Maurizio Scarpari: Renzi, a favore di Terna e contro l’ambiente, evita la contestazione siciliana

| 25 maggio 2016 | Comments (0)

 

Apprendiamo da «La Stampa» del 19 maggio 2016 che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si accinge a inaugurare l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi (380 kV a doppia terna) che unirà la Sicilia alla Calabria e, dunque, al Continente. Si tratta di un’opera imponente, oggetto di numerose contestazioni, soprattutto per quanto riguarda il tracciato siciliano, dovute allo scempio del territorio, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico più volte denunciato da associazioni culturali, comitati di difesa della salute, cittadini indignati per l’arroganza con cui è stato realizzato un elettrodotto ritenuto da molti inutile e dannoso per l’incolumità degli abitanti. Le sue mastodontiche strutture deturpano le bellezze naturali di un’area rigogliosa a vocazione prevalentemente agricola, artigianale e turistica che si affaccia sulle Isole Eolie, “teoricamente” protetta da una legislazione che Terna chiede ora di modificare a proprio esclusivo vantaggio: chilometri e chilometri di colline e spiagge che nemmeno la Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina e la Magistratura a cui i cittadini si sono a più riprese rivolti hanno saputo o voluto tutelare (si vedano i numerosi interventi al riguardo pubblicati su questa rivista).

Il Presidente Renzi inaugurerà l’elettrodotto a giorni, in compagnia del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio: la cerimonia avverrà sul più tranquillo versante calabrese, dove le contestazioni sono state praticamente nulle. Il tratto siciliano dell’elettrodotto, che si sviluppa per una ventina di chilometri, Renzi e Delrio lo vedranno dall’elicottero, a debita distanza dalle persone che con gli orribili piloni monostelo alti 60-80 metri e i diciannove cavi – diciotto dei quali dell’alta, anzi altissima tensione – dovranno invece convivere, a distanze spesso ravvicinate, per il resto della loro vita…

Sicuramente il Presidente loderà con orgoglio la realizzazione del mega-impianto, esaltandolo come un gioiello di alta tecnologia, vanto dell’imprenditoria italiana, che ci pone all’avanguardia in Europa e nel mondo, ignorando il fatto che Terna avrebbe potuto far passare i cavi via mare, così come ha fatto tra Calabria e Sicilia, e come dovrà fare per portare i propri cavi in Africa, vero obiettivo strategico dell’elettrodotto. Presto esalterà l’utilità di un altro mega-elettrodotto, quello in via di costruzione in Abruzzo, dove si sta devastando un territorio fragilissimo a causa delle precarie condizioni idrogeologiche del suolo su cui poggiano decine di piloni, per arrivare in Montenegro (il disastro è stato documentato di recente da un servizio delle «Iene»). Progetti ambiziosi che usano il Belpaese – che di Bello avrà sempre meno – come una semplice “piattaforma” attraversata da migliaia di ecomostri che deturpano un territorio ad alta vocazione turistica…

Non volendolo realizzare via mare, Terna avrebbe potuto, in alternativa, interrarlo, alla fine si tratta di appena una ventina di chilometri, come sta facendo, ad esempio, in Toscana: in questo caso all’inaugurazione dei lavori di eliminazione dei tralicci si sono recati, a metà febbraio di quest’anno, il Sindaco di Firenze Dario Nardella e Luca Lotti, Sottosegretario alla Presidenza e braccio destro storico di Renzi, nonché l’Amministratore Delegato di Terna, di nomina renziana, Matteo del Fante. Il volo in elicottero non è stato necessario, non c’è stata l’esigenza di prendere le distanze, il paesaggio e le bellezze delle terre care al nostro Presidente e al suo Sottosegretario (e anche ad altri autorevoli esponenti della politica nazionale) sono infatti state tutte salvaguardate. “Firenze e la Toscana sono un modello nazionale che dimostra che si possono favorire il progresso e l’innovazione tecnologica senza rovinare le risorse ambientali, paesaggistiche e culturali di cui siamo orgogliosi e per le quali siamo ammirati nel mondo. Progresso e tutela del paesaggio possono andare insieme” ha detto soddisfatto il Sindaco Nardella. “È un giorno importante perché stiamo restituendo un pezzo della bellezza di Firenze e delle sue colline” ha aggiunto il Sottosegretario Lotti. Viene da chiedersi: due pesi e due misure? Ma no… non ricorriamo a ingenerose insinuazioni!

L’Italia del fare… e chi non plaude è tacciato di negativismo, di faziosità, di conservatorismo, di antipatriottismo: se invece di guardare dall’elicottero, Renzi o Lotti o chi per loro si fosse preoccupato anche delle altre regioni, se fosse venuto di persona a vedere lo scempio causato da Terna in un’area un tempo bellissima e rigogliosa, e ora sempre più spesso martoriata per assecondare gli interessi di pochi favoriti dalla cecità di politici e amministratori ignoranti e non intenzionati a comprendere il danno alla comunità che la loro supina quanto interessata “accondiscendenza” avrebbe creato, se Renzi e Lotti fossero venuti a vedere con i loro occhi quando, tempo addietro, li avevamo esortati a intervenire proprio da queste pagine (http://www.inchiestaonline.it/ambiente/lettera-a-renzi-sulle-devastazioni-allambiente-della-multinazionale-terna-in-sicilia) e anche personalmente, consegnando loro dossier e dati che denunciavano violazioni e abusi (http://www.inchiestaonline.it/economia/maurizio-scarpari-a-cura-di-un-dossier-sulle-lotte-contro-la-multinazionale-terna-in-sicilia), forse si sarebbe ancora potuto fare qualcosa per “fare andare insieme progresso e tutela del paesaggio” anche a Messina e in Sicilia, favorendo nei fatti “il progresso e l’innovazione tecnologica senza rovinare le risorse ambientali, paesaggistiche e culturali di cui siamo orgogliosi e per le quali siamo ammirati nel mondo”, attuando così anche in Sicilia il “modello nazionale” di riferimento…

 

 

Category: Ambiente, Osservatorio Sicilia

About Maurizio Scarpari: Maurizio Scarpari ha insegnato Lingua cinese classica dal 1977 al 2011 presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha ricoperto diverse cariche accademiche, tra le quali quelle di Prorettore Vicario, Presidente del Consiglio dei Direttori di Dipartimento, Direttore del Dipartimento di Studi sull’Asia Orientale, componente del Consiglio di Amministrazione, del Senato Accademico e dell’Advisory Board dell’Università Ca’ Foscari. È stato anche Presidente di Ca’ Foscari Formazione e Ricerca S.r.l. e componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ente per il Diritto allo Studio Universitario (ESU) di Venezia. Le sue ricerche riguardano principalmente la Cina pre-imperiale, i settori privilegiati sono il filologico-linguistico classico, l’archeologico e quello relativo alla storia del pensiero filosofico antico e alla sua incidenza sul pensiero politico attuale. È autore di oltre un centinaio di libri e articoli scientifici. Tra i suoi ultimi libri si segnalano Il confucianesimo. I fondamenti e i testi (Torino, Einaudi 2010) e Mencio e l’arte di governo (Venezia, Marsilio 2013). Per la collana Grandi Opere Einaudi ha curato la serie in più volumi La Cina (2009-2013). Per Inchiesta ha di recente pubblicato il saggio “Confucianesimo e religione” nel dossier “Passato e presente nella Cina d’oggi” curato da Amina Crisma (Inchiesta, XXXXIII, 181, pp. 64-96: 76-85). Insieme a L. Lanciotti ha curato la mostra di arte e archeologia cinese Cina. Nascita di un Impero (Roma, Scuderie del Quirinale, 2006-2007), insieme a S. Rastelli ha curato la mostra Il Celeste Impero. Dall’Esercito di Terracotta alla Via della Seta (Torino, Museo di Antichità, 2008), insieme a S. De Caro ha curato il catalogo della mostra I due imperi. L’aquila e il dragone. Ha inoltre fatto parte del Comitato Scientifico delle mostre 7000 anni di Cina. Arte e archeologia cinese dal Neolitico alla Dinastia degli Han (Venezia, Palazzo Ducale, 1983), Cina a Venezia. Dalla Dinastia Han a Marco Polo (Venezia, Palazzo Ducale, 1986), Cina 220 A.C. I guerrieri di Xi’an (Roma, Palazzo Venezia, 1994), Cina. Alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang (25-907) (Firenze, Palazzo Strozzi, 2008), I due imperi. L’aquila e il dragone (Milano, Palazzo Reale, 2010; Roma, Curia Iulia e Palazzo Venezia, 2010-2011).

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