Marco Rostan: XVII Febbraio. I falò dei valdesi per una festa civile

| 13 Febbraio 2020 | Comments (0)

 

 

 

La redazione del primo numero di Inchiesta (gennaio 1971) aveva un solo raggruppamento politico, ideologico o religioso maggioritario ed era quello  delle amiche ed amici valdesi. Ringraziamo Marco Rostan peer avere aderito alla nostra richiesta di scriverci un pezzo su la festa dei falò.

La sera del 16 febbraio, chi si trovasse a percorrere , la strada che da Torino e Pinerolo si dirige verso le Valli Valdesi, potrebbe assistere alla progressiva comparsa, sulle colline circostanti, di tanti fuochi: sono i falò dei valdesi che ricordano quelli accesi nel 1848, per festeggiare la firma,da parte del re sabaudo Carlo Alberto, delle “Lettere Patenti”, con le quali ai sudditi valdesi – e anche agli ebrei – venivano concessi i diritti civili . Nulla era però innovato per quelli religiosi. Per ottenerli ci vorranno ancora molti anni, passando per Il Concordato ( la religione cattolica è l’unica religione di stato e gli altri culti sono soltanto tollerati , 1929 legge sui culti ammessi, mai abrogata) fino all’approvazione della Costituzione, che all’art.8 dichiara : « tutte le confessioni sono egualmente libere davanti alla legge…i loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze ». Ma ancora altri anni dovranno passare , con infinite battaglie giuridiche, perché quell’articolo costituzionale venga finalmente attuato con la prima Intesa, fra la Repubblica italiana e le chiese valdesi e metodiste ( 1974).

Per tornare ai falò accesi nelle Valli Valdesi bisogna sottolineare che il XVII febbraio è una festa civile. Vi partecipa la popolazione , al di là delle differenze politiche e religiose, nelle fiaccolate serali verso i falò spuntano bandiere tricolori, al culto del 17 mattina i ragazzi distribuiscono coccarde e altre bandiere si affacciano da finestre e balconi, in particolare nei comuni di montagna. Al pranzo del 17, con la tradizionle souppa valdese , non manca il parroco , il maresciallo dei carabinieri e il discorso del sindaco.E si va avanti nel pomeriggio con rievocazioni storiche – oggi anche con i diritti degli immigrati o i corridoi umanitari o la violenza sulle donne, – fino alla sera , tradizionalmente dedicata al teatro ( una volta non mancava mai un bel drammone valdese, e, a concludere,una farsa per ridere un po’ dopo tanta “ serietà”). Tra gli inni cantati intorno al falò o al culto, il più conosciuto è il Giuramento di Sibaud, località vicino a Bobbio Pellice , dove, dopo 13 giorni di marcia da Ginevra, si concluse ,nel 1689,    la  “ Glorieuse Rentrée” dei Valdesi, già costretti all’esilio in Svizzera e Germania dal Duca di Savoia, che aveva deciso di seguire la politica di suo zio, re di Francia Luigi XIV, nei confronti degli ugonotti ( revoca dell’Editto di Nantes): o esilio o abiura.

Festa civile, dunque ,festa che in qualche modo si collega a quegli alberi della libertà della Rivoluzione francese, piantati anche nelle piazze dei comuni nelle Valli , festa laica perché in tutta questa dimensione di impegno civile, di lotta ai privilegi, per i diritti , contro le discriminazioni, il popolo valdese non dimentica la riconoscenza al Signore per la libertà ricevuta.

Questa libertà, prima che religiosa, è libertà di coscienza, quella affermata da colui che aveva dato inizio alla Riforma protestante (1517), Martin Lutero , il quale , davanti all’imperatore Carlo V dichiarò : « Se non sarò convinto mediante le testimonianza delle Scritture e chiare ragioni – dato che non credo né al papa né ai Concili da soli, poiché è evidente che hanno errato, e si contraddicono – io sono vinto nella mia coscienza e prigioniero della Parola di Dio a causa dei passi della Sacra Scrittura che ho addotti. Perciò non posso e non voglio ritrattarmi poiché non è sicuro né salutare fare alcunchè contro la coscienza ».

Dai falò siamo andati indietro, alla Rifoma. E possiamo ricordare anche Giordano Bruno, che proprio il 17 febbraio (del 1600), veniva bruciato sul rogo in Campo dei fiori a Roma. Nell’altra direzione cronologica, troviamo il Risorgimento e poi la Resistenza e la lotta dei partigiani per giustizia e libertà.

Quanto alla libertà religiosa oggi, moltissimo resta da fare e alcune volte da riconquistare. I problemi sono minori, ma difficili da risolvere. Pensiamo alla multiculturalità e multireligiosità crescenti in Europa e in Italia, alla difficoltà di applicare il sistema delle Intese con le più diverse confessioni o associazioni religiose, alla permanenza dell’ insegnamento cattolico nella scuola pubblica, alla galassia islamica, alle moschee, ai crocifissi e altri simboli religiosi …

Da tempo sono stati proposti e giacciono in Parlamento vari testi, con lo scopo di varare finalmente una legge di carattere generale sul tema della libertà di coscienza e di religione . Nessuno di questi testi fino a oggi è stato approvato. E la battaglia non è certo finita: l’impegno è di poter accendere ancora i falò della libertà, di gioia e riconoscenza. Non solo i valdesi .

 

 

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