscono mai– c’è scritto sul documento per la raccolta delle firme – E questa volta la realtà supera la fantasia. In pochi giorni infatti l’area si è mutata in una vera e propria selva fallica di contorno alle Torri. Il risultato di tale inutile quanto invasiva proliferazione di cilindri, che altro non fanno se non delimitare gli spazi pedonali da quelli per la viabilita’ su ruote appare grottesco“.

SARANNO UN CENTINAIO DI FITTONI E VERRANNO IMBRATTATI. Il completamento del progetto “vedra’ la messa in opera di un centinaio di fittoni”, con un “appesantimento” che “stride- continua il documento – con la funzionalita’ stessa di tali strumenti”. Per chi si oppone all’intervento “l’invasivita’ e’ evidente, imbarazzante persino, in un gorgo di bianchi cilindri che fanno sembrare piazza Ravegnana un’enorme dentatura di squalo pronta ad inghiottire i passanti”. Le Torri e i monumenti adiacenti “verranno sopraffatti dagli orrendi fittoni e dalle innumerevoli sedute presenti nel progetto – avvertono Italia nostra e gli altri firmatari – che in breve diventeranno campo d’azione per la fantasia di vandali e imbrattatori”. Inoltre, l’accesso a via Zamboni e a via Santo Stefano “e’ definitivamente interdetto e non vi sono varchi per mezzi di soccorso, Vigili del fuoco e manutenzione”.

 

“Ci si domanda come tutto cio’ abbia potuto avere l’assenso della Soprintendenza competente – continua l’appello – e perche’ gli uffici comunali non abbiano avuto il benche’ minimo ritegno nell’avallare un intervento che incide tanto pesantemente sulle forme della citta’ storica. Chiediamo di rimuovere un tale scempio, avvilente quanto costoso- e’ la richiesta indirizzata all’amministrazione- dall’intera zona fino al palazzo della Mercanzia, predisponendo una diversa soluzione che riconsegni respiro e dignita’ ai monumenti” (fonte Dire)

Anche Manes Bernardini (Insieme Bologna) raccoglie la denuncia di Italia Nostra sui fittoni installati sotto le due torri e chiede subito chiarimenti alla amministrazione comunale: “I fittoni sono invasivi, orrendi e imbarazzanti, sembrano denti di uno squalo pronti ad azzannare i passanti, monumenti sopraffatti”.

“Sarei curioso – dice Bernardini – di sapere come la pensano alcuni nostri bravi urbanisti ed architetti. A me, da non addetto ai lavori, non testa che condividere il giudizio di Italia Nostra: sono veramente brutti. Chiederemo subito una udienza conoscitiva con tecnici ed esperti bolognesi, uno su tutti Cervellati, per valutare il loro impatto e una loro possibile rimozione e sostituzione. A Bologna la sovrintendenza che impone regole e limiti schizofrenici a negozianti, privati cittadini ed imprese, cala le braghe di fronte a simili cose, dai dimostra forte con i deboli e debole con i forti”.

Vogliamo vederci chiaro – conclude Bernardini- sapere quando e come sono state autorizzate simili pose e anche, sapere dove è finito tutto il materiale, anche di grande valore storico, come i lastroni e il porfido, rimosso nell’area del cantierone.” Ma, soprattutto, urge rivedere questo ennesimo sfregio sotto le due torri”.



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Category: Ambiente, Osservatorio Emilia Romagna

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