Rossana Giacobbe: Lettera aperta a Terna

| 5 Gennaio 2015 | Comments (0)

 

 

 

Sono la mamma di due bambini di 2 e 4 anni. Abito a Saponara, un paese del messinese, in collina, tranquillo e con aria pulita, pensavo. Sono cresciuta qui e nella mia mente c’è sempre stata la consapevolezza che un giorno ciò che io ho vissuto, la mia infanzia, la mia adolescenza e tutto il resto, l’avrebbero vissuto i miei figli. Magari li avrei visti sulla stessa panchina dove ci sedavamo da piccoli noi, o fare il giro della piazza poiché, essendo un paese piccolo, quello è il luogo d’incontro.

E invece mi rendo conto che così non potrà mai essere perché a pochi passi da casa nostra stanno costruendo l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi (380 Kv in doppia terna, 18 cavi dell’alta tensione, tralicci monostelo alti oltre sessanta metri), che ha portato molta inquietudine nei cuori e nelle menti di molti cittadini saponaresi e di molte mamme che come me si preoccupano per la salute dei propri figli. Non riesco a non pensarci, mio padre ha lavorato una vita per costruire la casa in cui abitiamo e noi per finire di pagare il mutuo, vite di sacrifici e poi… arrivano le multinazionali, pagano trenta miseri denari e deturpano il nostro bel territorio per i loro sporchi interessi, e noi?

Ai nostri figli chi ci pensa? A noi chi ci tutela? Nessuno! Abbiamo Ministri all’Ambiente, Ministri ai Beni Culturali, Ministri alla Salute, perché non vigilano? I dirigenti di Terna parlano di limite di sicurezza per la salute rispettato… i famosi 3 microtesla, ma è un valore di Legge e non Sanitario, gli studi epidemiologici che si basano su dati concreti indicano limiti di sicurezza assai inferiori, pari a 0,2-0,3 microtesla, valori che nel 2001 il Ministro Bordon stava per approvare. Ci sono ricorsi al TAR, al Consiglio di Stato, denunce alla Procura della Repubblica, ma non succede nulla! Come ho già premesso sono mamma di due bimbi piccoli e ho paura perché queste opere hanno effetti negativi sulla salute. Pretendiamo di essere tutelati!

Mi chiedo come potremo vivere a meno di 100 metri da un elettrodotto di questa potenza, che può arrivare fino a 550 Kv, un record europeo di cui dovremmo andare orgogliosi, che si sommerà alla potenza sprigionata da un altro elettrodotto, già funzionante da anni, anch’esso a 380 Kv anche se in terna semplice (solo 9 cavi dell’alta tensione), che gli corre vicino.

Orgogliosi di cosa? La leucemia infantile è la prima malattia causata dall’elettromagnetismo, per non parlare della marea di conseguenze neurologiche che sono descritte in ricerche che, ovviamente, non vengono prese nella dovuta considerazione. Come potremo abitare qui? E Terna, non contenta, sta progettando di costruirne un altro, accanto ai primi due! Facciamo un po’ di conti: 9 cavi li abbiamo già, 18 stanno per installarli, fa 27, niente male, se poi ne aggiungiamo altri 18 arriviamo a 45! Ventisette! Quarantacinque! La somma dell’elettromagnetismo causato da tutti questi cavi qualcuno l’ha presa in considerazione? Perché si guarda solo al profitto? Abbiamo appena finito di pagare il mutuo di casa e ora, a causa di Terna, dovremo andarcene via perché sarebbe da irresponsabili far crescere i nostri figli in questi luoghi. Se dovesse succeder loro qualcosa? Come potrei perdonarmelo? Non si può vivere così, è una condanna nel cuore… non potrò mai più essere tranquilla.

Li guardo nei loro occhi innocenti e penso: dove andremo ad abitare? Come faremo? Dove prenderemo i soldi per comprare un’altra casa? Io ho il dovere di vigilare sulla salute dei miei figli e non posso lasciar nulla al caso. Saponara è attorniata da sei piloni di Terna! E altri arriveranno per il terzo elettrodotto. Come mamma devo insegnare a miei figli a rispettare le regole, mentre questi signori costruiscono in zone protette, in aree dichiarate dall’Unione Europea ad alto rischio ambientale, e se un povero Cristo che alza un muro lo fa un metro più alto di quanto permesso “ci lisciunu u pilu” (gliela fanno pagare cara). È tutto così assurdo… e ingiusto.

Di certo non avrei mai pensato di trovarmi in questa situazione. Perché nessuno ci tutela? Perché? Siamo esseri umani, abbiamo la nostra dignità, i nostri diritti e i nostri doveri, i doveri li assolviamo e allora mi chiedo: il diritto alla Salute, al vivere sereni e non con queste ansie chi lo deve garantire? Non mi do e non mi darò pace pensando che fra pochi mesi l’elettrodotto sarà in funzione. Chi può fare qualcosa per fermare la rovina di questo paese, per evitare che i nostri bambini siano esposti a rischi che nessuno dovrebbe correre, intervenga per favore, subito, subito! Lo chiedo come mamma, lo chiedo soprattutto per i miei figli, per dare loro un futuro sereno.

Rossana Giacobbe fa parte del comitato “Mamme per la vita” e animatrice del comitato “No Terna” di Saponara. Nella foto un corteo di protesta a Saponara contro Terna.

 

 

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Category: Ambiente, Osservatorio Sicilia

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About Rossana Giacobbe: Rossana Giacobbe è nata e vive a Saponara, piccolo paese del messinese colpito nel 2011 da una marea di fango che ha travolto tutto e fatto 4 morti. Rossana Giacobbe si batte con coraggio contro le ingiustizie e i soprusi di Terna, e presiede due comitati: “Mamme per la vita” e “Saponara e il suo futuro”.

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