Nello Rubattu: Con l’airgun in Sardegna non hanno smesso

Nello Rubattu | 2 aprile 2017 | Comments (0)

 

 

 

 

La Nopec è una società norvegese che svolge in tutto il mondo prospezioni legate alla ricerca di idrocarburi in mare: trovare petrolio e gas, questo è il loro business. Lo fa utilizzando l’airgun, un metodo a dir poco pericoloso: in pratica lancia delle bombe di aria ad alta pressione in mare e a seconda dei rilevamenti che ottiene capisce l’entità dei giacimenti.

Ora questa azienda ha preso di mira il Mediterraneo e in particolar modo la Sardegna e la Corsica.

Ecco la sintesi del loro progetto che sta per essere approvato da questi pazzi scriteriati che ci governano;

“L’area interessata si estende dalla costa occidentale di Bosa verso nord sino alla Corsica. A lanciare l’allarme è il gruppo di intervento giuridico: Le prospezioni in mare con airgun e le coltivazioni di idrocarburi in mare e a terra con produzione fino a 182.500 tonnellate di petrolio o 182 milioni di metri cubi di gas annua non faranno la Valutazione di impatto ambientale obbligatoria.

Si deciderà caso per caso se andare a Via senza alcun contraddittorio con cittadini ed enti locali». In sostanza tutte le prospezioni «sia con airgun in mare sia con esplosivi, e i progetti petroliferi di coltivazione di giacimenti con produzione fino a 182.500 tonnellate di petrolio o 182 milioni di metri cubi di gas annua, cioè praticamente la gran parte di quelli del paese, invece di fare la Valutazione d’impatto ambientale, come avviene oggi, potranno partire con il semplice screening”.

Voi ne sapete niente di giacimenti marini di gas? Io un accidente perché sotto la crosta mediterranea non ci sono mai andato. Ma a dir la verità non ci sono mai andati neanche quelli della Nopec. Loro dicono che essendo quel tratto di mare uno dei più antichi difficilmente non si trova almeno del gas.

Teoricamente li si può anche credere, ma solo teoricamente.

E’ il loro metodo di ricerca che non dovrebbe piacere neanche per sbaglio.

Quelle bombe che lanciano dalle loro navi sono infatti pericolosette e fanno dei disastri non da poco: ammazzano pesci a pacchi, insieme a grandi cetacei e distruggono intere superfici marine. In pratica sono peggio di Attila: dove passano loro non nasce più Poseidonia. E la Poseidonia è quell’erba che crea intere praterie marine di cui beneficiano tutte le specie ittiche di questo mondo. Quelle bombe distruggono il plancton di cui si cibano quegli sfigati di pesci, sconvolgendo completamente il sistema che rende possibile il ciclo della pesca.

E tutto questo per scoprire giacimenti di gas e petrolio! Alla faccia del bicarbonato di sodio, direbbe Totò.

Noi dovremmo utilizzare intercalari più crudi e ricordare che il culo a mamma non si dovrebbe mai toccare. Uno potrebbe anche prenderla male. Questi metodi sono una vera porcheria, una violenza inaudita, una cretineria economica spaventosa!

Per trovare un giacimento di petrolio o di gas si distrugge la pesca, si mettono in pericolo i sistemi delle acque e a casino il turismo. Ma che guadagno ci facciamo, noi stupidi abitanti di quest’isola?

Accettare questa porcheria è come tagliarsi i coglioni per fare un dispetto alla moglie.

Possibile che per i nostri amministratori sia così azzardato pensare che distruggere il mare vuol significare soprattutto “distruggere la vita?

Possibile che basti una società norvegese per far chiudere gli occhi e il buco che come tutti anche loro hanno nel didietro, questo malato pattuglione di onorevolicchi ignoranti, regionali e romani, senza neanche una dose di sano buon senso?

Neanche Trump è così azzardato! Pensate che nel loroAtlantico e nel loro Pacifico, l’airgun si può utilizzare solo a cinquanta miglia dalle coste. Se invece vi andate a guardare la cartina interessante dalla Nopec e dalle sue bombe, le distanze dalle coste mediterranee sono infinitamente minori. Inoltre, proprio ai bordi di quest’area interessata dalle esplorazioni marine di questi delinquenti esiste il santuario marino per i cetacei: in pratica un sostanzioso tratto di Mediterraneo dove i cetacei di tutti i tipi vengono lasciati in pace a procreare.

Secondo voi, tutte le bombe come quelle che intendono lanciare i norvegesi, proprio al confine di quel tratto di mare, non farebbero del casino anche nel santuario dei cetacei? Cos’è uno scherzo? O pensate che la difesa dei cetacei sia un problema di ecologisti e vegetariani presi da una passione trsvolgente per quei poveri animali che per un buonismo pressante intendiamo difendere?

Ma che cavolo di discorso stiamo facendo?

L’ambiente si difende perché senza un ecosistema in buona condizioni noi stessi siamo in pericolo. Si proprio “noi” come razza umana. Non è solo un fatto di compassione verso gli abitanti dei mari che il Mediterraneo si deve tenere in condizioni accettabili, ma per un problema di salvaguardia del futuro della nostra razza. Elementare Watson. Ormai certe cose le sanno anche i pupattoli degli asili nidi.

E chi l’ha detto poi che abbiamo questa accidenti di bisogno di gas?

E quello che ci vogliono far arrivare dall’Africa con un bel gasdotto? Siamo sicuri che non basta per le nostre esigenze?

O siamo diventati tutti tossicodipendenti da idrocarburi?

O forse i nostri governanti, hanno paura che qualche insano indipendentista sardo tagli i tubi dei futuri gasdotti, distrugga le pale eoliche e manometta quelle praterie di pannelli solari che stanno pullulando la nostra isola? 

Possibile che nessuno si accorga che le compagnie petrolifere stanno diversificando il loro business ad altre fonti di energia perché i dividendi dagli idrocarburi stanno diminuendo in maniera pesante. Andatevi a guardare l’andamento del prezzo al barile e lo capirete da soli.

Poi, mi dico: tutti i piani per diminuire la dipendenza dal petrolio dove sono andati a finire? Possibile che questi parlamentari siano così ottusi da non saper fare un minimo di calcolo economico?

Possibile che questi cretini non riescano a capire che distruggendo un’area marina come quella a cui questa azienda norvegese di pirati è interessata, si sconvolgerebbe l’intero Mediterraneo?

Ma dove accidenti hanno messo la testa i nostri eletti?

Sono dei pazzi, bisogna a tutti i costi fermarli! Il mondo, il nostro mondo, nelle loro mani è a rischio scomparsa.

Il Mediterraneo è un lago con una unica valvola di sfogo rappresentata dallo stretto di Gibilterra, le sue coste con i popoli che vi abitano devono a tutti i costi conviverci.

Il Mediterraneo è un mare speciale, un fatto ambientale unico che va oltre gli schemi generali. Pensateci: New York è alla stessa altezza di Napoli e tutte e due sono sul mare. Ma New York d’inverno raggiunge come niente fosse venti gradi sotto zero, mentre a Napoli solo per qualche giorno nella stessa stagione si va sotto i + dieci gradi! Fra queste due città ci sono trenta gradi di differenza! E questo solo per il fatto che Napoli è una città del Mediterraneo, mentre l’altra lo è dell’Atlantico.

La Nopec, sconvolgendo questo nostro mare con le loro prospezioni, può forse garantire che dopo il loro passaggio tutto rimarrebbe come prima? Ho i miei dubbi e penso li abbiate anche voi.

Fermiamo questa infame società norvegese con il vizietto delle bombe e mandiamo una volta per tutte a quel paese questi nostri parlamentari sardi e romani che assorbiti dai loro seriosi dibattiti su Renzi e altre castagne si dimenticano di tutto il resto.

Basta davvero.

 

 

 

Category: Ambiente, Osservatorio Sardegna

Nello Rubattu

About Nello Rubattu: Nello Rubattu è nato a Sassari. Dopo gli studi a Bologna ha lavorato come addetto stampa per importanti organizzazioni e aziende italiane. Ha vissuto buona parte della sua vita all'estero ed è presidente di Su Disterru-Onlus che sta dando vita ad Asuni, un piccolo centro della Sardegna, ad un centro di documentazione sulle culture migranti. Ha scritto alcuni romanzi e un libro sul mondo delle cooperative agricole europee. Attualmente vive a Bologna

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